Tra visione e struttura: Erika Martino & Luca Mazza

In un dialogo che spazia tra filosofia, pragmatismo e contesto, IFDM incontra Erika Martino e Luca Mazza, due voci che stanno plasmando l'identità in evoluzione di HMA Living by Al Shamsi in Medio Oriente. Ciò che emerge non è una divisione dei ruoli, ma uno scambio costante, dove le idee vengono sviluppate, messe alla prova e realizzate insieme

Erika Martino & Luca Mazza
Erika Martino & Luca Mazza

Erika Martino, Sales Director di HMA Living, porta struttura, strategia e una profonda comprensione delle dinamiche di mercato. Il suo ruolo ancora i progetti alla realtà, assicurando che l’ambizione creativa si traduca in esecuzione, tempistiche e coerenza. Al suo fianco, Luca Mazza, Design Director e Head of the Lighting Division, approccia lo spazio attraverso la narrazione e l’atmosfera, dove la luce diventa un linguaggio centrale che plasma l’esperienza. Eppure, il loro lavoro non è definito da una separazione. Opera attraverso un dialogo continuo. La visione concettuale di Mazza è arricchita da un’acuta consapevolezza dell’esecuzione, mentre la direzione strategica di Martino si confronta attivamente con il pensiero creativo, spingendolo oltre. La loro collaborazione è dinamica e reciproca, costruita su una profonda comprensione dei rispettivi punti di forza e su un impegno condiviso nel realizzare pienamente le idee.

LŪNA collection by Turri, design Killa design for HMA Living
LŪNA collection by Turri, design Killa design for HMA Living

In HMA Living, questo scambio si estende oltre loro due, fino a un ecosistema più ampio. L’azienda ha rapidamente ampliato il proprio portfolio, integrando molteplici brand e discipline in un’offerta coesa. Qui, il design italiano non è trattato come un prodotto da esportazione, ma come un linguaggio vivo, che si adatta al contesto di Dubai senza perdere la propria identità. Ciò che definisce il loro approccio è l’equilibrio, non tra opposti, ma tra forze che si alimentano a vicenda. Visione ed esecuzione, concetto e realtà, creatività e precisione si muovono in parallelo. Il risultato è una filosofia progettuale che non viene imposta, ma svelata, plasmata dalla collaborazione e radicata tanto nell’immaginazione quanto nell’azione.

Frame by Modulnova
Frame by Modulnova

Quando si parla di Made in Italy oggi, cosa significa davvero, al di là di artigianalità e tradizione?
Oggi il Made in Italy non è solo artigianalità o tradizione. È una questione di attitudine. È gusto, eleganza e una certa *joie de vivre* che si traducono negli spazi. È il coraggio di evitare stili predefiniti per plasmare invece ambienti che riflettano la personalità di chi li abita. Uno spazio ben progettato diventa un’estensione dell’identità, un’espressione viva dello stile di vita.

Come si preserva l’autenticità lavorando in un contesto così diverso come Dubai?
Se l’autenticità è davvero parte del tuo DNA, non scompare. Viaggia con te. Dubai a volte può apparire estremamente curata, quasi artificiale. Ma quando vai oltre la superficie, scopri un luogo costruito su fondamenta solide e autentiche. Il ruolo del design è connettersi a quello strato più profondo e rispondervi con onestà.

Vedete il design italiano come qualcosa da esportare o come qualcosa che deve evolversi a seconda di dove arriva?
Il design italiano deve preservare il suo DNA. Altrimenti, rischia di perdere la ragione per cui è apprezzato a livello globale. Ciò che deve evolversi non è l’identità del prodotto, ma l’approccio. In un ambiente frenetico e competitivo come Dubai, la flessibilità e la capacità di ascolto sono essenziali. Adattarsi al mercato non significa compromettere l’integrità del design, ma capire come renderlo rilevante.

Erika Martino
Erika Martino
Luca Mazza
Luca Mazza

In che modo Dubai ha messo alla prova o rimodellato il vostro approccio al design?
Venendo da un background radicato nel design d’avanguardia, nella sperimentazione e in finiture innovative, Dubai inizialmente presenta un paradosso. È una città piena di energia e progresso tecnologico, eppure gli interni tendono spesso a un’estetica più neutra e sobria. Allo stesso tempo, è un crocevia di culture. Questa diversità introduce un dialogo costante, spingendo i designer ad ampliare il proprio linguaggio pur rimanendo coerenti.

Quali sono le maggiori differenze tra progettare per l’Italia e per il Medio Oriente?
In Italia, il design è spesso plasmato dalla storia, da stratificazioni e da una forte identità stilistica. In Medio Oriente, in particolare a Dubai, l’approccio è più fluido e contestuale. C’è una maggiore enfasi sulla personalizzazione, sull’equilibrio e sulla sensibilità culturale. Il passaggio è dall’esprimere una visione progettuale all’interpretare e tradurre l’identità del cliente.

I clienti a Dubai approcciano il design in modo emotivo, culturale o più come una dichiarazione di stile di vita?
A Dubai, tutte queste dimensioni coesistono. La città riunisce culture diverse, ognuna con la propria relazione con lo spazio. In alcuni casi, la casa è profondamente privata, mentre la vita sociale si svolge in aree dedicate. Questo contrasto evidenzia che non esiste un approccio unico. Progettare qui richiede flessibilità e la capacità di adattarsi alla prospettiva culturale e personale di ogni cliente.

Philia by Roda, design Rodolfo Dordoni
Philia by Roda, design Rodolfo Dordoni
LŪNA collection by Turri, design Killa design for HMA Living
LŪNA collection by Turri, design Killa design for HMA Living

Come vedete l’evoluzione della luce da elemento funzionale a elemento emotivo?
La luce nasce come qualcosa di funzionale. Ci permette di vedere e orientarci in uno spazio. Ma si evolve in qualcosa di esperienziale. Plasma la percezione, influenza come ci sentiamo e interagisce con il corpo. Con il progresso tecnologico e l’intelligenza artificiale, la luce diventa dinamica. Si adatta, risponde e cambia nel tempo. Non è più qualcosa che si accende. È qualcosa con cui si entra in relazione.

Nel vostro lavoro, che ruolo gioca la luce nel plasmare l’identità di uno spazio?
La luce non è un elemento aggiuntivo. È ciò che permette a tutto il resto di esistere. Opera al di là del visivo, creando ritmo, gerarchia ed emozione. Connette gli elementi, plasma la percezione e definisce come uno spazio viene vissuto a un livello più profondo. La stessa architettura può generare esperienze completamente diverse a seconda di come viene utilizzata la luce.

Moon by Davide Groppi
Moon by Davide Groppi