Sliding doors

In soli 130 metri quadrati il progetto di Office Aio per Bar Lotus inventa uno spazio dalla doppia personalità, estroversa e introversa, diurna e notturna, pragmatica e mistica

Bar Lotus, Shanghai - Photo © Wen Studio
DATA SHEET

Client: Derek Wang / Bar Lotus
Design: OFFICE AIO
Lead design – Tim Kwan, Isabelle Sun Project Coordination – Xue Zhao Design Assistant – Clementine Dufaut
Contractor:
 JunHe Construction Co. Ltd.
Photo credits: Wen Studio

La porta d’ingresso a specchio del Bar Lotus sembra fatta apposta perché l’albero di sicomoro che adorna e ombreggia il marciapiede vi si rifletta sdoppiandosi. Un accenno di poesia ‘urbana’ su Julu Road in uno dei quartieri più densamente costruiti e frequentati del centro di Shanghai, il Jing’an District, per definire la soglia di uno spazio che vuole essere luogo di rifugio ed evasione dalle giornate dense quanto il tessuto urbano, per un caffè durante il giorno e per un cocktail di sera. Sulla facciata in cemento del basso volume a un piano, due sono le aperture, oltre alla porta di ingresso specchiata anche una ‘vetrina’ per dare luce alla ‘zona giorno’, concettualmente collegate da tre lastre di travertino, che fungono da gradini di accesso, e da una timida lanterna dal globo luminoso.

La zona dedicata al bar è la più ridotta e la più estroversa in uno spazio di soli 135 metri quadrati in origine privo di aperture e composto da due rettangoli sfalsati l’uno rispetto all’altro. Transizione fra i due volumi e fra le due funzioni, per il giorno e per la notte, una lunga galleria con il soffitto ad arco si estende dalla porta di ingresso fino alla zona più intima e ‘notturna’, una sorta di tunnel rivestito con pannelli in acciaio perforato bianco e interrotto da una seconda porta scorrevole a specchio, che crea con la prima un gioco di separazione, rifrazioni e rimandi fra interno ed esterno, fra giorno e notte. La zona ‘giorno’ è definita da tre ‘finestre’ ad arco tagliate nella galleria che servono come banco di servizio per il bar, e dalla sala affacciata sul marciapiede, con panche in travertino, piccoli tavolini e pouf con rivestimento a ‘crochet’ realizzati da Whyknot, e illuminata da un grande anello luminoso che sembra galleggiare nella stanza.

Oltre la seconda ‘sliding door’ la zona ‘introversa’ del cocktail bar notturno si sdoppia fra il bancone bar lungo la galleria, con rivestimento dai riflessi rosati, e un’area sedute ispirata alle atmosfere e forme dei vihara, monasteri buddisti, quasi mistica nella forma lunga e arrotondata con una ‘doppia navata’, esterna con pavimento e panche in travertino illuminate da una serie di piccoli globi luminosi, e centrale con una seconda galleria a forma di U definita da una fuga di colonne ed archi. Il pavimento lucido e scuro con punti luminosi, il soffitto cangiante e dorato con riflessi rosati, l’intonaco verde bosco decorano questo singolare spazio pensato per l’attesa e la socializzazione. Come spiegano gli architetti, “il progetto pone molta enfasi sullo spazio stesso, traducendo concetti come viaggio, transizione, scala, simmetria, gerarchia, semplicità, prodotti e socializzazione in una esperienza unica”.