Nel mondo del tessuto

Progettisti e imprenditori – da Gamfratesi a Paola Lenti – ci guidano attraverso le tendenze e le innovazioni che ridefiniscono il ruolo del tessuto negli spazi abitativi

LEISURE by Sørensen Leather x GamFratesi - Photo © Jesper Johansen
LEISURE by Sørensen Leather x GamFratesi - Photo © Jesper Johansen

Mentre l’attenzione del mondo del design si prepara per Proposte, la fiera internazionale del tessuto d’arredamento e del tendaggio, in programma dal 5 al 7 maggio a Villa Erba a Como, emerge con forza un tema cruciale: il rivestimento tessile, da semplice complemento, si è trasformato in un vero e proprio linguaggio progettuale, un elemento capace di definire l’identità degli spazi, di raccontare storie e di guidare le scelte estetiche e funzionali. Gli ambienti domestici si sono trasformati negli ultimi anni in spazi multifunzionali, riflettendo la crescente esigenza di personalizzazione e di ambienti che siano non solo funzionali, ma anche accoglienti, personali e ricchi di significato. In questo scenario in continua evoluzione, il tessile d’arredo assume un ruolo da protagonista indiscusso. Il tessuto è oggi percepito come una componente essenziale che influenza profondamente la percezione sensoriale, il comfort acustico, la temperatura e persino il benessere psicologico degli occupanti. La sua intrinseca capacità di modulare la luce, di assorbire i suoni, di offrire una superficie tattile e visivamente ricca lo rende uno strumento potente e versatile nelle mani di architetti e designer.

Ma come sta evolvendo questo settore? Quali sono le sfide che gli imprenditori e i progettisti devono affrontare? E quali le opportunità che si aprono in un mercato sempre più attento alla sostenibilità, alla personalizzazione e alla qualità intrinseca dei materiali? Per rispondere a queste domande e tracciare un quadro aggiornato del mondo del rivestimento tessile, abbiamo interpellato un gruppo di progettisti e imprenditori – da Piero Lissoni a Ludovica Serafini e Roberto Palomba, da Paola Lenti a Vanin e GamFratesi. Le loro riflessioni ci guidano attraverso le tendenze attuali, le innovazioni tecnologiche e le visioni future, svelando come il tessuto stia plasmando il design contemporaneo e ridefinendo il nostro rapporto con gli spazi che abitiamo.

Roberto Palomba & Ludovica Serafini
Roberto Palomba & Ludovica Serafini
Piero Lissoni - Photo © Veronica Gaido
Piero Lissoni – Photo © Veronica Gaido

Il tessile come linguaggio espressivo: varietà, tatto e identità
La varietà nell’assortimento di tessuti – in termini di colori, texture e pattern – è unanimemente riconosciuta come cruciale, non solo per rispondere alle esigenze del mercato, ma come vero e proprio strumento progettuale. Al di là del colore, la ‘mano’ e la texture del tessuto emergono come elementi centrali, capaci di generare emozioni e definire il carattere di un prodotto. Ludovica Serafini e Roberto Palomba dello studio Palomba Serafini Associati descrivono il tessuto come “la ‘pelle viva’ del prodotto, è ciò che viene subito dopo la forma e che resta comunque fondamentale. È la parte con cui entriamo in contatto non solo visivamente, ma anche dal punto di vista tattile con il prodotto.” Questa dimensione tattile è essenziale anche per Piero Lissoni, che spesso sceglie “tessuti con trame materiche, capaci di dare profondità e carattere al prodotto, dove la struttura del tessuto diventa parte dell’estetica.” La ricerca di tridimensionalità è un trend forte: GamFratesi è attratto da “tessuti che hanno una presenza materica forte ma allo stesso tempo elegante: bouclé, lane strutturate, jacquard o tessuti con una tessitura leggermente irregolare.”

L’evoluzione del tessile: tra innovazione, tradizione e performance
Il settore tessile è in costante fermento, bilanciando l’innovazione tecnologica con un recupero consapevole di saperi antichi, spesso spinto dalla necessità di performance sempre più elevate. L’approccio alla selezione e allo sviluppo dei tessuti è profondamente cambiato negli ultimi anni. Paola Lenti adotta un modello unico, sviluppando e producendo internamente i propri tessuti: “Dei filati non sviluppati ad hoc spesso non se ne conosce l’origine… Di quanto invece ci siamo occupati direttamente… conosciamo le origini e ogni passaggio di lavorazione.” Questo controllo totale permette di “migliorare le prestazioni e per valutare e intervenire sull’impatto ambientale e sociale.” La sua azienda è un esempio di come l’alta performance, necessaria per le collezioni outdoor e per progetti navali e contract, possa coesistere con la responsabilità sociale. Piero Lissoni evidenzia come “le tecniche di tessitura stanno evolvendo, permettendo di ottenere tessuti più performanti e resistenti senza rinunciare alla qualità estetica e tattile.” Questa evoluzione non riguarda solo la tecnologia, ma anche la reinterpretazione di materiali tradizionali. GamFratesi nota come “oggi vediamo tessuti che combinano fibre naturali con tecniche di tessitura avanzate, ottenendo risultati interessanti in termini di resistenza e profondità visiva.” La sfida è integrare queste performance senza compromettere l’estetica e il comfort.

