DATA SHEET
Commissioned by the Royal Commission for AlUla’s (RCU)
Architecture and master planning: Shahira Fahmy
Photos: Nour El Refai
Torna a essere un rifugio ristoratore nell’arido paesaggio desertico del Wadi Al-Qura, in Arabia Saudita, la Città Vecchia di AlUla, storica oasi abitata per oltre 800 anni. Un fitto labirinto di case in mattoni di fango, centinaia di stradine e vicoli coperti, riconosciuto dall’UNESCO e da altri organismi internazionali per la sua importanza globale, che riprende vita attraverso un progetto di rigenerazione culturale ed economica, in linea con la Vision 2030 del Regno dell’Arabia Saudita.
Progetto pilota dell’intera operazione è il Dar Tantora The House Hotel, con il restauro e la riqualificazione della Zona 1 e la trasformazione delle rovine in ecolodge-boutique hotel, che ha visto la concertazione tra architetti del patrimonio, ingegneri, archeologi, specialisti e la principale guida di Shahira Fahmy Architects per la progettazione e l’implementazione. Tutto in piena e rigorosa aderenza agli obiettivi di ripristino socio economico, dando lavoro ad artigiani e aziende locali, e di conservazione del patrimonio storico.
Un approccio totalmente vernacolare ha infatti voluto il recupero di antiche tecniche di costruzione, ombreggiamento e raffreddamento. Con l’utilizzo di mattoni di fango – un mix di argilla, sabbia e paglia, noto per le sue proprietà isolanti naturali -, foglie di palma per i tetti, legno di tamerice per elementi strutturali come travi e stipiti, arenaria locale per i pavimenti. Materiali tradizionali che regolano naturalmente la temperatura, riducendo la dipendenza dai sistemi di raffreddamento artificiali, presenti comunque, insieme agli impianti idraulico ed elettrico, ma integrati con discrezione e impatto minimo sugli edifici originali.
E anche il sistema di irrigazione qanat, una rete di canali sotterranei, è stato riabilitato per trasportare le acque sotterranee dalle falde acquifere alla superficie per gravità. Le strette vie originali e gli spazi interconnessi, preservati, garantiscono la disposizione spaziale dell’hotel, che si estende su una superficie totale di circa 11.000 metri quadrati e dispone di 30 camere e suite rivestite in terra, una piscina a sfioro, una palestra, uno studio di yoga e meditazione, una spa, un ristorante, una cigar lounge, una caffetteria.
Ciascuna unità è stata attentamente studiata con elementi architettonici originali, come le pareti decorate con motivi geometrici e floreali o le serrature delle porte. E con pezzi di artigianato locale – dai tappeti e cuscini ai cesti di vimini e agli arazzi – determinanti nel processo di restauro e fondamentali per un’estetica autentica. Un’illuminazione fornita prevalentemente da candele, con l’integrazione di una fornitura minima di elettricità, consente di immergersi in una dimensione speciale, lasciando che il passato sussurri la sua storia.








