
Dal 2007 il Museo del Design Italiano si rinnova annualmente raccontando i protagonisti, il contesto storico e sociale del design italiano e mettendo in mostra prodotti e persone, aziende e valori. Alla curatela delle varie edizioni si sono succeduti maestri come Andrea Branzi e Alessandro Mendini, con allestimenti progettati da Antonio Citterio, Studio Cerri & Associai, Pierre Charpin, Italo Lupi, solo per citarne alcuni. Inaugurato il 7 febbraio, il nuovo percorso, a cura del direttore del Museo Marco Sammicheli e di Marilia Pederbelli, con progetto di allestimento di Roberto Giusti, si dipana in senso cronologico tra i circa 400 oggetti in mostra, dagli anni Venti ai primi Duemila, raccontando il design italiano come intreccio di idee, innovazioni e relazioni con industria e società. “Un museo pensato come una scuola e come uno spazio sempre più accessibile. Abbiamo inoltre deciso di rendere gratuito l’ingresso per gli studenti di qualsiasi età e di ogni parte del mondo” spiega il Presidente di Triennale Milano Stefano Boeri.
Le cinque installazioni interattive site-specific
Il percorso espositivo è completato da cinque approfondimenti tematici trasversali che, concepiti insieme a Mammafotogramma come vere e proprie installazioni interattive site-specific sono dedicati ai temi: decorazione, riviste di settore, persona, autoprogettazione e leggerezza.


● Decorazione: un arazzo tattile e un tavolo contenente un puzzle 3D per stimolare una libera interazione, a partire da frammenti di decorazione tratti da oggetti, disegni e fotografie conservati nelle collezioni e negli archivi di Triennale.

● Riviste: oltre agli esempi di magazine italiani e internazionali, una video animazione illustra, attraverso diverse tecniche cinematografiche, le principali caratteristiche di una pubblicazione.

● Persona: sezione riferita a progetti moda e accessori, il cui impianto ludico ricorda “Gira la Moda”, gioco degli anni Ottanta utilizzato per creare disegni di modelli. Sui tre monitor sovrapposti è possibile far scorrere immagini come in una slot machine.

● Autoprogettazione: per questa installazione è stato sviluppato un algoritmo in grado di attivare un processo generativo che compone arredi sulla base di una serie di dati reali.

● Leggerezza: rappresentata dalla sedia Superleggera di Gio Ponti, scelta come paradigma di questo tema, invita il pubblico a sperimentare il significato del “progettare la leggerezza”.
Le nuove acquisizioni
Il percorso evidenzia l’implementazione della collezione, che fra le nuove opere acquisite annovera quelle di maestri come Ettore Sottsass, Carlo Mollino, Piero Bottoni, Antonia Campi, Tomás Maldonado, professionisti contemporanei come Antonio Citterio, Patricia Urquiola, Andrea Vallicelli, Ron Arad, Nathalie Du Pasquier, Naoto Fukasawa, Piero Lissoni, Jasper Morrison, Marc Newson, Fabio Novembre. Ci sono anche gli oggetti di Monica Bolzoni, Carla Crosta, Cinzia Ruggeri e l’archivio di Giusi Ferrè, oltre all’illustrazione e alla grafica di Giorgio Forattini, Saul Steinberg, Armando Testa. In occasione del nuovo percorso allestitivo, Triennale Milano ha realizzato un’edizione dell’Album Junior del Museo del Design Italiano, dedicato ai bambini e alle loro famiglie, che offre un contenuto video in LIS (lingua dei segni italiana), un breve glossario di termini illustrati in LIS e un audio descrizione.
Photo credits: Andrea & Filippo Tagliabue – FTfoto, courtesy of Triennale Milano





