Disegnare in purezza

Da Madrid a Milano, dove consegue un master al Politecnico e inizia a lavorare con Piero Lissoni, per poi aprire il suo studio. A tu per tu con lo spagnolo David Lopez Quincoces, uno dei giovani talenti che sta contribuendo a plasmare l'immagine di Living Divani (e di tanti altri marchi) con uno stile puro ed essenziale, ma mai scontato

David Lopez Quincoces
David Lopez Quincoces

È sempre al telefono, parla con i suoi collaboratori, attento al dettaglio e al millimetro. Il designer spagnolo classe 1980 – ma dall’italiano perfetto – è un vulcano di idee, con progetti che spaziano dagli scrittoi ai rubinetti, dagli interni all’outdoor, fino alla curatela di una galleria. Ma il suo lavoro più riuscito è sicuramente uno, ed è datato maggio 2019, “quando sono diventato papà, il mio progetto più bello”. Ama dire che disegna in purezza, “mi piace arrivare a un punto in cui all’oggetto non puoi né togliere né aggiungere, è quell’equilibro tra essere sintetici, puri, essenziali, e allo stesso tempo avere la capacità di arrivare a un prodotto valido, finito e atemporale, non legato alle mode, durevole, che va bene adesso ma anche tra trent’anni”. Con il suo stile minimale e delicato, ma mai scontato, e la passione per la ricerca e per i materiali, sta contribuendo a plasmare l’immagine contemporanea di Living Divani (e di tanti altri marchi), ed è molto richiesto per la realizzazione di interni residenziali privati, negozi ed hotel, “con progetti personalizzati in base ai desideri dei clienti, con un profondo rispetto e valorizzazione del luogo e sempre in coerenza con il nostro stile”.

Private Apartment, Milan - Design David Lopez Quincoces

Private Apartment, Milan – Design David Lopez Quincoces – Photo © Alberto Strada

Partiamo dall’inizio: da Madrid, dove si laurea nel 2004 in arte all’università Complutense, a Milano, capitale del design.
“Vengo a Milano per fare un master in Interior Design al Politecnico. Affascinato dallo stile di Piero Lissoni, mi candido per fare pratica nel suo studio. La sua risposta è stata: “Sì, cominci la settimana prossima”. Pensavo di fare un’esperienza breve di un anno al massimo, e invece è finita che ho lavorato per Piero per 13 anni, di cui gli ultimi 6 anni come socio della divisione Lissoni Architettura e responsabile insieme a Miguel Casal Ribeiro della parte di interior e architettura. In parallelo, nel 2008, ho aperto il mio studio, prima singolarmente, poi, quando ho conosciuto la mia partner, è diventato un “affare” di coppia”.

Il suo studio, Quincoces-Dragò&partners, ha sede a Madrid e a Milano, si occupa di architettura, grafica, interni, disegno industriale. Ma anche della curatela di una galleria.
Sì, la Six Gallery di Milano, uno spazio nato in modo organico e naturale. Era un progetto che stavamo seguendo per un nostro cliente, che aveva preso questo spazio (in via Scaldasole 7), con uffici, bistrot e fiorista. Poi, man mano l’idea è diventa sempre più bella e completa e così abbiamo pensato di fare questa galleria, che è per noi un laboratorio dove facciamo ricerca e sperimentiamo. Per la galleria selezioniamo prodotti storici del design e parallelamente proponiamo anche nostri pezzi su richiesta, un po’ più artigianali e fuori dal mondo industriale.

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Private Apartment, Milan - Design David Lopez Quincoces

Private Apartment, Milan – Design David Lopez Quincoces – Photo © Alberto Strada

Quali sono le sue fonti di ispirazione?
Nella parte del design mi faccio guidare dal brief e dal dna dell’azienda, nel rispetto della tradizione e dell’anima della realtà manufatturiera con cui lavoro, ma anche sempre in modo coerente con il mio stile. Cerco di essere molto mirato per rispondere alle richieste dei brand, studio la loro storia, i valori, l’estetica, le collezioni, per poter proporre delle soluzioni specifiche per completare e arricchire le loro linee e soddisfare le richieste del mercato. È importante proporre progetti non sono belli e funzionali, ma anche commercialmente validi e realizzabili a costi ragionevoli, si deve spingere sull’innovazione e sulla bellezza ma cercare di accontentare anche la parte commerciale, e non è sempre facile (ride, ndr).

Ama affermare che disegna in purezza.
Mi piace arrivare a un punto in cui all’oggetto non puoi né togliere né aggiungere, per cui il pezzo nella sua essenza è bilanciato in modo tale che se aggiungi non porti un valore in più, mentre se togli vai a ridurne la sua bellezza. È quell’equilibro tra essere sintetici, puri, essenziali, e allo stesso tempo avere la capacità di arrivare a un prodotto valido, finito e atemporale, non legato alle mode, durevole, che va bene adesso ma anche tra trent’anni. O almeno ci proviamo.

