Avant-garde opulence

Il portfolio di Four Seasons Hotels and Resorts cresce a ritmo sostenuto e inaugura nel cuore di Golden Square Mile, Montréal, una struttura multifunzionale di 18 piani che si presenta come una dichiarazione iconica di lusso e modernità

Four Seasons, Montreal
Four Seasons, Montreal
DATA SHEET

Owner: Four Seasons Hotels and Resorts
Hotel operator: Four Seasons
Architecture: Lemay and Sid Lee Architecture
Interior design: Gilles & Boissier in collaboration with Philip Hazan; Atelier Zébulon Perron (MARCUS Restaurant + Terrace | MARCUS Lounge + Bar)
Furnishings: custom design
Lightings: Lambert & Fils
Photo credits: Olivier Blouin, Stephany Hildebrand, Don Riddle, Adrien Williams

È proprio dove si condensa molta della storia passata e recente di Montréal, tra gli eleganti edifici vittoriani della borghesia ottocentesca trasformati dalle loro nuove vocazioni di patrimonio residenziale e istituzionale, e le torri slanciate di piani, trasparenza e tecnologia, che si distingue il nuovo Four Seasons Hotel.

Four Seasons, Montreal
Four Seasons, Montreal
Four Seasons, Montreal
Four Seasons, Montreal

Una presenza eterea e sofisticata rivestita, secondo il progetto firmato da Lemay e Sid Lee Architecture, da un audace ‘vestito’ di vetro nero su cui brillano interferenze dorate riccamente strutturate che incidono verticalmente le facciate, e profilano gli spessori delle superfici sfalsate. Il granito dei fronti laterali riflette il ritmo dei pannelli di vetro mentre le sue diverse trame prendono vita influenzate dalla luce ambientale.

In netto contrasto con la facciata lineare, e ad annunciare le forme organiche, i materiali preziosi e i richiami alla natura degli interni firmati da Gilles&Boissier in collaborazione con Philip Hazan, l’installazione Contemplation di Pascale Girardin che precipita a cascata nell’atrio aperto dell’edificio lasciando sospesi – dal diciassettesimo all’ottavo piano – oltre 90 elementi floreali. Le sospensioni sono realizzate in alluminio leggero bianco con accenti in oro 24 carati ed evocano i cicli della natura in una composizione maestosa quanto delicatissima. Dagli spazi commerciali dei primi piani, per mezzo di ascensori dorati con pareti di velluto rosa e grigio, si raggiunge la reception in marmo bianco.

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Le 169 camere e suite sono imbevute di moderno classicismo, immerse in una palette di colori calda e avvolgente che abbina morbidi velluti, superfici a specchio, marmi pregiati, bronzo, legno scuro e finiture oro. A questo mix seducente si aggiungono eleganti arredi in velluto rosa, mobili étangère circolari, letti a baldacchino minimalisti e grandi specchi retroilluminati, spaziosi bagni in marmo con vasche freestanding. Un lusso altrettanto sofisticato è riservato alle diciotto prestigiose residenze private ricavate sulla sommità della torre, dal quattordicesimo piano in poi, arricchite con terrazze panoramiche angolari.

Al terzo piano, situata proprio accanto all’atrio e con accesso diretto allo storico complesso commerciale Ogilvy, la Social Square celebra il talento culinario dello chef Marcus Samuelsson ospitando ristorante, lounge, bar e terrazzo: quattro mondi distinti ma complementari ideati da Atelier Zébulon Perron per essere fruiti non solo dagli ospiti dell’hotel. Alleato nella diversificazione delle atmosfere è certamente l’uso dei materiali. Perron e il suo team hanno utilizzato una grande quantità di ottone, sia lucido sia ossidato, velluti, legni pregiati e marmi.

La cosiddetta day lounge è uno spazio arioso illuminato dall’impressionante parete di cristallo, da cui vengono sprigionati infiniti effetti di luce, ed è contraddistinto dalle forme sensuali dei mobili su misura color avorio, dalle tonalità tenui come il crema e il verde acqua dei vari rivestimenti, ma anche dal velluto grigio protagonista della lunghissima seduta che magicamente serpeggia restando sospesa perché agganciata unicamente ai corpi verticali. Di contro, la lounge vera e propria regala un clima più intimo attraverso scelte cromatiche più ombrose: dai viola scuri fino al verde bosco della carta da parati su cui è riprodotta la foresta canadese del Mount Royal Park, che ricopre ininterrottamente pareti e soffitto accogliendo il ritmo luminoso delle lampade color oro di Lambert & Fils.

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Il ristorante Marcus si ispira invece ai classici bistrot, con una schiera di fotografie vintage sulle pareti, divanetti in pelle semicircolari, sedie in legno e rattan e la pavimentazione bianca e nera che però esce dal tipico schema a scacchiera per fare anche della sua posa una soluzione inedita. Integrata al ristorante, la grande terrazza riscaldata non solo estende l’esperienza culinaria tutto l’anno, ma anche la vista privilegiata – condivisa con la capientissima sala da ballo – sul murale del grande Leonard Cohen che si estende su una facciata attigua. Artificialmente illuminati e celebrativi di marmo e lusso optical, i due bagni infine trattengono separatamente donne e uomini (e i loro multipli) nell’effetto Droste degli specchi.