A place to be

Molto più di un luogo di lavoro. Una destinazione estesa alla cittadinanza. Elemento di mediazione tra local e global, pubblico e privato, formale e informale. Il quartier generale del gruppo coreano della cosmetica Amorepacific mette radici a Seoul grazie all’intervento ‘illuminato’ di David Chipperfield Architects

Amorepacific, Seoul
Amorepacific, Seoul
DATA SHEET

Owner: Amorepacific Corporation
Architecture & Interior design: David Chipperfield Architects
Furnishings: e15, Vitra
Lighting: Erco, Selux, Viabizzuno
Bathrooms: Dornbracht, Duravit, FSB, GEZE
Carpets: Interface, Ruckstuhl
Textiles: Kvadrat
Exposed concrete: Hyundai, Peri, Seoyong
Façade: Hanglass, Hyundai Aluminum, Saint Gobain
Internal glass partitions: Eagon, Sch¸co, Unifor
Elevators & escalators: ThyssenKrupp
Natural stone: Samji Stone
Acrylic stone: Du Pont, LG Hausys
Photo credits: Noshe

Un cubo per esprimere una visione. Quella di un gruppo industriale che sta scalando il mercato della cosmetica con crescite vertiginose e con la volontà che il proprio quartier generale ne sia lo specchio. L’innovativo edificio progettato da David Chipperfield Architects mette le basi in pieno centro a Seoul, perfettamente incastonato nell’urbanizzazione del verde Yongsan district. Ma posa le fondamenta soprattutto su valori aziendali che abbracciano responsabilità sociale, tradizione e progresso, salute interiore e bellezza esteriore, naturalezza e artificialità. Principi espressi attraverso un’identità dinamica molto forte tesa a coinvolgere l’intera comunità e che, per questo, fa sue flessibilità e fluidità.

La forma segue l’obiettivo e l’architettura di Chipperfield si rivolge alla città non solo dal punto di vista sostanziale, offrendo un museo, una biblioteca, una tearoom, alcuni store, auditorium, ristorante e servizi per l’infanzia, ma anche strutturalmente, con un edificio che è un volume cubico, semplice ed elementare, aperto su 3 punti e abilmente sviluppato attorno a una corte centrale che ottimizza ventilazione e luce naturale. L’intero progetto nobilita l’ambizione sociale, culturale e professionale della compagnia coreana che si definisce “creatrice di bellezza” a tutti gli effetti, riuscendo a combinare magistralmente luogo di lavoro e attività pubbliche. Anche attraverso l’utilizzo di riferimenti architettonici del patrimonio storico reinterpretati dalla modernità.

Le facciate ne sono l’esempio più lampante, costituite da una serie di alette frangisole in alluminio opaco distribuite a intervalli regolari sull’intera superficie verticale che non ostacola minimamente la vista su parco e montagne circostanti. Un sottostrato termico, fatto di pannelli a tutt’altezza in vetro trasparente e opaco, garantisce una ventilazione naturale nelle stagioni intermedie. In questo guscio a doppia pelle luce e sostenibilità vanno a braccetto, ancora una volta prendendo spunto dalla tradizione rivista attraverso la tecnologia. Per ridurre al minimo il consumo di energia sono state adottate tecnologie avanzate per l’accumulo di energia solare, redistribuita in riscaldamento, raffrescamento e ventilazione. E un’intera famiglia di illuminazioni è stata appositamente progettata focalizzandosi su una tecnologia LED all’avanguardia ad alta efficienza in relazione a ciascun contesto funzionale.

Per la configurazione degli interni negli uffici, connessione è la parola chiave. Zone per il lavoro di squadra e postazioni individuali si alternano e formano un paesaggio che stimola la comunicazione informale su più livelli. Complici barriere architettoniche ridotte all’osso o ‘modificate’ a favore dello scambio, come le scale interne dotate di hub multi relazionali. Una dinamica che, accompagnata sempre da luce calda naturale e visuale verso l’orizzonte, crea un ambiente di lavoro innovativo che invita lo staff a scegliere dove trascorrere la giornata di lavoro e capace di ridurre le gerarchie, a favore di un organigramma egalitario e collettivo.

Materiali e arredo seguono di pari passo. Il fit-out interno è composto da tappeti in lana, tessuti ricchi di colore, sistemi autoportanti di scaffali, scrivanie e sedie disposti in soluzioni flessibili secondo il grado di privacy. Con la natura che, infine, permea l’intero edificio con il roof garden e il Pocket park, il nuovo quartier generale di Amorepacific si radica decisamente nel suo tempo, luogo e storia.