
Clerkenwell continua a rappresentare il centro naturale della settimana non solo per la concentrazione di showroom e installazioni temporanee, ma anche perché ospita da anni alcuni dei principali studi di architettura e progettazione della città. Ex distretto industriale e artigianale, il quartiere ha progressivamente trasformato magazzini, edifici vittoriani e vecchi laboratori in una rete densa di atelier, workplace e spazi espositivi, mantenendo al tempo stesso una forte connessione con la vita di quartiere.
Questa densità definisce il carattere di CDW: una design week che non si sviluppa all’interno di un unico recinto fieristico, ma si disperde tra cortili, chiese e architetture storiche. Da qui, il percorso si estende verso altre aree della città – Stratford, Holland Park e King’s Cross – costruendo un itinerario fatto di attraversamenti più che di tappe lineari.

Attraverso Clerkenwell, il design si muove tra esposizione, dialogo ed esperienza urbana. Da Arper, il tema della “riconnessione” prende forma attraverso incontri informali e un workshop LEGO® concepito come esercizio collettivo di collaborazione, trasformando lo showroom in uno spazio aperto e partecipativo. Poco distante, Moroso esplora il dialogo tra atmosfera, artigianalità e abitare contemporaneo, mentre ICG (Iris Ceramica Group) concentra la propria ricerca sulla superficie come linguaggio architettonico, intrecciando innovazione materica, sostenibilità e progettazione spaziale.

L’identità stratificata del quartiere emerge nella chiesa di St Bartholomew the Great, dove Magis presenta le nuove collezioni di Ronan Bouroullec e Jasper Morrison in dialogo con l’architettura medievale. Su Clerkenwell Road, Villeroy & Boch sviluppa un’installazione immersiva dedicata al bagno come ambiente sensoriale, mentre Ethimo ospita un progetto firmato da Elena Salmistraro che interpreta l’outdoor attraverso colore, materia e domesticità contemporanea.

A pochi minuti di distanza, Sessions Arts Club introduce una pausa naturale nel ritmo della settimana, riflettendo la dimensione sociale che definisce sempre più la scena del design londinese. A The Charterhouse, Gandia Blasco Group inserisce le proprie collezioni ispirate alla cultura mediterranea all’interno dell’architettura Tudor, rafforzando il dialogo tra patrimonio storico e progetto contemporaneo.

Il percorso si spinge verso est fino al nuovo V&A East Museum di Stratford, una delle aperture culturali più significative della Londra recente. Qui, The Music is Black: A British Story, sviluppato con Reality is__, amplia il design verso musica, identità e cultura visiva attraverso un approccio immersivo e interdisciplinare.

La giornata si chiude a Holland Park, dove Leighton House riapre il suo Arab Hall con una rilettura contemporanea degli interni vittoriani e delle tradizioni decorative islamiche. Poco distante, il Kyoto Garden introduce un momento più silenzioso nel paesaggio urbano, offrendo una pausa tra acqua, pietra e vegetazione.

A completare il percorso, il soggiorno al The Standard, London introduce una visione più verticale e contemporanea della città, collocata tra il nodo di King’s Cross e le direttrici creative verso East London. Durante CDW 2026, Londra non concentra il design in un unico luogo: lo distribuisce attraverso la città, rivelando così una delle sue qualità più distintive.





