La rivoluzione digitale del Fuorisalone 2020

Quattro nuovi format di comunicazione online e una duplice proposta tra giugno e settembre creano un inedito e innovativo palinsesto del Fuorisalone. Obiettivo: “Fare squadra per offrire soluzioni concrete”

The Litta Variations / Opus 5. Fuorisalone 2019. Photo ©

Tecnologia alla mano e una buona dose di creatività per ampliare gli orizzonti. Il Fuorisalone non rinuncia all’edizione 2020, ma – mutando gli scenari e con l’annullamento della contestuale edizione del Salone del Mobile.Milano – si rimodella e si adatta, generando inedite proposte per mantenere alta la sua mission di aggregatore e promotore di tutte le realtà coinvolte nella tradizionale Design Week in città (solo lo scorso anno, oltre 1300 eventi e un indotto per la città di circa 350 milioni di euro).
Motore dell’azione è e rimane la piattaforma Fuorisalone.it che, attraverso nuovi format di comunicazione online (4 nello specifico) e una programmazione tra giugno e settembre, intende dare continuità al progetto Fuorisalone e supporto ai brand coinvolti.

“C’è volontà di fare squadra e di rimanere uniti nell’identità di Fuorisalone – ci racconta Paolo Casati, ideatore del progetto e fondatore del portale insieme a Cristian Confalonieri – In questa situazione di emergenza generale, venendo meno l’opportunità del contatto commerciale, abbiamo pensato di offrire in alternativa alle aziende soluzioni concrete di business attraverso un linguaggio contemporaneo”.

Paolo Casati, fondatore di Fuorisalone.it. Photo © Mattia Vacca

Il portale Fuorisalone.it sarà quindi il centro di un sistema che prevede l’introduzione di due nuovi strumenti: Fuorisalone.tv – dedicato a live streaming con un palinsesto di dieci ore giornaliere nella settimana dal 15 al 21 giugno: talks, interviste, presentazioni di prodotto, concerti, o contenuti confezionati da designer e aziende che vorranno presentare i propri progetti e idee in un formato innovativo; e Fuorisalone meets, piattaforma webinar che per tutto il mese di giugno potrà mettere in contatto le aziende con partner, clienti, rivenditori e pubblico selezionato, un’occasione per fare quindi formazione, promozione o presentazioni di nuovi prodotti.

Amplificatori di questi contenuti, saranno poi i due nuovi canali Fuorisalone China e Fuorisalone Japan (attivati da giugno): il primo supportato dai canali ufficiali Wechat, Weibo e Tencent Video, il secondo, una piattaforma web dove fare networking tra Italia e Giappone grazie a un team operativo tra i due Paesi e servizi di consulenza dedicati.

Il Fuorisalone mette quindi in campo nuove modalità di partecipazione e di comunicazione sfruttando a tal fine il potenziale del digitale, in un momento in cui la realtà fisica non lo consente; ma ancora più importante, pone l’accento sulla sua forza aggregativa (e il nascente comitato Fuorisalone lo dimostra, insieme a tutti i distretti di Milano che hanno aderito all’iniziativa), in risposta alle recenti polemiche su eventi paralleli (in primis il Virtual Design Festival di Dezeen), liberandosi perfino dalla concezione di evento generalista e conviviale che spesso erroneamente gli si imputa – creando invece eventi dedicati a professionisti con contenuti di livello e di interesse per la community di riferimento.

Nessuna intenzione invece di allontanarsi dal Salone del Mobile: “Esistiamo grazie e in contemporanea al Salone – prosegue Paolo Casati – Ma venendo meno quest’anno, e sfruttando la nostra natura digitale, abbiamo cercato di dare una riposta concreta alle realtà che gravitano attorno a noi: l’iniziativa di quest’anno è una parentesi, una palestra che spero possa dare i risultati attesi, così da arrivare al 2021 forti di una nuova esperienza che si rinnoverà con il prossimo Salone del Mobile”.

Il progetto prosegue anche durante la stagione autunnale con il supporto di Brera Design District (che ad aprile vede il lancio della nuova versione del sito e del progetto “Brera Experience”) e i suoi 120 showroom.
Durante i Brera Design Days e la Fall Design Week di settembre virtuale e reale diventeranno complementari: gli showroom saranno infatti protagonisti di un percorso all’interno dei loro spazi per far vivere e toccare con mano i nuovi prodotti; ma la digital community potrà altresì fare esperienza e muoversi virtualmente all’interno dei medesimi spazi espositivi grazie alla tecnologia Living 3d.