Nomad St. Moritz: nomade e sofisticato

Un concentrato esclusivo di design ricercato, arredi vintage e opere d’arte che collezionisti e professionisti non possono mancare: è Nomad, che, per l’edizione 2020, occupa i sontuosi spazi della casa museo Chesa Planta di St. Moritz. Dal 6 al 9 febbraio

Fornasetti Origins ©Filippo Bamberghi
Fornasetti Origins ©Filippo Bamberghi

Contenuto e contenitore sono decisamente fuori dal comune. Un mix inevitabile per dar forma e voce a un evento d’eccellenza rivolto a collezionisti, interior designer, architetti e intenditori d’arte e di design. Tutti rigorosamente su invito. L’edizione 2020 di Nomad, manifestazione ideata da Giorgio Pace – consulente di marchi del lusso – e dal gallerista Nicolas Bellavance-Lecompte, si svolge nella casa museo svizzera cinqucentesca Chesa Planta a St. Moritz. Dal 6 al 9 febbraio, negli interni dell’ex residenza aristocratica engadina, ora luogo dedicato alla cultura dell’abitare, è in mostra una selezione accurata di pezzi rari, limited edition, realizzazioni uniche che aprono un dialogo tra design, arte, architettura, rappresentando al meglio le identità culturali del mondo.

Obelisco lampada a muro ‘Litomatrice conchiglie’, 2010. Pezzo unico realizzato con piastre litografiche originali

Il percorso espositivo alterna le proposte delle gallerie d’arte – tra cui Luisa Delle Piane e Massimo De Carlo – ai progetti speciali. Come l’allestimento immersivo ‘Le Salon’ di The Invisible Collection, piattaforma digitale d’arredo contemporaneo su misura, che svela l’asimmetria delle sedute di Pierre Yovanovitch accanto a quelle di Thierry Lemaire, la teatralità di Ron Arad nel pezzo pensato per Oka, insieme a Minotaure, creazione dei trend setter dello stile Pierre Augustin Rose, e all’esclusivo tappeto creato dall’architetto saudita Shahad Alazzaz edito da Artind.

The Invisible Collection, poltrona Asymetrie, design Pierre Yovanovitch

Spiccano i nomi che hanno fatto la storia del design. A cominciare da Gio Ponti, portato da Fornasetti con pezzi che segnano il sodalizio tra il maestro e l’azienda e dichiarano l’amore per l’arte incisoria e decorativa: il trumò Libri, a metà tra credenza, mobile bar e scrittoio a ribalta e primo di una riedizione limitata in cinque pezzi del prototipo nato nel 1950; l’obelisco e la scrivania Litomatrici, due pezzi unici interamente rivestiti da lastre di zinco litografiche originali degli anni ’50.

Draga & Aurel, lampada Googie, foto Riccardo Gasperoni

La ricerca dei materiali è un punto di forza dell’evento: l’inglese Terence Woodgate di Established&Sons ha creato, in collaborazione con l’ingegnere di Formula 1 John Barnard, un tavolo ultrasottile che sembra sfidare la fisica, con un top realizzato a mano composto da un milione di fili di carbonio. Un must have per gli investitori più esigenti. Alcune installazioni site specific vestono il ‘salotto’ Nomad di luce nuova. Lo studio Draga & Aurel presenta Dialoghi Mimetici, una scenografia composta da sedute realizzate con materiali di recupero e rivestite con pelli di seconda mano, tavolini in top di resina e basi in cemento con dettagli ottenuti tramite la corrosione del sale, pouf che richiamano cumuli di neve. Così come le lampade da parete in termoformatura che compongono una grande installazione luminosa. In aggiunta all’evento principale, Nomad offre un programma collaterale composto da talk di designer e artisti, tour attraverso i landmark locali e visite a residenze o collezioni private.

The Invisible Collection, tappeto disegnato da Shahad Al Azzaz