Parola d’ordine: creatività

Abbiamo intervistato Andrea Sensoli, cofondatore di SUPERFUTUREDESIGN* con i suoi tre soci Cecilia Morosi, Iacopo Mannelli e Andrea Rettori. La loro mission? Creare un ponte fra la tradizione del passato e i trend del futuro

Andrea Sensoli, cofondatore di Superfuturedesign*
Andrea Sensoli, cofondatore di Superfuturedesign*

Firenze-Dubai. Questa è la tratta percorsa da Andrea Sensoli e i suoi soci Cecilia Morosi, Iacopo Mannelli e Andrea Rettori, che ormai qualche anno lavorano negli Emirati Arabi con il progetto SUPERFUTUREDESIGN*. Il brand si dedica alla realizzazione di progetti che spaziano dalle residenze di medie e grandi dimensioni alle boutique di grandi brand, senza tralasciare ristoranti, negozi, product e industrial design.
Abbiamo intervistato Andrea Sensoli che ci ha parlato di Dubai oggi e come sarà nel 2020 quando ci sarà l’Expo, delle possibilità e delle difficoltà di un mercato dinamico come quello medio orientale e di quanto sia importante la creatività per SUPERFUTUREDESIGN*.

Creatività italiana nel cuore del Medio Oriente. Come nasce questa combinazione?
La creatività porta sempre a qualcosa di buono! E su questo fronte noi Italiani abbiamo davvero molto da condividere. Tendiamo a non dare al termine la giusta attenzione, ma sono all’estero da più di 10 anni e mi sono reso conto di quanto sia importante la nostra cultura e come essa si esprima nella creatività, in tutti i modi e a tutti i livelli. Questo, combinato con lo spirito visionario di Dubai e del Medio Oriente in generale, può produrre effetti molto positivi, perché la nostra attitudine al problem solving trova terreno fertile nell’esigente spirito mediorientale.

Leaf illuminazione per Buzzi&Buzzi

Avete partecipato alle precedenti edizioni della Dubai Design Week con progetti e installazioni. Cosa ne pensa di questo evento e quali opportunità offre a vostro giudizio?
Siamo stati molto entusiasti di prendere parte a tre edizioni consecutive. Per noi è stato come partecipare a un grande party: è un evento che catalizza tutta l’energia del mondo del design, qualcosa di simile a quanto succede durante l’organizzazione della Milano Design Week. Penso che sia quindi una preziosa opportunità per apprezzare l’atmosfera della città, sentirsi parte di essa; al contempo rappresenta una buona occasione per darsi visibilità e ricordare ai professionisti i tuoi progetti.

The Hub, Riyadh
The Hub, Riyadh

SUPERFUTUREDESIGN* è stata creata come consociata di ASZ Architects: qual è la sua missione? E come è strutturato il suo approccio progettuale?
La componente creativa è sempre stata la caratteristica principale di ASZ. Tuttavia abbiamo deciso di creare un nuovo brand per diversificare i due rami dell’attività, poiché ASZ era divenuta nel tempo ‘piuttosto ingombrante’. La nostra visione è sempre stata quella di essere legati al nostro tempo, quali interpreti della storia umana attraverso il design. Consideriamo il design per i suoi aspetti culturali; un concetto basilare che contribuisce alla narrazione. Intendo che lo spazio costruito non è per se stesso, è funzionale ad altri scopi; ma è leggendo gli oggetti e i posti della nostra vita che questi scopi possono essere interpretati e portati nella storia. Inutile dire che il nostro design vuole essere autentico e significativo, non commerciale, ma orientato ad aspetti qualitativi.

The Kape showroom, Dubai
The Kape showroom, Dubai

Quali difficoltà riscontrate a lavorare in quest’area e quali sono invece le possibilità offerte dal mercato?
La questione principale è che un mercato in crescita a questo ritmo richiede grandi player, il che implica anche grandi organizzazioni ed enormi competenze: è stato molto impegnativo, ma ovviamente eccitante, aumentare il nostro livello in modo da poter prendere parte ad accordi che coinvolgono autorevoli consulenti internazionali, o a progetti di grandi sviluppatori.
La parte positiva sicuramente è quella di appartenere a un sistema del “fare”, dove “impossibile” è una parola che non esiste e tutto è proiettato al futuro; ti dà la sensazione che ci sia sempre un’opportunità dietro l’angolo e, in ogni caso, è bello anche solo assistere a ciò che sta accadendo in una cultura in così rapido sviluppo.

Private Villa, Umm Suqeim
Private Villa, Umm Suqeim

Dubai Expo 2020 sta cambiando la città? Cosa dovremo aspettarci?
Ho preparato l’ultimo esame all’Università sul tema delle esposizioni e il mio progetto era un progetto alternativo per il Padiglione italiano a Siviglia ’92. Pertanto, essendo molto interessato e preparato sull’argomento, posso dire che dobbiamo attenderci la migliore Expo di sempre. Devo dire che qui non abbiamo percepito l’Expo come un fatto rivoluzionario, probabilmente perché in uno scenario così dinamico Expo non rappresenta un cambiamento – bensì un mantenimento – dei ritmi. La città intera si sta preparando per l’evento e probabilmente avremo la sensazione effettiva solo una volta che lo spettacolo sarà iniziato, ma per il momento continuiamo a occuparci delle nostre attività come prima.