La città si riempie di allestimenti spettacolari e di persone, i prezzi degli alberghi diventano proibitivi, i taxi introvabili. È l’effetto Milano Design Week, le cui ricadute – sia positive sia negative – sono ben note. Ma quali sono i motivi di questo successo? Quali gli ambiti di possibile miglioramento, le sfide per il presente e per il futuro? Lo abbiamo chiesto a tre personaggi chiave di questo macro-evento.
Alessia Cappello
Comune di Milano, Assessore allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro
Milano è la capitale della creatività e del design globale. Oltre ad avere un riconosciuto patrimonio di cultura e di storia artigianale e industriale maturati nel tempo, ha saputo rinnovarsi costantemente e affrontare le diverse sfide che si sono poste, costruendo una realtà e una reputazione solide e indiscusse. L’indotto e i flussi generati ogni anno dalla Design week, ne fanno un crocevia internazionale strategico di incontri, contatti e relazioni e il punto di riferimento per gli altri calendari e appuntamenti del settore, sia per gli stakeholder che per i tanti visitatori. La città diventa infatti in un grande palcoscenico diffuso, che unisce all’esposizione commerciale e artigianale, la sperimentazione artistica, catalizza investimenti ed eventi, accoglie addetti ai lavori, cittadini e turisti. L’insieme di eventi, installazioni e mostre in ogni quartiere coinvolto nella kermesse urbana, apporta ogni anno un contributo rilevante, trasformando luoghi storici, spazi industriali dismessi e landmark iconici e sono certa che, anche per questa edizione, saranno tanti gli spunti e le proposte che nasceranno. Tutta questa energia diffusa crediamo fortemente che debba essere lasciata fluire, ma anche, al contempo, governata da una regia pubblica, che sappia coniugare qualità dell’offerta, proposta culturale e attrattività dei molteplici eventi nei vari contesti. La MDW è da anni, infatti, una leva fondamentale per l’economia cittadina e italiana e oggi possiamo affermare che, anche grazie al suo format unico, reso possibile da un ecosistema alimentato da prestigiose istituzioni accademiche, una rete di imprese dinamiche e tante sinergie tra realtà culturali, associazioni ed enti, non si esaurisce in quei giorni, ma contribuisce a fare di Milano quell’hub permanente di sperimentazione e sviluppo, che attrae talenti e idee, anche al di fuori delle Design week. Speriamo che anche quest’anno, nonostante la drammatica crisi geopolitica in corso, possa continuare ad accogliere i portatori d’interesse di tutta la filiera e i tanti appassionati e possa rappresentare un momento di incontro, di dialogo e di riflessione collettiva.






