Doshi Levien: “Siamo entusiasti di essere ospiti d’onore a Stoccolma”

I designer Nipa Doshi e Jonathan Levien saranno presenti alla rassegna dedicata mobile e della luce svedese con una mostra di oltre 200mq

Nipa Doshi & Jonathan Levien - Doshi Levien
Nipa Doshi & Jonathan Levien - Doshi Levien

Kundan by Doshi Levien – Galerie Kreo

“PORTEREMO A STOCCOLMA LO SPIRITO DEL NOSTRO STUDIO LONDINESE SOTTO FORMA DI DISEGNI, PROTOTIPI IN COMBINAZIONE CON OGGETTI FINALI”, DICONO NIPA DOSHI E JONATHAN LEVIEN, GUESTS OF HONOUR  DELLA STOCKHOLM FURNITURE & LIGHT FAIR. SI TRATTA DI UNO DEGLI STUDI DI DESIGN PIÙ CREATIVI E ACCLAMATI PER AVER COMBINATO CULTURA, TECNOLOGIA, DESIGN INDUSTRIALE E VERO ARTIGIANATO. IL DUO CI PARLA DELLA MOSTRA, MA ANCHE DEL LORO APPROCCIO CREATIVO, DELLE LORO DIVERSE PERSONALITÀ, DEI PROSSIMI PROGETTI PER IL SALONE 2020 E DEI LORO SOGNI.

Siete gli ospiti d’onore della fiera del Mobile di Stoccolma. Come vi sentite e cosa state preparando per la fiera?
Siamo entusiasti di essere ospiti d’onore a Stoccolma, la fiera è di altissima qualità. Abbiamo curato una mostra di oltre 200mq, situata proprio all’ingresso del centro espositivo, con l’obiettivo di far conoscere il processo creativo dietro i nostri progetti. Porteremo a Stoccolma lo spirito del nostro studio londinese sotto forma di disegni, prototipi in combinazione con oggetti finali.

Bay outdoor collection by B&B Italia – Design Doshi Levien

Paper Planes by Moroso – Design Doshi Levien

Potete fornirci qualche dettaglio?
Abbiamo inteso lo spazio espositivo come un prototipo di grandi dimensioni, costruito con materiali grezzi e umili, legno compensato di provenienza locale e di pino. Abbiamo inserito il primo prototipo della poltrona Paper Planes per Moroso, quello che Patrizia Moroso ha visto nel nostro studio quando è venuta a Londra nel 2010. Si è seduta sulla poltrona e ha esclamato: “Sì, ce la faremo!”. A Stoccolma esporremo i nostri progetti realizzati per Moroso, Cappellini, Hay, Kettal, Kvadrat, B&B Italia, BD Barcelona, Nani Marquina.

Maya by Kvadrat – Design Doshi Levien

Sulla parete avremo 30 disegni inediti tratti dal libro di schizzi di Nipa. Lo spazio espositivo ricorda la chiesa di San Cataldo a Palermo, con le sue volte a crociera. L’architettura delle chiese palermitane ci ha davvero ispirato, non si può fare a meno di provare un senso di stupore per la scala e la magnificenza di questi spazi. Nella capitale svedese inoltre lanciamo una collezione con Kvadrat, un tessuto imbottito chiamato Jaali e un tessuto per tende chiamato Maya.

Jaali by Kvadrat – Design Doshi Levien

Ricorda ancora la prima volta che ha incontrato Patrizia Moroso?
La prima volta che abbiamo incontrato Patrizia Moroso è stata nel 2005. Avevamo bisogno di lavorare in Italia, con aziende disposte a sperimentare e a concederci libertà creativa. Abbiamo letto un’intervista di Patrizia Moroso e ci è piaciuto molto il suo approccio, la sua apertura mentale, la sua capacità di mettere insieme designer diversi e multiculturali in piena libertà. Le abbiamo mandato un bel pacco con il nostro portfolio e una lettera. In quello stesso momento, il nostro numero del Wallpaper Breakthrough Designers Award è finito sulla sua scrivania. È venuta nel nostro studio londinese a gennaio e ha apprezzato il nostro lavoro tessile proveniente dall’India. Successivamente abbiamo lanciato la collezione Charpoy in aprile al Salone 2007, dopo pochi mesi! Da allora abbiamo deciso di lavorare con aziende che hanno leader creativi visionari. Si tratta davvero di persone che sono disposte a investire in idee e a correre rischi.

Armada by Moroso – Design Doshi Levien

Siete uno degli studi di design più creativo, acclamato per aver coniugato cultura, tecnologia, design industriale e vero artigianato. Qual è il vostro approccio a un progetto?
Quando ci siamo incontrati al Royal College of Art abbiamo intravisto l’opportunità di riunire i nostri diversi approcci al design, per creare strati di profondità culturale e tecnologia. Entrambi abbiamo rifiutato un approccio più puro al design, abbracciando la pluralità e gli strati di idee. Vogliamo creare un mondo in cui ci sia uno scambio di culture diverse e in cui i progetti incarnino idee contrastanti. È un approccio aperto, quando si guardano i nostri lavori non si vede uno stile unico e non si riconosce immediatamente il nostro lavoro perché l’approccio è sempre diverso.

Earth to Sky by Doshi Levien – Photo © Jonas Lindstrom

Sèvres Cabinet by Doshi Levien

Cala by Kettal – Design Doshi Levien

Può dirci qualcosa sulle vostre diverse personalità? Qualche volta lavorare insieme potrebbe risultare impegnativo…
Abbiamo un modo di lavorare molto diverso. Per esempio, Nipa sviluppa idee attraverso il disegno, il collage e lo schizzo, mentre io trovo ispirazione dal fare e dal processo stesso, osservando i materiali. Ma all’inizio di ogni progetto parliamo dell’anima che vogliamo che il progetto abbia.

Uchiwa by Hay – Design Doshi Levien

Quali sono le vostre fonti di ispirazione?
Crediamo che la bellezza sia ovunque, bisogna saperla cercare. Teatri, architettura, mercati tessili, dai palazzi di Lina Bo Bardi a San Paolo, ai templi di Delhi, alle chiese di Palermo. In tutto c’è ispirazione. I materiali rispondono in modi così unici, determinando il risultato di un progetto. Potrebbero essere materiali molto semplici come la carta, il cartone, ma anche il tessuto e i tessuti. È sorprendente come possiamo trasformarli. Non vediamo l’ora di presentare questo processo durante la fiera Stockholm Furniture & Light.

E i vostri progetti futuri?
Per il Salone 2020 stiamo lavorando a una nuova collezione con Hay, Kettal, B&B Italia e Moroso. E’ bello lavorare in modo continuo e coerente con le aziende per un lungo periodo. Nel corso degli anni si capisce meglio non solo quello di cui l’azienda ha bisogno, ma anche quello che le persone vogliono e desiderano, in modo da poter affinare i propri progetti in modo efficace. Scegliamo pochissime aziende con cui lavorare e sempre con persone che ci piacciono.

Avete un progetto non ancora realizzato?
Vorremmo progettare uno spazio abitativo, o un hotel. Abbiamo già tutti gli ingredienti.