Nasce a New York Untold Editions

Samantha Gallacher e Andreea Avram Rusu fondano un nuovo modello di galleria guidato dagli artisti, dove i creatori stessi presentano opere che fondono arte funzionale e alto artigianato, superando il formato tradizionale

Untold Editions, New York - Photo © Joe Gramm
Untold Editions, New York - Photo © Joe Gramm

Ha ufficialmente aperto a New York, al 20 West 20th Street, Untold Editions, uno spazio espositivo che propone un modello innovativo nel panorama artistico della città. Fondata da Samantha Gallacher, già anima di Art+Loom, e Andreea Avram Rusu, dello studio Avram Rusu, la galleria unisce due pratiche distinte per creare un luogo dove arte funzionale e alta artigianalità vengono presentate direttamente dai loro creatori.

Untold Editions si discosta consapevolmente dal tradizionale formato della galleria gestita da un curatore esterno, posizionandosi invece come una piattaforma viva, animata dalla visione, dalla sensibilità materica e dal dialogo creativo delle sue stesse fondatrici. L’intento è quello di superare la semplice esposizione per offrire un’esperienza più intima e narrativa. “Volevamo proporre qualcosa che rifletta il modo in cui le persone vivono con il design, dove materia, luce e forma si uniscono in una narrazione coesa”, spiega Andreea Avram Rusu.

L’obiettivo, come sottolinea Samantha Gallacher, è creare uno spazio “dedicato a opere distintive che fondono arte e funzione, curato dagli stessi creatori per un collezionista esigente”. Questa filosofia si traduce in un ambiente definito dall’integrità dei materiali e dalla produzione artigianale.

L’allestimento inaugurale, oltre a presentare i lavori delle fondatrici, include opere di Franck Genser, Manifeste Edition, Mary Ratcliffe, Billiani, Aguirre, Virginia Arlotta, Parts+Assembly, Casey Johnson e Kayla OD. Contribuiscono inoltre a definire l’ambiente i tendaggi su misura di WOVN Home. Il risultato è un dialogo corale tra diverse espressioni dell’artigianato e del design contemporaneo, unite da un approccio che privilegia il racconto del processo creativo e il rapporto diretto tra l’opera e chi la fruisce.