DATA SHEET
Design Architects: OMA / Shohei Shigematsu, partner in charge; Rem Koolhaas, partner in collaboration; Jake Forster, associate/project architect; Jackie Woon Bae, design lead; Ninoslav Krgovic, technical lead
Architect of record: Cooper Robertson (now Corgan), Erin Flynn, principal; Andrew Barwick, senior associate; Isil Akgul, project architect
New Museum Building Project Coordinator: New Museum, Dennis Szakacs
Structural engineer: Arup
Mechanical Systems: Arup
Facade: Front
Geotechnical: Langan
Signage: 2×4
Lighting: Dot Dash
Photos: Building: Courtesy New Museum. Jason Keen, Jason O’Rear; Exhibition view: New Humans: Memories of the Future, 2026; Courtesy New Museum. Photo: Dario Lasagni
Dallo scorso mese di marzo l’edificio del New Museum sulla Bowery, realizzato nel 2007 su progetto di SANAA, si è duplicato con una espansione distinta e separata ma ben connessa firmata da OMA / Shohei Shigematsu con Cooper Robertson (ora Corgan) come architects of record. Dopo quasi 20 anni dall’inaugurazione del “flagship building” e circa 10 anni di costruzione del nuovo edificio, l’attuale assetto offre nuove opportunità alle attività del museo dal 1977 dedicato alla ricerca nell’arte contemporanea, ma anche all’area di New York in cui si è radicato.
Come afferma Shohei Shigematsu, “le addizioni museali sono di solito espansioni di edifici antichi, che si confrontano con un linguaggio architettonico completamente diverso. Qui abbiamo aggiunto un nuovo museo a un museo piuttosto recente e fin dall’inizio l’idea era di creare una coppia che si completasse reciprocamente”. Il primo gesto visibile di questa congiunzione fra due entità complementari è il “kiss point”, il punto al quinto piano in cui gli angoli dei due edifici si toccano per poi discostarsi, un disallineamento nelle facciate reso possibile dalla forma prismatica del nuovo volume.
Se la torre dei SANAA è composta da una serie di ‘scatole’ impilate e fra di loro sfalsate, la nuova architettura è disegnata con linee oblique che al livello della strada creano un vuoto e una piazza esterna, un’area cuscinetto fra il vecchio e il nuovo, mentre in cima si inclinano verso un punto centrale. Anche i rivestimenti di facciata sono diversi ma affini, come spiega Shigematsu. “L’edificio è tutto rivestito in vetro, uno speciale tipo di vetro laminato con integrata una sottile rete metallica. Durante il giorno si crea così un effetto lucido metallico, durante la notte la facciata diventa invece trasparente, in contrasto con l’edificio esistente, che è più opaco e introverso”. Il nuovo volume risulta più estroverso anche grazie a fasce finestrate multiple sui lati, e alle aperture di forma triangolare sulla copertura che fanno spazio a terrazzi aperti verso il cielo e la città.
L’espansione raddoppia, collegandoli senza soluzione di continuità, gli spazi espositivi interni mantenendo fra nuovo ed esistente gli stessi allineamenti ai piani e le stesse altezze. Le gallerie occupano tre piani, mentre ai livelli superiori sono posizionati gli uffici e gli atelier per le residenze artistiche e per l’incubatore culturale del museo NEW INC. Nuovi spazi sono dedicati anche alle attività dei public program, a un piccolo auditorium, a una Sky Room al settimo piano con vista su Lower Manhattan.
Al piano terra, aperto verso la città grazie alla nuova piazza, una vasta lobby accoglie il pubblico con un bookstore e un ristorante, mentre una imponente scala, the Atrium Stair, collega tutti i livelli di entrambi gli edifici. “Questa scala è come un’estensione di Prince Street. È il fulcro dell’intero complesso fra l’esistente e il nuovo, la ‘cucitura’ fra le gallerie e l’esterno. Segue la forma del recesso creato dal volume al piano della strada per fare posto alla piazza triangolare, nasce quindi da una base più stretta per allargarsi verso l’alto”, Shohei Shigematsu.
La mostra New Humans: Memories of the Future inaugura il programma del nuovo New Museum, insieme alle opere site specific realizzate da Tschabalala Self, Art Lovers, per la facciata, da Klára Hosnedlová, Shelter, per l’Atrium Stair e da Sarah Lucas, Venus Victoria, nella piazza pubblica.








