Casa Sa Farola, Minorca, Spain - Photo © Maria Algara Photography
Casa Sa Farola, Minorca, Spain - Photo © Maria Algara Photography
DATA SHEET

Architecture and interior design: Carme Carretero
Furnishings and lighting: selected handmade and vintage pieces; on design by the architect; Let’s Pause
Photos: Maria Algara Photography

La simmetria e l’ordine del giardino con piscina da cui si accede alla casa, suddiviso in due parti da murature bianche e basse, la simmetria e la serenità della facciata principale, con quattro autorevoli colonne e un ampio portico sovrastato dal timpano invitano a entrare, anche se a poca distanza la vista sul mare della baia di Sa Farola, vicino al porto di Ciutadela, attira lo sguardo e il passo. 

La casa, che prende il nome proprio dalla posizione sulla costa, è una dimora ottocentesca trasformata dall’architetto minorchino Carme Carretero in una residenza di classica bellezza e carattere contemporaneo. Classica e originaria resta la composizione esterna, bianca e nobile, nonostante un complesso intervento strutturale che ha trasformato il livello interrato in un piano terra aperto sul perimetro e sul giardino posteriore da grandi porte-finestre. 

Un ampliamento che ha creato spazi interni di maggiore dimensione e grande luminosità. La mediterranea luce naturale è uno degli elementi fondanti del carattere contemporaneo della rivisitazione funzionale e spaziale voluta dalla proprietà e dall’architetto. Al primo piano un vasto open space accoglie senza soluzione di continuità le aree dedicate alla cucina, al massiccio tavolo per il pranzo e alla zona living. Sottolineano l’ampiezza del volume il grande tondo con i due angeli (custodi del luogo) posto sulla parete sotto il colmo del tetto, un lunghissimo bancone in muratura e due altissime librerie, realizzate su disegno con legno di melis riciclato. 

L’uso (e il riuso) di materiali locali di alta qualità è un altro segno di contemporaneità e al contempo di attenzione al contesto storico e geografico dell’isola: la pietra marés, il legno di olivastro o di oleandro, la ceramica, a cui si aggiungono le pareti candide, i toni del verde tipici minorchini, i bagni e gli armadi in muratura, le linee curve e organiche, la fusione fra artigianato e design degli arredi, in particolare le lampade di Let’s Pause.

Come racconta Carme Carretero, «questi elementi, con la loro autenticità e la loro texture naturale, arricchiscono gli spazi raccontando una storia di radici, tradizione e sostenibilità. Inoltre, aggiungono un contrasto visivo e tattile che valorizza gli interni dominati dal bianco». «Per quanto riguarda la funzionalità», continua l’architetto, «abbiamo scelto di aprire gli spazi e creare una distribuzione moderna che sfruttasse al massimo la luce naturale, garantendo che tutti gli ambienti avessero un accesso diretto all’esterno».