Ne sono esempio i prodotti realizzati per Living Divani. Come e quando l’hanno scoperta?
Mi hanno conosciuto all’inizio nell’ambito contract, durante la mia esperienza da Piero Lissoni nella parte interior e architettura. Poi, nel 2013, abbiamo realizzato la panca Track, il mio primo progetto per Living Divani, essenziale nel disegno, una struttura in ferro di 8 millimetri con tre lame e una cuscinatura sottile ma super confortevole. Sono arrivato in azienda con un mio prototipo, che poi abbiamo sviluppato e migliorato insieme, fino a giungere al prodotto definitivo.

Helm by Zucchetti - Design David Lopez Quincoces

Helm by Zucchetti – Design David Lopez Quincoces

Era by Living Divani - Design David Lopez Quincoces

Era by Living Divani – Design David Lopez Quincoces

Ci racconta il suo processo creativo?
Di solito disegno a mano, produco tanti schizzi durante l’anno, poi verso luglio-agosto li raccolgo, faccio una pre-selezione e porto avanti le idee che mi piacciono. A volte ricevo dei brief dalle aziende, altre volte invece propongo ai marchi dei progetti già finiti, dei render molto specifici.

E quali sono le novità 2020 per Living Divani?
Il 2019 è stato un anno un po’ speciale perché sono diventato papà a maggio, il mio più bel progetto, quindi i tempi si sono contratti. Nonostante ciò, presento una serie di proposte interessanti, come l’evoluzione della libreria Sailor, implementata con dei contenitori di diverse misure, singoli e doppi, e con nuove finiture. Introduciamo nella famiglia Era un nuovo scrittoio, molto compatto, trasversale, leggero e pulito, che riprende i dettagli e gli snodi dell’omonima linea.

E per gli altri marchi?
Con Francesco Meda, un mio caro amico, sto lavorando a quattro mani a un’intera collezione outdoor per Gandia Blasco, completa di divano, poltrona, tavolini e sedute, caratterizzata da una struttura molto eterea, con delle cinghiature speciali e un’attenzione particolare alle cuscinature, resistenti, idrorepellenti e confortevoli. Per Zucchetti presento una linea di rubinetti minimal pensata per l’architettura e il contract, la prima avventura tutta in acciaio del brand; è la mia prima collaborazione nel settore bagno, è stato molto entusiasmante lavorare con una realtà così competente. Per Lema per adesso ci siamo fermati con l’ultimo progetto, il sistema LT40 che sta andando molto bene, e sicuramente il prossimo anno faremo qualcosa di nuovo.

LT40 by Lema - Design David Lopez Quincoces

LT40 by Lema – Design David Lopez Quincoces

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Vi occupate molto anche di interior.
Di recente abbiamo ultimato lo showroom di Spotti a Milano, per il quale in occasione del Salone faremo anche il piano basso e porteremo delle novità sull’allestimento. Stiamo lavorando tanto nel settore residenziale privato, con in cantiere 6 appartamenti a Milano, uno a Londra in zona Chelsea, una casa grandissima di circa 2mila metri quadrati a Merano, una villa in Marocco, a Casablanca, due abitazioni importanti a Venezia, una dimora a Ginevra, una proprietà a Miami che ha battuto il record di vendita per quanto è costata al metro quadrato. Nel settore hospitality, stiamo facendo un albergo speciale sopra Como, sembra una farm ricavata in un ex convento di monaci, in una posizione unica a 1300 metri di altezza con una veduta mozzafiato su Milano e sul lago, sulla pianura Padana e sulla Svizzera, con un edificio centrale e delle singole unità immerse nel bosco. Quando si lavora nell’interior si dialoga molto con il privato per capire le esigenze, la personalità, i gusti e lo stile. L’approccio per gli interni è più complesso rispetto al singolo prodotto, si pensa tridimensionalmente, con gli spazi, le funzioni, gli oggetti, ci occupiamo di tutto, offriamo un pacchetto all-inclusive, dalle fondamenta alle finiture fino all’arredamento total look, includendo diversi brand, e alle opere d’arte. L’aspetto interessante nell’interior è che si realizzano molte forniture custom-made, con progetti personalizzati in base ai desideri dei clienti e agli spazi. Per noi è molto importante il rispetto di chi abiterà la casa, ma anche del luogo in cui si trova l’edificio e della sua storia, un patrimonio da valorizzare e ripristinare nella sua intera bellezza. E, ovviamente, sempre in modo coerente con il nostro stile.

Infine, un sogno nel cassetto?
Sono sempre aperto a ricevere nuove proposte, mi piacerebbe fare un po’ di tutto, da un museo a una cucina, ai sistemi di porte. Bisogna avere lo spirito avventuriero per affrontare ogni sfida e imparare, l’aspetto che in assoluto mi appassiona è il processo, non il risultato. Mi piace guardare avanti, con un occhio verso il passato, per crescere e percorrere nuove ed entusiasmanti strade.