Non chiamateli emergenti

In mostra, e in vendita, anche quest’anno alla Rinascente di Piazza del Duomo, a Milano, alcuni tra i pezzi più cool dei giovani talenti presenti al SaloneSatellite 2018

Si consolida la collaborazione tra Rinascente e SaloneSatellite, la sezione dedicata ai designer in erba del Salone del Mobile.Milano. Per il sesto anno consecutivo, il department store d’alta gamma si dimostra sensibile al potenziale creativo delle nuove generazioni e seleziona una rosa di progetti per darne spazio commerciale all’interno della storica sede di Piazza del Duomo a Milano.
Quale test migliore se non la prova diretta con il pubblico, italiano e internazionale, per toccare con mano indice di gradimento e riscontro reale su mercato di pezzi inediti. Un’occasione d’oro per 9 giovani designer, tra i 650 presenti all’edizione 2018, che sino a dicembre vedranno in vetrina la propria visione progettuale. Visione, a dire il vero, non proprio alle prime armi così come si potrebbe pensare: questi giovani ‘aspiranti’ nel mondo del design ci sono già, hanno bruciato alcune tappe, fatte esperienze all’estero, viaggiato, alcuni hanno un proprio studio, sono evoluti nella prototipizzazione, sostenuti dalla digitalizzazione, ma senza aver tralasciato la conoscenza di un passato storico, digerito e rielaborato in contemporaneità.

Dunque, in Rinascente, primo fra tutti, c’è Stefano Carta Vasconcellos,vincitore del SaloneSatellite 2018 con CucinaLeggera,cresciuto tra Italia e Brasile, vive tra Cagliari e Milano, dove lavora come product e interior designer. Qui trova spazio con la sua collezione di mobili in betulla e accessori: Ferro, desk organizer realizzato artigianalmente in un’unica lamina di metallo ondulato; Italodesk, sistema di scrivanie, e Valdo, sistema di sgabelli, entrambi supportati solo da giunzioni e quindi privi di viti e colla, estremamente facili da montare.

Italodesk, design by Stefano Carta Vasconcellos
Ferro, design by Stefano Carta Vasconcellos

C’è poi, Mauro Baronchelli, restauratore di oggetti di antiquariato e di modernariato, ha studiato i dettagli costruttivi di maestri come Parisi, Albini, Ponti, Fornasetti, da cui ha tratto ispirazione per La Poltrona, seduta che si monta con solo 9 viti, e le due lampade Giraffona e Giraffina.

La Poltrona, design by Mauro Baronchelli

Steven Visser Vera Meijwaard, olandesi, hanno fondato il loro studio Visser & Meijwaard nel 2013 con l’obiettivo di creare prodotti distintivi ma minimali in cui la versatilità diventa fondamentale (hanno lavorato anche per Hermès e Pulpo Products), come la collezione di sgabelli Truecolors che gioca con il rovere naturale e il PVC colorato, aperto e chiuso da cerniere industriali.

Truecolours, design by Visser & Meijwaard

Lavora con il materiale riciclato, Valeria Sergienko, russa, che nel 2016 fonda il suo brand Nōme per diventare ancora più sperimentale e vincere premi e riconoscimenti. Con Perception, propone oggetti in legno, plastica, carta, gomma, tutti materiali di scarto che diventano l’anima del progetto e parlano di non spreco. E ancora. Kenkö, dalla Germania, realizza attrezzature sportive domestiche solo con materiali naturali, come legno e sughero e li battezza ironicamente Palestra di Design.

Perception, design by Nōme
Palestra di Design, by Kenkö

Valentina Zuendel (Italia/Austria), figlia di artisti, si concentra sulla leggerezza dell’oggetto quotidiano ridotto all’osso e propone una sintesi tra scrivania e libreria (Standing Workstation), un pouf fatto a mano in resina (Riccio) e una consolle toilette in marmo bianco di Carrara (Alba). Infine, Alizarina Studio (Italia) lavora con il tessuto e crea pannelli unici interamente fatti a mano, tinta compresa, 100% in lana, ispirati a luoghi immaginari, come Le città invisibili di Italo Calvino.

Riccio, design by Valentina Zuendel
Pannelli in tessuto, design by Alizarina Studio