Ci sono stagioni in cui il design sembra correre più veloce della realtà. E altre in cui è la realtà a imporre una pausa, una riflessione, un cambio di passo. Oggi viviamo entrambe le condizioni, simultaneamente. Da un lato, assistiamo a una crescita che potremmo definire espansiva: il design esce dai suoi confini tradizionali e diventa linguaggio totale. Non più solo prodotto, non più solo interior, ma esperienza completa. Le branded residences, gli edifici interamente firmati, i monobrand nel mondo che raccontano storie delle aziende sempre più intime, i quartieri progettati come ecosistemi coerenti raccontano una nuova ambizione: costruire identità attraverso lo spazio. Il design diventa infrastruttura culturale prima ancora che estetica.

Dall’altro lato, il contesto globale introduce elementi di incertezza che non possono essere ignorati. I conflitti in corso, le tensioni geopolitiche, gli equilibri economici entrano in discussione e ridefiniscono priorità e mercati. Ogni progetto si confronta con una domanda più cauta, con filiere da ricalibrare, con un’idea di sostenibilità che non è più solo dichiarazione, ma necessità concreta. È in questo equilibrio instabile che il design contemporaneo trova la sua direzione: tra visione e responsabilità. Guardando a questi scenari, i quasi vent’anni di IFDM assumono un significato particolare. Non solo come traguardo temporale, ma come testimonianza di un percorso che ha saputo osservare, interpretare e raccontare tutte queste trasformazioni. Dall’intuizione iniziale di dare voce a un settore, fino alla costruzione di una piattaforma editoriale capace di attraversare linguaggi e mercati. E a celebrarli anche quest’anno in Grand Cru del Design.
Un punto di osservazione che guida il progetto di quest’anno – Leaning on light, photography and typography to underline The Design Cru. Un dialogo diretto tra la luce e il prodotto, mettendo in scena ogni protagonista delle collezioni di quest’anno. Abbiamo adottato una sorgente luminosa di design, dal nome “Secret Safari” – color brand del progetto 2026, nonchè il Colore dell’anno di PPG Industries Coatings. Se il design oggi tende al “totale”, anche il racconto deve farsi più ampio, più consapevole, più connesso. È forse questa la continuità più autentica: mantenere lo sguardo aperto, curioso, pronto a riconoscere ciò che cambia senza perdere il senso di ciò che resta. È iniziato ufficialmente il Capodanno 2026 del Design, per la tutta nostra comunità.





