La kermesse che ogni anno anima New York, ha trasformato la città in una piattaforma diffusa dedicata alla progettualità contemporanea attraverso eventi, talk e installazioni che hanno riunito la design community internazionale. Se ICFF al Javits Center ha rappresentato il cuore istituzionale, è soprattutto nelle strade della city che la creatività ha mostrato la propria energia più sperimentale, coinvolgendo anche le scuole come Parsons, Pratt, Sva, Cooper Union, FIT e le realtà museali, dal MAD al Cooper Hewitt. Inaugurata con un party animato da performances e culinary experience, con i suoi circa 300 appuntamenti sparsi tra i diversi distretti di New York, da Manhattan a Brooklyn, ed eventi esclusivi come il talk con Santiago e Gabriel Calatrava, NYCxDESIGN ha iniziato la sua kermesse nel Pavilion realizzato in Times Square, in collaborazione con Lexus.

Presentato da Ilene Shaw, Executive Director of NYCxDESIGN, con l’evento Sketch to Street, il marchio giapponese ha trasformato Broadway in un laboratorio a cielo aperto, mettendo in dialogo automotive design, arte visiva e fashion. Un progetto costruito come uno studio in tempo reale che ha coinvolto William Chergosky di CALTY Design, l’artista Alex Alpert e Denise Fócil di ASxDF, raccontando il design come linguaggio trasversale tra le diverse discipline.

In un cortocircuito di opening night, da Soho a Tribeca, da Chelsea alla design promenade del NoMAD, in Madison Avenue il multibrand Haute Living ha aperto il suo secondo spazio newyorkese e Tecno ha inaugurato il suo primo showroom di Manhattan, accanto a nomi acclamati come Poltrona Frau, Kartell, Rimadesio, Giorgetti, Boffi/De Padova, B&B Italia, Blu Dot, Moooi che hanno festeggiato l’apertura della design week. L’incantevole showroom di Moroso ha accolto ICFF Night Out, celebrata anche nello spazio immersivo di LIXIL sulla Fifth Avenue con una Water Experience che ha messo in luce uno scenario di innovazione ed estetica ricercata. Spostandoci in Soho, Scavolini ha svelato il lighting design firmato Lodes, durante un design day che ha coinvolto i brand rimasti nel quartiere bohémien della città: Technogym, Salvatori, Flou, USM, Artemide, Foscarini, Flos, Calico Wallpaper, mentre il marchio britannico Tom Dixon è tornato sulla scena newyorkese con l’opening, in Tribeca, di uno showroom dal sapore “industriale”.

Tra installazioni immersive, open studios e contaminazioni sempre più forti, The Future Perfect ha svelato le microlighting eclettiche by DUUD; Kab’ Juun una nuova idea di music experience by Simon Howe; Kalei gallery un’immersione nel Radical Design; Ralph Pucci le creazioni di Sébastien Léon; StudioTwentyseven la Tessuto collection di Francesco Balzano, realizzata durante la sua residenza a Villa Medici, a Roma; Galerie Gabriel, The Cultivated Eye, mostra curata da Julie Hillman e installata nella Sutton tower, che esplora l’universo domestico di un collezionista capace di osservare, preservare e tramandare. Parallelamente, la città è stata attraversata da un focus sul design americano con l’esposizione Look Book Off by Wanted Design; il nuovo spazio di Lawson-Fenning, brand di furniture fondato a Los Angeles; Maiden Home e la sua collezione che evoca l’Arts and Crafts movement. E nell’ambito del lighting design – protagonista assoluto di questa edizione – SHINE ha messo in scena i lavori di creativi basati a New York, così come “The New York Edit” – prima mostra pubblica organizzata da Design Hotels in collaborazione con Lumens – che si è focalizzata sul collectible con nomi come In Common With, Roll & Hill, SIN, PELLE, Rosie Li Studio.

Da Soho a Downtown Manhattan, Afternoon Light si è confermata una delle piattaforme più interessanti fuori dal circuito fieristico tradizionale. Ospitata nel WSA, la manifestazione ideata da Deirdre Maloney e Minya Quirk ha proposto un format più fluido e relazionale senza divisioni rigide tra espositori: un paesaggio aperto fatto di lounge, librerie, sound installations by USM e oggetti acquistabili in loco. Tra i protagonisti, Rarify, Stickbulb, RAD Furniture, Espaces et Lignes, Peeke Design, con un forte focus sulla sperimentazione materica e sulla produzione indipendente.


E se l’Italian Trade Agency, in collaborazione con Interni, ha organizzato diversi eventi e talks dedicati al made in Italy nella sua Townhouse ripensata da Paola Navone-Otto studio, una nuova centralità della dimensione sensoriale del design è stata narrata dai giovani francesi nell’esposizione a Villa Albertine (giunta alla sua quarta edizione), nell’ambito di Oui Design!, con il supporto della Fondation Bettencourt Schueller e di Manufactures Nationales–Sèvres & Mobilier National. Innovazione materica e sostenibilità sono state narrate in Spotlight on Scandinavian Design, presso la Residenza del Console Generale di Svezia, da sei designer nordici e dal loro approccio contemporaneo dell’abitare, mentre Vitra – con un’installazione scenografica firmata Camille Okhio – ha esplorato la genialità di Verner Panton per la sperimentazione.

The event wasn’t confined to Manhattan: Brooklyn cemented its role as a parallel hub of Design Week with Dumbo Design Day, now in its second year, which opened architecture firms and creative studios to the public, featuring firms such as BIG and Snøhetta. It transformed into an open-air hub during the closing night of NYCxDESIGN and a programme packed with events which, this year, harmoniously overlapped with New York Art Week, featuring events such as Frieze, NADA and TEFAF, blurring the boundaries between collectible design, art and interiors. In an increasingly fluid conception of design culture, where product, research, storytelling and identity intertwine and connect.






