Città che ha fatto da scuola per la cultura architettonica successiva, Chicago rinnova costantemente il suo landscape traendo linfa dal suo ricco passato per nuove proposte di forte valore autoriale. Testimonia tale propensione l’incessante brulicare di strutture – inedite quanto rivitalizzate – destinate all’ospitalità, firmate da rinomati studi di interior e architettura internazionali, che costellano la mappa della città divenendo mete imperdibili per i design lovers.
Ve ne proponiamo tre, tra le più recenti e accattivanti, differenti per stili e ispirazioni, ma accomunate dalla massima tensione all’eccellenza progettuale.

Hotel EMC2: let’s explore!

Nel punto esatto di intersezione tra arte e scienza. Proprio lì nasce il progetto dell’Hotel EMC2, che rende omaggio ad Albert Einstein prendendone in prestito il nome della celebre formula. Il brand dell’ospitalità Autograph Collection, di cui fa parte la struttura, ha voluto un design concept che desse vita alla miscela tra creatività e innovazione. Un’esecuzione tradotta dagli autori del progetto Rockwell Group in un gioco senza sosta di scoperte. A cominciare dalla plateale facciata, opera di Koo & Associates in collaborazione con David Rockwell e il suo team. L’entrata dal forte impatto, con il volume che occupa due interi piani e ospita un assemblaggio di scaffalature accatastate una sopra l’altra, è il primo step di avanscoperta.

Una serie di dettagli guida gli ospiti verso l’interno sorprendendoli con la libreria che si estende verso la lobby e avvolge l’intera area reception creando una curiosa alternanza di nicchie e anse. Un altro ‘mondo’ che si svela, questo, dove ci si può immergere nel bizzarro accrocco di oggetti, libri e pezzi d’arte originali accuratamente scelti tra artisti locali e internazionali. Arte, scienza e design si nutrono le une dell’altro, continuando ad alternarsi o a fondersi su tutti i 21 piani dell’hotel.
Lungo i corridoi che conducono alle stanze – 195 in tutto – la moquette riproduce immagini di molecole ingrandite al microscopio e, una volta entrati in camera, la cura sartoriale la fa da padrone. Quasi tutto è disegnato e fatto realizzare appositamente dai progettisti.

The Ritz-Carlton Chicago: l’energia dentro

La linfa vitale che circola negli spazi del nuovo Ritz-Carlton Hotel è la stessa, intensa e vibrante, della città che lo ospita. Costruito nel 1976 come parte integrante del processo di sviluppo di Water Tower Place, indirizzo iconico di Chicago, la struttura ha di recente subìto un rinnovamento di tutti gli ambienti con l’obiettivo di consolidare il ricco patrimonio architettonico cittadino attraverso innovazione industriale e design lungimirante. La visione è quella di BAMO.

Gli stilemi storici esterni sono stati tradotti all’interno, in ogni parte della proprietà. Una connessione perpetua a doppio senso ben visibile nella scelta dei materiali. Primo fra tutti la pietra Solar Grey, solitamente usata per le facciate degli edifici, qui utilizzata a partire dal pavimento della lobby sino al rivestimento di otto colonne al 12° piano. E ancora, la noce americana è la texture che fa da leitmotiv, celebra gli elementi verticali e omaggia i grattacieli.

Ovunque è presente la narrazione di una design philosophy modernista fatta di arredi mid-century ricchi di fascino, abbinata a una collezione d’arte permanente ispirata dal vicino Museo d’Arte Contemporanea e collocata al piano terra.
In tutte le 434 guest room, incluse 90 suite, regnano la distribuzione ottimale dello spazio, una vista spettacolare e un design minimalista che, ancora una volta, trae spunto dagli elementi esterni circostanti fondendoli a un gusto contemporaneo che si esprime attraverso le tonalità dei grigi e del ghiaccio.

Hotel Essex: heritage culturale

Dopo una ricca ristrutturazione l’Hotel Essex ha riaperto le sue 274 camere e le sue accoglienti parti comuni. Il budget messo a disposizione dalla Oxford Hotel & Resorts (già proprietaria di altre 13 strutture a Chicago) ha consentito a Gettys Group di ridisegnare il concetto di hospitality di questo storico hotel – con vista sul Lago Michigan e sul Green Park – pur conservando i tratti storici e mantenendo i segni architettonici di una eredità che risale alla metà del secolo scorso.