Il Fuorisalone è stato un successo. E a renderlo tale è stata la sinergia dei distretti milanesi che hanno portato in scena una rassegna estesa ed eterogenea di eventi, mostre, installazioni, iniziative, in un trionfo del design in ogni sua espressione. Il quartiere di Isola è stato uno degli hub protagonisti di questa edizione della Milano Design Week, con il suo sperimentalismo, la sua portata innovativa, la sua creatività che sa andare oltre l’ordinario. Teatro di questa progettualità è stato l’evento di Isola Design Festival, organizzato da Isola Design Group. La kermesse ha celebrato i suoi primi dieci anni, rileggendo alcuni dei format espositivi più significativi delle edizioni passate e introducendo nuove collaborazioni con figure chiave che hanno segnato la storia di Isola.

Il cuore della manifestazione è stata Fabbrica Sassetti, che ha riaperto al pubblico come sede principale del festival. La location ha ospitato la storica mostra Isola Design Gallery, con designer provenienti da Danimarca, Germania, Giappone e Corea del Sud; tra questi, Cezar Moldovan con un progetto sviluppato per il brand rumeno Arbore traducendo idee architettoniche in oggetti domestici, e STRATA con opere artigianali che combinano legno, vetro, madreperla e acciaio in composizioni stratificate e tattili. Accanto, l’esposizione No Space for Waste ha visto protagonisti studi come Re-Edit, con un progetto che riflette su upcycling, bio-reingegnerizzazione e lavorazione del legno, e Yubero Torno, la cui collezione è sviluppata attraverso la tradizionale tornitura del legno. E ancora, Rasa – The Indian Collective, a cura di Nidhi Chandak e Varun E S (parte del team di Isola Studio di base in India), e The Dutch Atelier che ha presentato una selezione di designer della community Isola nei Paesi Bassi.

Il confronto con progettualità internazionali è proseguito alla Fondazione Riccardo Catella dove è andato in scena Default Is Not Universal – The Same Design, Different Perceptions, una mostra curata da Isola per Ithra – King Abdulaziz Center for World Culture, con lavori firmati da designer della regione MENA.

Doppio focus sulla matericità: nell’esposizione Shape of Belonging che ha indagati i legami silenziosi tra identità e origini attraverso l’approccio artigianale e la memoria, e nella mostra The New State of Materials by Materially: una selezione di materiali all’avanguardia sviluppati secondo principi di innovazione, circolarità e decarbonizzazione.

La visione innovativa de Festival e dei suoi protagonisti è stato il fil rouge del programma, culminante nel progetto Archivi Futuri – un’esplorazione sul futuro degli oggetti oltre il 2050 – nella collettiva Rising Talents con le realizzazioni di studenti, neolaureati e designer emergenti provenienti da tutto il mondo.






