Il design secondo Studio Klass

Giovani e intraprendenti, parlano il linguaggio dell’industrial design, aggiungendo personalità e una forte professionalità ad ogni progetto. Marco Maturo e Alessio Roscini sono i fondatori di Studio Klass, realtà milanese di cui seguire attentamente le evoluzioni!

Studio Klass - Photo © Studio Klass
Studio Klass - Photo © Studio Klass

Loro sono Marco Maturo e Alessio Roscini, insieme Studio Klass. Nel 2009 fondano il loro studio a Milano nel solco dell’industrial design, sposando un approccio minimale – in termini di linguaggio formale, in cui dominano linee pure e geometrismi – a servizio dell’esperienza d’uso: è l’attenzione alla funzione, alla relazione utente-prodotto che definisce le loro creazioni. Un rapporto etico e valoriale che ricercano anche nelle collaborazioni con le aziende partener (Fiam, CC-Tapis, Unifor, Living Divani, FontanaArte, per citarne alcune), al fine di interpretarne le potenzialità e svelarne i punti di forza. In quest’intervista ci hanno raccontato la loro esperienza, le loro considerazioni su innovazione, digitale, progettualità e molto altro. Ne è derivato uno spaccato di una realtà creativa concreta e lungimirante, quanto i prodotti che crea, certamente da non perdere di vista!

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Su cosa si basa la vostra progettualità?
Per poter innovare riteniamo indispensabile conoscere prima di tutto le potenzialità di un’azienda, la visione, le intenzioni, le tecnologie di produzione; l’obiettivo che ci poniamo sempre è lavorare su un nuovo progetto pensandolo ad-hoc per una certa realtà, considerando quali sono i limiti e le restrizioni, facendo così leva sui punti di forza. L’innovazione che ci interessa è molto spesso trasversale, può essere tipologica, funzionale o produttiva.

Ci raccontereste la vostra crescita professionale, dagli albori a oggi, attraverso i più rappresentativi prodotti del vostro portfolio?
Abbiamo frequentato la stessa università a Milano per poi, nel 2009, fondare insieme Studio Klass. Tra i primi progetti interessanti ricordiamo la collaborazione con Fiam nata nel 2011, realtà che ha creduto in noi fin dall’inizio, con cui poi è nato un rapporto di stima che ci ha portato a sviluppare molteplici prodotti. Tra i progetti presentati recentemente siamo molto legati a Touch Down Unit per UniFor, un’unità mobile pensata per essere una workstation temporanea per lavoratori e professionisti che non hanno una postazione dedicata all’interno dello spazio ufficio. È un progetto innovativo pensato, oltre che per il mondo ufficio, anche per l’attuale necessità di lavorare da casa in smart working; Touch Down Unit nasce da un’attenta ricerca sull’ufficio che il nostro Studio ha sviluppato per UniFor che, fin da subito, ha creduto nel progetto e ha deciso di investire tutto il suo storico know-how per poterlo industrializzare e mettere a punto. Quello dell’ufficio è un settore dalle grandi potenzialità, è un ambito in continua mutazione e, insieme a UniFor, stiamo già ragionando su come questo ambito si evolverà nei prossimi anni e quali saranno le nuove esigenze del mercato.

Toch Down Unit by UniFor - Design Studio Klass

Toch Down Unit by UniFor – Design Studio Klass

Quanto questa relazione diventa vincolate per la creatività? Quanto quindi è possibile ‘giocare’ con il design?
È possibile farlo solo ed esclusivamente se si trova il “partner” giusto, ovvero un imprenditore capace di prendersi dei rischi, con la volontà di scommettere su dei prodotti nuovi e innovativi; la storia del Design Italiano è stata scritta da imprenditori illuminati e da progettisti capaci di portare le realtà industriali sui gradini più alti del mercato internazionale.

Sprint by Cantarutti - Design Studio Klass

Sprint by Cantarutti – Design Studio Klass

Nastagio by CC-Tapis - Design Studio Klass - Photo © Beppe Brancato

Nastagio by CC-Tapis – Design Studio Klass – Photo © Beppe Brancato

Quale prodotto non avete mai disegnato e vi piacerebbe progettare?
Un prodotto che non appartiene a nessuna tipologia esistente e che possa entrare in relazione il più possibile con la quotidianità. Inoltre, il settore dei mezzi di trasporto pubblico ci affascina, sia per il suo aspetto tecnico-funzionale sia per le sfumature etiche che il progetto dovrebbe prevedere.

Sul tema interior design, come cambierà a vostro parere il rapporto con l’ambiente domestico e gli arredi al suo interno, dopo la situazione di lockdown che abbiamo vissuto?
Lo spazio casa molto probabilmente ne uscirà rafforzato. Le persone si renderanno conto di quanto sia indispensabile avere uno spazio dove potersi ritirare, creare un nido dove poter stare bene da soli e con i propri cari. Si apriranno nuovi scenari, probabilmente nuove tipologie di prodotti da sviluppare, o comunque sfaccettature di prodotti esistenti che fino ad ora non erano state considerate.

Gap by Ichendorf - Design Studio Klass - Photo © Aberto Strada

Gap by Ichendorf – Design Studio Klass – Photo © Aberto Strada

Il digitale sta rivoluzionando la quotidianità, ma si è rivelato essenziale in questi mesi sia per le aziende quanto per le associazioni di settore nel promuovere attività alternative alla tradizionale Milano Design Week. Quanto (e come) il mondo digitale vi influenza o pensate vi influenzerà nel vostro lavoro?
Facciamo entrambi parte di una generazione che fin da subito ha avuto modo di interagire con dispositivi elettronici sfruttandone le potenzialità, pertanto siamo i primi a sostenere il digitale in tutti i suoi aspetti, lavorativi e non solo. In questo periodo il digitale si è certamente confermato come alternativa indispensabile alla sopravvivenza di molte aziende, ma nonostante ciò crediamo che il Design sia sinonimo di qualità e di saper fare, due aspetti importanti che non è facile trasmettere via digitale. Un divano, una sedia, un mobile, spesso raccontano decenni di storia e di migliorie, di dettagli e di continue innovazioni che sono passate di generazione in generazione, ed è indispensabile apprezzare questi aspetti dal vivo per poter rendersene conto fino in fondo.

Siete una coppia giovane seppur con oltre dieci anni di attività: quale consiglio dareste ai giovani talenti che si affacciano a questo settore?
Essere onesti con se stessi, cercando di capire se effettivamente la disciplina che stanno studiando è ciò che vorranno fare per il resto della loro vita. Spesso c’è questa brutta tendenza a dover per forza svolgere il lavoro per cui si ha studiato, considerando un cambio di direzione quasi fosse un fallimento. È importante capire che non è cosi, quello del progettista è un lavoro in cui serve tanto sacrificio e molta pazienza, in quanto le soddisfazioni potrebbero impiegare anni prima di palesarsi. Il mondo del lavoro è sempre più specializzato, ed è basilare per i giovani capire in che tipo di settore vorrebbero operare. Quello che notiamo è che spesso molti giovani designer non hanno idea di cosa possa essere più adatto alle loro capacità e interessi, lasciando quindi al caso eventuale decisioni, per poi pentirsene dopo poco.