La città si riempie di allestimenti spettacolari e di persone, i prezzi degli alberghi diventano proibitivi, i taxi introvabili. È l’effetto Milano Design Week, le cui ricadute – sia positive sia negative – sono ben note. Ma quali sono i motivi di questo successo? Quali gli ambiti di possibile miglioramento, le sfide per il presente e per il futuro? Lo abbiamo chiesto a tre personaggi chiave di questo macro-evento.
Maria Porro
Presidente di Salone del Mobile.Milano
Il Salone del Mobile.Milano è molto più di una manifestazione fieristica: è un’infrastruttura culturale ed economica che mette in relazione imprese, progettisti, istituzioni e visioni. In questo senso, il legame con Milano non è solo storico ma strutturale. Il Salone porta alla città una straordinaria accelerazione internazionale: attiva relazioni, produce contenuti, genera opportunità di incontro tra mercati e culture del progetto. Milano, allo stesso tempo, offre al Salone qualcosa di altrettanto decisivo: un ecosistema unico, fatto di imprese, scuole, showroom, istituzioni culturali e una comunità creativa capace di rendere il design parte integrante del tessuto urbano. È questa reciprocità a spiegare il successo della Design Week e la sua capacità di attrarre ogni anno una comunità globale. Oggi il nostro impegno è rafforzare questa piattaforma. In uno scenario internazionale segnato da profonde trasformazioni, il Salone vuole essere sempre più uno spazio di orientamento per le imprese: un luogo in cui leggere i cambiamenti, costruire nuove traiettorie di crescita e alimentare il dialogo tra industria, ricerca e cultura del progetto. Per questo stiamo lavorando su nuovi territori progettuali, come il contract, e su piattaforme curatoriali come Salone Raritas, che ampliano il campo d’azione del design e ne valorizzano le dimensioni più sperimentali e culturali. Allo stesso tempo continuiamo a investire nella dimensione culturale e nei giovani talenti, perché il design oggi non è solo prodotto: è pensiero, metodo e capacità di interpretare la complessità del presente. La sfida, guardando al futuro, è duplice: da un lato continuare a interpretare la complessità dei mercati globali, offrendo alle imprese una piattaforma capace di orientare, connettere e generare nuove opportunità. Dall’altro crescere mantenendo alta la qualità: migliorare l’esperienza per espositori e visitatori, rafforzare l’internazionalizzazione e rendere sempre più accessibile e leggibile la ricchezza di questo ecosistema.






