Situati in un edificio costruito ai primi del Novecento, che originariamente ospitava una scuola d’arte, gli spazi dell’appartamento erano generosi e inondati di luce naturale. Con l’obiettivo primario di ritrovare abitabilità e senso di coesione, il progetto di ridisegno di Nikki Rosenthal è partito da un totale ripensamento dei flussi e delle proporzioni, per poter riconfigurare una residenza per una famiglia di 5 persone.


I lunghi corridoi mal connessi e gli spazi sottoutilizzati sono stati eliminati a favore di un layout più aperto adatto alla vita famigliare, composto da una serie di ambienti interconnessi, con camere da letto più ampie, una circolazione più razionale e un ufficio ricavato da una stanza che fungeva da spogliatoio. Due stanze sono state collegate per creare uno spazio multifunzionale, contraddistinto da un rivestimento in tessuto scuro alle pareti e un mix di arredi vintage o realizzati su disegno, fra i quali un coffee table Maison Regain degli anni Sessanta, un divano in velluto, applique vintage trovate in un mercato parigino e opere d’arte di Anthony Pearson.

La cucina open space e la zona living sono diventate due ambienti distinti per conferire senso di ordine e identità. La living room è concepita come sfondo per opere d’arte e pezzi di design da collezione: un’opera di Martha Tuttle, una sedia di Phillip Arctander, un tavolo scultoreo di Philip e Kevin Laverne, e una credenza vintage arrivata dalla Francia. La selezione di ceramiche e arredi vintage mette in dialogo storia e creatività. Evitando colori troppo accesi, la palette è composta da toni più bassi e sfumati e da finiture naturali a contrasto con acciaio annerito e bronzo, mentre i molti tessuti, dall’alpaca al mohair alla lana, contribuiscono a rendere gli interni più ‘morbidi’.
Photo credits: courtesy of Studio Rosenthal








