L’eleganza silenziosa di Living Divani

Living Divani compie 50 anni, di cui 30 passati al fianco dell'archistar Piero Lissoni nel ruolo di Art Director. La nuova generazione dell'azienda è rappresentata da Carola Bestetti che ci parla di esordi, crescita incontri e prospettive

Living Divani, Luigi e Renata Bestetti con - al centro - la figlia Carola Bestetti

“Eleganza silenziosa” non è solo una caratteristica stilistica, ma in Living Divani diventa un approccio, un modo di essere, di agire nel design. Questa definizione espressa direttamente dalla nuova generazione alla guida dell’azienda, Carola Bestetti, trova perfetta corrispondenza nella storia e nello sviluppo di questa realtà, fondata 50 anni fa da Luigi e Renata Bestetti, che con raffinata discrezione si è guadagnata un posto d’eccezione nel panorama del design italiano e internazionale.
Un’identità sposata appieno e rafforzata da Piero Lissoni che quest’anno celebra – accanto ai 50 anni di fondazione – il 30esimo anniversario di Art Direction nell’azienda.
Esordio, crescita, incontri e prospettive, sono qui raccontate da Carola Bestetti.

Living Divani al Salone del Mobile.Mjilano 2019. Divano Greene by David Lopez Quincoces, tavolini Flap by Studio Klass

50 anni di Living Divani. Ci sono stati eventi che ne hanno rappresentato la chiave di volta?
Certamente. Il primo negli anni ’80 quando i miei genitori chiusero la collaborazione con Roche Bobois. Living Divani, nata del ’69 rilevando un piccolo atelier di Milano che produceva convertibili, aveva mostrato fin da subito un carattere innovativo: creava collezioni all’avanguardia per i tempi, partecipava già alle principali fiere di settore tra Milano, Parigi e Colonia, collaborava con il Centrokappa, fino a sviluppare connessioni sul territorio e oltre, aprendosi al mercato francese e canadese attraverso una collaborazione con Roche Bobois, per la quale produceva prodotti in esclusiva. Quando però la collaborazione rischiò di trasformare l’azienda – che all’epoca si chiamava solo Living – in un terzista, i miei genitori chiusero il rapporto, nonostante valesse 6 miliardi delle vecchie lire, preferendo dedicarsi al loro marchio, alla creazione di un mercato proprio con una collezione più estesa, sebbene implicasse ricominciare da capo: fu una dimostrazione di forte imprenditorialità. Un ulteriore ‘salto imprenditoriale’ fu sicuramente l’arrivo di Piero Lissoni come Art Director, perché significò stravolgere nuovamente l’azienda.

Fu una scommessa vincente alla fine.
Piero è riuscito a dare forma all’idea di azienda che avevano i mei genitori. E pensare che inizialmente un giovane Piero Lissoni si presentò alla loro porta con l’ambizione fin da subito di poter diventare Art Director di Living Divani, e i miei genitori rifiutarono. Lo richiamarono solo un anno e mezzo dopo, nell’89, suggellando così un matrimonio che dura da 30 anni. È stato davvero un incontro vincente. Piero ha ovviamente portato una concezione più strutturata, cambiò le palette colori e i tessuti, gestì l’immagine coordinata, i cataloghi e la campagna stampa. Ha disegnato proprio nell’89 il suo primo progetto imbottito dell’azienda, Calibano. Il suo approccio sperimentale è emerso tanto nell’azienda quanto nei confronti della famiglia: la sua prima ristrutturazione architettonica è stata la casa dei miei genitori, la prima architettura industriale da lui firmata è stata questa sede (ndr. la sede aziendale ad Anzano del Parco). È bello vedere come lui e l’azienda siano cresciuti insieme.

