Nel cuore di Kensington, Leighton House riporta l’attenzione sull’Arab Hall con un progetto che intreccia ricerca, arti visive e narrazione contemporanea. The Arab Hall: Past and Present non è solo una mostra, ma una rilettura stratificata di uno degli interni più iconici di Londra, dove l’estetica vittoriana incontra le tradizioni decorative islamiche in un dialogo ancora attuale.

Realizzato dall’artista Frederic Leighton dopo i suoi viaggi tra Nord Africa e Medio Oriente, l’Arab Hall nasce come spazio di sperimentazione e contemplazione, costruito attorno a una straordinaria collezione di piastrelle provenienti da Damasco, Turchia e Iran. Oggi, questo ambiente diventa il punto di partenza per un’indagine che unisce storia dell’arte, cultura materiale e pratiche contemporanee, restituendo al visitatore un luogo vivo, aperto alla reinterpretazione.


Il progetto si articola attraverso una nuova commissione filmica della regista Soudade Kaadan. In When the Tiles Spoke, le superfici dell’Arab Hall prendono voce: le ceramiche diventano narratrici di un viaggio che attraversa secoli e geografie, fondendo realismo magico e dimensione onirica. Il risultato è un racconto immersivo che trasforma lo spazio in soggetto attivo, capace di parlare al presente attraverso la propria memoria materiale.
Accanto al film, tre installazioni pensate per il contesto e una mostra gratuita nella Tavolozza Drawings Gallery ricostruiscono le origini dell’Arab Hall, mettendo in luce la dimensione collaborativa del progetto originale. Disegni, bozzetti e materiali di George Aitchison, William De Morgan e Walter Crane rivelano una rete di competenze che anticipa molte delle pratiche interdisciplinari contemporanee, dove artigianato e arte visiva si sovrappongono senza gerarchie.

In un momento in cui Londra viene sempre più vissuta attraverso eventi diffusi come la Clerkenwell Design Week, Leighton House si afferma come una tappa alternativa e imprescindibile della mappa culturale. Lontano dai percorsi più battuti, offre un itinerario che unisce storia, design e ricerca, invitando a ripensare il ruolo degli interni storici come dispositivi culturali ancora attivi. Visitabile dal 21 marzo al 4 ottobre 2026, il progetto conferma l’Arab Hall come luogo di confronto tra epoche e sensibilità diverse, dove l’ornamento diventa linguaggio e la memoria si traduce in esperienza contemporanea.

Photo credits: Siobhan Doran






