Il primato di Milano

Oltre la pandemia, le paure e le economie, il marketing e le relazioni: Milano non arretra, Supersalone e Fuorisalone hanno confermato il primato meneghino dell’arredo nel mondo

Stefano Boeri, Maria Porro, Claudio Feltrin
Stefano Boeri, Maria Porro, Claudio Feltrin

“Oltre le aspettative” è stata l’espressione più citata nelle conversazioni tra gli operatori del settore design e luxury da domenica 5 settembre, primo giorno del Supersalone e secondo del Fuorisalone.

Non è stato necessario attendere i numeri ufficiali di fine eventi per avere risposte sul successo della settimana milanese: chi ha un presidio retail in città gode da sempre di un’importante rendita di posizione, di MDW orfane del Salone ce ne sono già state due (settembre 2020 e aprile 2021), la settimana dal 5 al 12 settembre era necessaria per capire l’influsso che un evento non tradizionale come il Supersalone avrebbe avuto su tutto il movimento: evidentemente molto positivo.

A prescindere dalla qualità espositiva, dal numero di partecipanti o novità proposte, dalle mancate installazioni super display che hanno sempre mosso centinaia di migliaia di visitatori e dal mancato arrivo di operatori da aree geografiche blindate (Cina, Asia Pacific e Middle East su tutte), l’evento ha affermato che la macchina non si è mai fermata, l’anno e mezzo di lavoro sotto traccia ha dimostrato che il comparto – ricco di family companies con chiara vocazione commerciale – ha saputo azzerare e ripartire.

“Non sarà mai più come prima” è stata probabilmente la seconda espressione più citata e probabilmente molto vera, visto che le aziende e gli operatori del settore hanno scoperto che si può lavorare e fatturare anche senza viaggiare compulsivamente, che comunque chi negli anni ha sviluppato poche o tante relazioni internazionali ha potuto continuare a proporsi utilizzando la tecnologia. Paradossalmente, ma evidentemente, la pandemia ha accorciato le distanze, e non è un fatto banale.

I budget 2022 delle aziende e delle filiere commerciali ad esse collegate saranno costruiti con modalità differenti, i progetti per gli stand alle fiere verranno pensati (forse) con dimensioni più contenute, la comunicazione e il marketing avranno un valore maggiore, le aziende su questo ambito dovranno attrezzarsi.

E il digital? Il digital è stata la chiave di volta per la sopravvivenza, adesso acquisterà un ruolo diverso, integrativo e verticale, perché la carta sta all’informazione di qualità come gli stand stanno al fatturato e la scorsa settimana ha chiaramente dimostrato che questa è la proporzione che funziona.

60mila visitatori per i 425 brand presenti al Supersalone, 35.000 i visitatori di Triennale Milano, il Fuorisalone ha proposto 900 designer, 600 eventi e un audience record. Numeri importanti, considerando le condizioni nazionali e internazionali in cui si sono svolti gli eventi.

Dal 5 al 10 aprile 2022 ci sarà la 60^ edizione del Salone: probabilmente “Non sarà mai più come prima”, ma inevitabilmente andrà “Oltre le aspettative”.