Lungofiume con vista

Il waterfront di Praga è stato sottoposto alla prima fase di un ampio progetto di rivitalizzazione sviluppato dallo studio petrjanda/brainwork per incoraggiare un graduale rilancio culturale e sociale lungo i tre argini del fiume Moldava

DATA SHEET

Client/Owner: City of Prague
Location: Rašín, Hořejší and Dvořák Embankments, Prague, Czech Republic
Architectural Design: petrjanda/brainwork – Petr Janda | principal architect, project initiator
Team members: Anna Podroužková, Maty Donátová, Bára Simajchlová | architects
Design timeline: 2009 – 2019
Photo Credits: Jakub Skokan and Martin Tůma / BoysPlayNice

Messo a punto dallo studio petrjanda/brainwork, il masterplan appositamente sviluppato per l’iconico riverfront di Praga comprende una serie di interventi architettonici che, una volta completati, porteranno alla rinascita di circa 4 chilometri di argini fluviali. Proposito del progetto è di rivitalizzare il lungofiume, rendendolo un luogo adatto a ospitare funzioni aggregative, programmi e contenuti culturali e sportivi. Il sostanziale ripensamento degli argini Rašín, Hořejší e Dvořák ha incluso la graduale pianificazione dell’arredo urbano, dell’illuminazione, la creazione di strutture galleggianti destinate ad accogliere anche il terminal per barche e i servizi igienici, e una nuova piscina composta da un’ampia vasca a sfioro, calata nel fiume per essere divisa in tre porzioni a profondità crescente, e una vasca coperta fruibile senza limiti stagionali.

La prima fase si è concentrata sulla ricostruzione di venti volte lungo il muro di cinta del Moldava, originariamente utilizzate come aree di stoccaggio del ghiaccio e ora elementi di collegamento diretto tra l’area del fiume e i nuovi spazi interni adibiti a caffè, club, studi, officine, gallerie, una filiale della biblioteca, spazio per riunioni e servizi igienici pubblici.

Il design e i materiali impiegati sono unificati in tutti gli interventi e vantano la vera essenza della contemporaneità: cemento, gettato o sabbiato, acciaio nero, barre e tramezzi rivestiti in lamiera di acciaio inossidabile o in titanio nero, specchi. L’obiettivo è di creare un insieme coerente ed equilibrato, visivamente incisivo e riconoscibile attraverso un gesto progettuale minimo – definito dagli architetti come una “strategia di agopuntura urbana” – che muove tra dettagli spaziali e frammenti significativi per recuperare le forme e le relazioni preesistenti del terrapieno, e trovare nuove viste e possibilità di interconnessione.

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Le sei volte sull’argine di Rašín seguono l’arco quasi circolare della parte superiore delle aperture originali assumendo la forma di sei grandi finestre-vetrine ellittiche dotate di infissi girevoli motorizzati. 

Gli archi dei portali originali sono stati completati da gradini in pietra, i cui volumi contengono, o meglio nascondono, il pozzo di installazione, la presa dell’aria condizionata e gli elementi di controllo anti-alluvione. Le quattordici volte sull’argine di Hořejší presentano invece ingressi scultorei con ante curve in acciaio tali da garantire, una volta spalancate, la massima apertura e ridurre la percezione della  soglia. La stessa tipologia di ingresso ricorre anche in corrispondenza delle volte destinate ai servizi igienici. In questo caso l’elemento curvo trova la replica negli interni modellando la membrana che separa le cabine dall’area pubblica.