GamFratesi
GamFratesi
LEISURE by Sorensen Leather x GamFratesi - Photo © Jesper Johansen
LEISURE by Sørensen Leather x GamFratesi – Photo © Jesper Johansen

La sostenibilità: un Imperativo etico e progettuale
La sostenibilità è diventata un criterio imprescindibile e non negoziabile nella selezione e nello sviluppo dei tessuti, trasformandosi da tendenza a responsabilità etica e progettuale. Piero Lissoni sottolinea che oggi c’è un’attenzione maggiore verso fibre naturali o verso processi produttivi più responsabili. Per Ludovica Serafini e Roberto Palomba, si tratta di una scelta proattiva, che lo srudio ha progressivamente condiviso e promosso anche con le aziende con cui collabora. L’uso di fibre riciclate, anche per l’outdoor con materiali provenienti dagli oceani, e la tracciabilità sono fondamentali. “La tracciabilità”, continuan i Palomba, “garantisce l’effettiva natura riciclata dei tessuti e rappresenta un valore fondamentale sia per l’utente finale sia all’interno del più ampio processo progettuale in chiave ecologica.” Paola Lenti ribadisce una convinzione etica radicata: “Da sempre – non per moda ma per una convinzione precisa che sta alla base della nostra etica progettuale – per noi è fondamentale contenere lo spreco di risorse, selezionando materie prime riciclabili, ottimizzate e lavorate attraverso processi privi di sostanze chimiche potenzialmente pericolose.” Anche per GamFratesi, “la sostenibilità è diventata una parte fondamentale del processo progettuale. Non è solo una richiesta del mercato, ma anche una responsabilità che sentiamo come designer.” Riguardo al poliestere, spesso percepito negativamente, GamFratesi osserva che “il poliestere riciclato rappresenta una soluzione interessante, soprattutto quando permette di ridurre l’impatto ambientale mantenendo buone prestazioni, suggerendo una valutazione contestuale del materiale.

Il tessile nel progetto: equilibrio, sperimentazione e visioni future
La scelta dei tessuti non è mai un atto isolato, ma si inserisce in un processo progettuale più ampio, dove l’equilibrio tra rigore e sperimentazione è la chiave. Vanin afferma che “la scelta dei tessuti deve sempre derivare dal concept progettuale. Non è mai decorazione fine a sé stessa: è parte integrante dell’architettura dello spazio.” La sperimentazione è possibile, ma “controllata. Può emergere in un accento, in un dettaglio, in un contrasto mirato.” GamFratesi evidenzia come il tessuto, pur arrivando spesso in una fase successiva, “diventa parte del suo completamento. Quando sviluppiamo un prodotto cerchiamo di capire quale tipo di superficie possa amplificarne il carattere.” L’approccio di Piero Lissoni si muove verso un “linguaggio misurato, dove il segno c’è ma non è mai troppo insistito,” con una “essenzialità che riguarda sia la forma sia i materiali.” Guardando al futuro, le previsioni convergono su una combinazione sempre più stretta tra sostenibilità, innovazione tecnica e qualità estetica, con una forte enfasi sulla dimensione sensoriale: la capacità di creare comfort, profondità e atmosfera negli spazi.” La curiosità e la ricerca costante, come sottolinea Paola Lenti, continueranno a guidare il settore, spingendo i materiali a “dirci ancora molto” nel futuro.

Paola Lenti - Photo © Maurizio Natta, courtesy Paola Lenti srl
Paola Lenti – Photo © Maurizio Natta, courtesy Paola Lenti srl
Metamorfosi by Paola Lenti
Metamorfosi by Paola Lenti

In sintesi, il mondo del rivestimento tessile è in fermento. Non si tratta più solo di scegliere un colore o un pattern, ma di selezionare materiali che raccontano una storia, che rispettano l’ambiente, che offrono prestazioni elevate e che, soprattutto, creano un legame profondo e tattile con chi abita gli spazi. Un approccio che, come dimostrano le voci raccolte, è sempre più al centro della progettazione contemporanea, ridefinendo il ruolo del tessuto da semplice rivestimento a componente essenziale dell’identità e dell’esperienza abitativa.