TEFAF NY 2026: una nuova lettura del modernismo

La galleria Friedman Benda presenta un percorso sul modernismo come campo ancora attivo: da Rietveld a Kuramata, fino a Laarman e ai designer contemporanei, tra Europa, Giappone e Americhe

Red and Blue by Cassina, design Gerrit Thomas Rietveld - Photo © Daniel Kukla, courtesy of Friedman Benda & Gerrit Thomas Rietveld
Red and Blue by Cassina, design Gerrit Thomas Rietveld - Photo © Daniel Kukla, courtesy of Friedman Benda & Gerrit Thomas Rietveld

Alla TEFAF New York 2026, in programma al Park Avenue Armory dal 15 al 19 maggio in concomitanza con la Art Week, Friedman Benda presenta una riflessione ampia sul modernismo come linguaggio ancora in evoluzione. Al Booth 325, il percorso espositivo si sviluppa attorno a una figura cardine: la Red Blue Chair, realizzata intorno al 1922, che sintetizza la tensione tra rigore formale e apertura progettuale.

Creek Bench, design Escobedo - Photo © Izzy Leung, courtesy of Friedman Benda and Frida Escobedo
Creek Bench, design Escobedo – Photo © Izzy Leung, courtesy of Friedman Benda & Frida Escobedo

L’opera di Gerrit Rietveld diventa il punto di partenza per una narrazione che attraversa epoche e geografie. Accanto a lui, le opere di John Chamberlain e Wendell Castle delineano una prima estensione del linguaggio modernista, dove la materia si fa struttura e dichiarazione di intenti. La ricerca si apre poi alla ceramica con Suzuki Osamu, la cui opera restituisce la spinta sperimentale che ha attraversato il medium e che trova continuità nelle ricerche contemporanee di Nicole Cherubini.

Love seat, left detail, design Nicole Cherubini - Photo © Timothy Doyon, courtesy of Friedman Benda and Nicole Cherubini
Love seat, left, design Nicole Cherubini – Photo © Timothy Doyon, courtesy of Friedman Benda & Nicole Cherubini
Love seat, left, design Nicole Cherubini - Photo © Timothy Doyon, courtesy of Friedman Benda and Nicole Cherubini
Love seat, left, design Nicole Cherubini – Photo © Timothy Doyon, courtesy of Friedman Benda& Nicole Cherubini

Il modernismo, suggerisce il progetto, non è mai stato un sistema unico e coerente, ma una costellazione di possibilità. In questa prospettiva si inserisce il dialogo con Shiro Kuramata, presente con le sedute provenienti dalla Soseikan Yamaguchi House, esposte per la prima volta a New York, dove la leggerezza formale diventa spazio concettuale.
Il rapporto tra tecnologia e progettazione, centrale nella tradizione modernista, viene ripreso da Joris Laarman con la serie Ply Loop, che traduce processi digitali e manifattura in un sistema espressivo fluido e controllato.

Roly-Poly Chair Water, design Toogood - Photo © Angus Mill, courtesy of Friedman Benda & Faye Toogood
Roly-Poly Chair Water, design Toogood – Photo © Angus Mill, courtesy of Friedman Benda & Faye Toogood

Il percorso si estende poi a una generazione internazionale di artisti e designer tra Giappone, Messico, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti, includendo nendo, Samuel Ross, Faye Toogood e Frida Escobedo. In questa pluralità di linguaggi, la galleria Friedman Benda costruisce una lettura del modernismo come infrastruttura critica ancora operativa: non una grammatica chiusa, ma un campo aperto in cui forma, tecnica e visione continuano a ridefinirsi.