MOI, London, UK - Photo © Eleonora Boscarelli
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DATA SHEET

Interior design: YODEZEEN

Furniture: custom-made on design by YODEZEEN

Wood decor: Wood We Like

Lighting: Inspiration Group, IQ Premium Engineering

Photo: Eleonora Boscarelli

Passeggiando per il vivace ed energizzante quartiere di Soho sono molteplici le sorprese che possono attirare l’attenzione. Da qualche tempo si è aggiunto un elemento scultoreo che simula la foggia di un serpente e si snoda all’interno di un locale fino a raggiungere una delle sue vetrine: incuriosisce, richiama, seduce. Con le sue linee flessuose e il suo manto di materiale naturale invita a esplorare MOI, il ristorante che propone una raffinata cucina giapponese concepita come un’esperienza capace di coinvolgere tutti i sensi.

MOI, London, UK - Photo © Eleonora Boscarelli
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Intimo, caldo, avvolgente, allude nell’atmosfera a certi locali di Tokyo, dove l’ambiente è avvolto in un gioco di ombre la cui regia è affidata a una declinazione di luci soffuse, morbide, distensive. Reinterpretazione contemporanea di quegli scenari, MOI seduce per la generosa presenza di materiali naturali – il legno, in particolare – per le sue tonalità terrose, per la sapiente calibrazione delle componenti cromatiche, per la sua natura materica e tattile.

Ogni dettaglio partecipa in maniera corale al racconto dello spazio che invita a un’esperienza enogastronomica capace di coinvolgere la dimensione del gusto e quella della vista, il piacere del sapore e l’appagamento estetico della bellezza. «Volevamo creare uno spazio che fosse qualcosa di più di un luogo dove mangiare», racconta Anna Tarabanova di YODEZEEN. «Desideravamo che fosse lo scenario di un’esperienza sensoriale, indimenticabile per ciascun ospite. 

MOI, London, UK - Photo © Eleonora Boscarelli
MOI, London, UK - Photo © Eleonora Boscarelli
MOI, London, UK - Photo © Eleonora Boscarelli
MOI, London, UK - Photo © Eleonora Boscarelli

Dal momento in cui si entra, si è avvolti in un’atmosfera nella quale ogni elemento si fa protagonista della narrazione dello spazio». A corroborare l’aspetto scenico della fitta trama narrativa contribuiscono la cucina a vista che mette in primo piano l’arte culinaria degli chef e la scala a chiocciola che dal primo livello conduce al secondo, concepita come un mantello fluido e organico capace di rendere ancora più intensa la suggestione della scoperta.