DATA SHEET
Shipyard: Gruppo Azimut|Benetti
Exterior design: Alberto Mancini
Interior design: m2atelier
Building material: GRP + Carbon fibre
LOA: 28,22 m
Beam max: 7,98
Engines: 2 x 2400 hp MTU/2 x 2600 hp MTU
Max speed: up to 23/25 kn
Cruising speed: up to 19/20 kn
Cabins: 5/6 + 4 crew
Photo credits: courtesy of Azimut
“Un superyacht non solo in cui vivere, ma da sentire”. È l’incipit di Federico Lantero, Responsabile Product Design di Azimut, che introduce il nuovo Grande Trideck, nato per incarnare lo stile di totale libertà e spontaneità di una nuova generazione di armatori, scevra da forzature di forma e più incline a una interpretazione emotiva e istintiva della vita in mare. Una espressione emozionale che si concretizza nel progetto di Alberto Mancini, autore degli esterni dall’estetica slanciata e scultorea, e del duo m2atelier, che sono riusciti a sviluppare per gli interni quel linguaggio di design integrale radicato nel dna del brand.
«Ciò che volevamo ottenere con m2atelier» – prosegue Lantero – «era una visione d’interni in cui ogni elemento è concepito per creare una risonanza emotiva. Non si tratta solo di eleganza, ma di creare un’atmosfera che si evolve con chi la vive, offrendo una calma invitante abbinata a una sofisticatezza decisa. Dal modo in cui i materiali rispondono alla luce alla chiarezza degli spazi e al design studiato nei minimi dettagli, ridefinendo il modo in cui il movimento scorre all’interno dello yacht».
Il saper fare di maestranze artigianali specializzate è stato determinante nel dialogare con quell’elemento che più di tutti guida la percezione e rivela la profondità: la luce. Così, in tutto lo yacht si dispiega una coreografia di geometrie stratificate e prospettive mutevoli, dando vita a un’architettura caleidoscopica: dal meticoloso allineamento delle venature del legno al gioco di chiaroscuri. Il variare dell’intensità luminosa, secondo i momenti della giornata, rivela le texture dei materiali, scolpisce letteralmente gli spazi e diventa elemento architetturale.
«È il filo invisibile che collega ogni ambiente, accentuando la fluidità del layout e conferendo a ogni area un’atmosfera distinta», confermano Marijana Radovic e Marco Bonelli, co-fondatori di m2atelier. Un effetto dinamico pervade dunque l’intero yacht, leggibile quasi in un unico sguardo – dal salone principale alla suite armatoriale e persino al mare. Un’esperienza di estrema apertura che, però, non sacrifica mai l’intimità. La stessa suite armatoriale diventa un insieme di trasparenze stratificate, dove vetrate e partizioni verticali allungano l’orizzonte visivo. Anche la vita all’aria aperta raggiunge nuovi livelli di comfort e creatività. Il ponte di prua ospita una piscina incassata con chaise longue integrata e uno schienale prendisole girevole. E lo Sky Lounge diventa un rifugio pronto a trasformarsi secondo i ritmi dell’armatore, diventando salotto informale, sala multimediale o sala da pranzo.