Seduta Ghost, Living Divani
Poltrona Frog by Piero Lissoni

Quali prodotti sono diventate icone per Living Divani?
L’azienda si è evoluta molto dal punto di vista del progetto. A dimostrarlo è stata innanzitutto la poltrona Frog del ’95, una “poltrona sbagliata” come la definisce Piero Lissoni, perché ha proporzioni completamente fuori dai canoni (bassa, larga, con gambe sporgenti). Ma Piero ci ha creduto fortemente, tanto da presentarne in fiera quell’anno 20 varianti, ed è stato un successo: credo sia stato l’anno che ha decretato la riconoscibilità internazionale di Living Divani nel campo del design. Poi certamente Wall, nel 2000, uno dei primi prodotti modulari sul mercato, che permetteva molteplici composizioni con diverse dimensioni per profondità, lunghezza, altezza, posandosi a terra senza piedino d’appoggio. Fu una rivoluzione, a cui è seguito nel 2002 Extra Wall e nel 2008 Extra Soft che resta, nonostante siano passati undici anni dal lancio, il primo prodotto di vendita dell’azienda.

ExtraSoft by Piero Lissoni
Divano ExtraSoft by Piero Lissoni

Oggi il vostro catalogo presenta una collezione ampia e diversificata, anche per firme. Come si bilanciano i must lissoniani con la costellazione di nuovi complementi?
Mi dedico personalmente allo sviluppo del prodotto; un percorso iniziato dopo la collaborazione nel 2010 con Junya Ishigami che disegnò per noi le Family Chairs e che mi spinse ad aprire la strada alla diversificazione produttiva dell’azienda; l’imbottito rimane il nostro core, ma era necessario ampliare con nuove tipologie di prodotto, anche perché abbiamo iniziato ad avere sempre più spazio nei punti vendita: creare un ambiente Living Divani completo può dare più visibilità all’azienda e riconoscibilità al marchio. Da qui l’idea di coinvolgere designer emergenti per la gamma dei complementi (a cui si sono aggiunti i tappeti di Harry Paul e Mist-o e oggetti disegnati per noi dallo studio Elisa Ossino) che oggi costituiscono oltre il 12% del fatturato. Fondamentale è però la coerenza del linguaggio complessivo, che è sempre stata il nostro punto di forza, il messaggio Living Divani che non deve mai venire meno.

Family Chairs by Junya Ishigami

Il traguardo dei 50 anni vi fa guardare già oltre?
Stiamo crescendo molto, negli ultimi cinque anni del 60%. Ci stiamo quindi strutturando: abbiamo implementato una parte produttiva di 2500mq e già acquisito un nuovo spazio adiacente alla sede. Dal punto di vista del prodotto, quest’anno abbiamo introdotto due nuove tipologie per noi completamente nuove: due oggetti di illuminazione e una madia che negli anni diventerà una collezione più ampia; e implementeremo certamente l’outdoor. Nei mercati intendiamo invece presidiare e crescere ulteriormente: stiamo aprendo nuovi monomarca e in specifici punti vendita (soprattutto asiatici) dedicano corner da 200 e. 300 mq, quindi la diversificazione e implementazione di prodotto è la strada che perseguiremo. Quello che ci consente di proseguire è certamente la grande passione, l’impegno la presenza costante e il rispetto per le persone. La struttura dell’azienda c’è ed è solida, quindi facendo i passi giusti non si può che migliorare.

Islands Storage
Contenitori Islands by Stephen Burks

Per celebrare questo anniversario vi siete regalati una mostra durante la Milano Design Week.
Il mondo dell’arte è un mondo che sentiamo molto affine a noi, anche per linguaggio. Abbiamo quindi chiesto a Piero Lissoni di creare dei pezzi a suo piacimento. Ha creato la serie The Uncollected Collection, presentata a Palazzo Crivelli, che più che oggetti di arredo sono pezzi d’arte che giocano sull’idea di pieno e vuoto, leggerezza e pesantezza. Tre pezzi in fusione d’alluminio, tre tipologie di seduta e tre tavoli in misure differenti. Il tutto in un allestimento ‘onirico’.

The Uncollected Collection @ Palazzo Crivelli
The Uncollected Collection @ Palazzo Crivelli
The Uncollected Collection @ Palazzo Crivelli
The Uncollected Collection @ Palazzo Crivelli