Gardenhouse. Downtown Village

Con uno schema giocoso che cita nel disegno movimentato le colline di Los Angeles, il complesso residenziale firmato da Mad Architects fonde natura e comunità in un’area ad alta densità

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MAD Gardenhouse, photo by Nic Lehoux
DATA SHEET

Location: Beverly Hills (Los Angeles)
Client: Palisades Capital Partners LLC
Architectural design: MAD Architects (Ma Yansong, Dang Qun, Yosuke Hayano)
Interior design: Rottet Studio
Interior furnishings: Visionnaire (for the Sky Villas, Row Houses, Garden Flats)
Landscape Architect: Gruen Associates
Design timeline: 2013 – 2020
Photo Credits: Nic Lehoux, Darren Bradley, Manolo Langis

MAD Garden House, photo by Darren Bradley

Si dice che quella del primo edificio statunitense di Mad Architects sia una facciata vegetale da record. E il suo nome, Gardenhouse, parrebbe confermarlo. Una florida trama di piante succulente, rampicanti e viti autoctone rivestono interamente le facciate su strada del primo e secondo piano proiettando in altezza i volumi immacolati e gli iconici tetti a falda delle unità residenziali. Il complesso abitativo sorge su un ingombro compatto di 7.800 metri quadrati, comprende spazi commerciali al piano terra e 18 tipologie abitative distribuite in quelli superiori: due monolocali, otto appartamenti, tre villette a schiera e cinque ville.

Al secondo piano, racchiusa dal gruppo di case bianche, si sviluppa un’ampia corte centrale pensata come uno spazio comune per i residenti. Un luogo di incontro e di socialità valorizzato attraverso il potenziamento del verde e che persegue l’idea di creare comunità pur garantendo contestualmente la privacy e la tranquillità degli abitanti grazie un’attenta valutazione, in fase progettuale, della distanza, dell’orientamento e della disposizione dei balconi. Il risultato è un’interazione privata e tranquilla tra i residenti e il “giardino segreto” che condividono, e la sensazione di vivere in un “piccolo villaggio collinare”.
Oltre alla presenza vegetale pervasiva, rinforzata dagli arbusti e dalle piante che arredano le terrazze, il progetto riserva grande attenzione anche alla luce e all’acqua.

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Posizionato al piano terra, l’ingresso adotta l’atmosfera di una grotta scavata nel fianco della collina; un percorso cupo e surreale che culmina con la luce naturale, espansiva, proveniente dalla corte, accompagnato dal suono dell’acqua che dalla piscina interrata sgorga nella fontana posta al centro del giardino sopraelevato.

La configurazione interna delle residenze trova corrispondenza nello schema movimentato degli edifici e dal disegno sfaccettato dei tetti. Gli appartamenti risultano maggiormente caratterizzati in presenza dei frontoni a capanna – in questo caso a doppia altezza – e delle finestre di forma irregolare, pur aderendo tutti a una tavolozza minimale di superfici prevalentemente bianche, pavimenti in legno chiaro e accenti di marmo.