Oslo in otto architetture

Un percorso attraverso musei, biblioteche e spazi performativi che racconta l’animo dell’architettura culturale norvegese contemporanea. Progetti iconici che sanno creare una connessione tra contesto, paesaggio e cittadinanza

estudioHerreros, New Munch Museum - Photo © Einar Aslaksen, courtesy estudioHerreros
estudioHerreros, New Munch Museum - Photo © Einar Aslaksen, courtesy estudioHerreros

A Oslo, l’architettura culturale è da tempo uno strumento attraverso cui leggere il rapporto tra spazio pubblico, paesaggio e identità collettiva. Musei, biblioteche e luoghi per la produzione artistica non si limitano a ospitare funzioni culturali, ma contribuiscono a costruire un’immagine della città fondata sull’apertura, sull’accessibilità e su una relazione attenta con il contesto naturale e urbano. Abbiamo selezionato una serie di edifici culturali moderni e contemporanei che testimoniano come, nell’architettura norvegese, il rapporto con le condizioni ambientali, i materiali locali e la qualità della luce continui a costituire un principio progettuale attivo. Nel passaggio alla contemporaneità, questa attitudine trova in Sverre Fehn una figura cardine. Gli otto casi studio restituiscono così un panorama articolato, in cui l’architettura culturale continua a essere un terreno di sperimentazione e di confronto critico con la città.

Snøhetta, Norwegian National Opera and Ballet - Photo © Helge Skodvin, courtesy Snøhetta
Snøhetta, Norwegian National Opera and Ballet – Photo © Helge Skodvin, courtesy Snøhetta

Snøhetta, Norwegian National Opera and Ballet
Progettata da Snøhetta, la Norwegian National Opera and Ballet si inserisce nel waterfront di Bjørvika come un paesaggio artificiale, più che come un edificio isolato. Il tetto inclinato e percorribile scende fino al fiordo, trasformando l’opera in una grande piazza pubblica. Le ampie superfici vetrate rendono visibili i processi interni, aprendo l’istituzione alla città.

Snøhetta, Skimuseet - Photo © Thomas Ekström, courtesy Snøhetta
Snøhetta, Skimuseet – Photo © Thomas Ekström, courtesy Snøhetta

Snøhetta, Skimuseet
Nel progetto dello Skimuseet a Holmenkollen, Snøhetta spinge ulteriormente quella stessa idea di architettura come superficie abitabile e dispositivo paesaggistico. Il museo si sviluppa in gran parte sotto il livello del suolo, lasciando emergere solo ciò che è necessario e trasformando il terreno in copertura. Come per l’Opera, l’edificio non si impone come oggetto, ma ridefinisce il modo di attraversare e leggere il paesaggio.

Kleihues + Schuwerk, The National Museum of Art, Architecture and Design - Photo © Iwan Baan, courtesy Kleihues + Schuwerk
Kleihues + Schuwerk, The National Museum of Art, Architecture and Design – Photo © Iwan Baan, courtesy Kleihues + Schuwerk

Kleihues + Schuwerk, The National Museum of Art, Architecture and Design
Progettato da Kleihues + Schuwerk, il National Museum of Norway si presenta come un’architettura compatta e misurata, in cui monumentalità e controllo formale dialogano con il contesto urbano di Oslo. L’edificio lavora sulla materia e sulla luce come principi progettuali, articolando una sequenza di spazi interni pensati per accompagnare il visitatore e mettere in relazione le diverse collezioni all’interno di un unico organismo culturale.

BIG, The Twist Museum - Photo © Laurian Ghinitoiu, courtesy BIG
BIG, The Twist Museum – Photo © Laurian Ghinitoiu, courtesy BIG

BIG, The Twist Museum
The Twist Museum di BIG nasce come un gesto architettonico che mette in relazione edificio e paesaggio, trasformando un attraversamento sul fiume in un’esperienza spaziale continua. La torsione del volume non è solo formale, ma risponde alle diverse condizioni del sito, aprendo viste mutevoli sulla valle e sulla natura circostante. Il museo diventa così un dispositivo che media tra architettura, infrastruttura e territorio.

estudioHerreros, New Munch Museum - Photo © Einar Aslaksen, courtesy estudioHerreros
estudioHerreros, New Munch Museum – Photo © Einar Aslaksen, courtesy estudioHerreros
A-works | architecture + art, Black Box Theater - Photo © Mattias F. Josefsson, courtesy A-works | architecture + art
A-works | architecture + art, Black Box Theater – Photo © Mattias F. Josefsson, courtesy A-works | architecture + art

estudioHerreros, New Munch Museum
Il New Munch Museum ridefinisce il rapporto tra istituzione culturale e città attraverso un volume compatto ma articolato, che si apre verso il waterfront di Bjørvika. Nel progetto di estudioHerreros, la massa edilizia è scandita da tagli, terrazze e spazi intermedi che lavorano con la luce naturale e con le viste, trasformando il museo in un organismo urbano aperto e attraversabile.

A-works | architecture + art, Black Box Theater
Il Black Box Theatre Foyer è un piccolo spazio che esprime grande intensità: più che un semplice foyer, è un luogo di transizione e incrocio tra pubblico e performance. Con un uso materico deciso e volumi netti, il progetto crea un’esperienza spaziale intima e dinamica, facendo della soglia – tra dentro e fuori, tra spettatore e scena – l’elemento chiave di una visita che chiude idealmente il nostro percorso attraverso l’architettura culturale di Oslo.

Sverre Fehn, Norwegian Museum of Architecture - Photo © Davide Adamo
Sverre Fehn, Norwegian Museum of Architecture – Photo © Davide Adamo

Sverre Fehn, Norwegian Museum of Architecture
Al Norwegian Museum of Architecture, il maestro dell’architettura norvegese Sverre Fehn traduce in forma costruita quella relazione profonda tra architettura e ambiente che attraversa la storia norvegese. Il padiglione si inserisce con misura tra alberi e preesistenze, lavorando su luce, percorsi e materiali. Più che esporre l’architettura, il museo la mette in scena come esperienza spaziale e sensibile.

Atelier Oslo + Lund Hagem, Deichman Library - Photo © Einar Aslaksen, courtesy Atelier Oslo + Lund Hagem
Atelier Oslo + Lund Hagem, Deichman Library – Photo © Einar Aslaksen, courtesy Atelier Oslo + Lund Hagem

Atelier Oslo + Lund Hagem, Deichman Library
Gli studi di architettura Atelier Oslo e Lund Hagem interpretano la biblioteca come spazio urbano aperto: un edificio “da esplorare”, che invita a muoversi tra livelli e attività come in un percorso continuo. Il volume si estende in aggetto verso la piazza di Bjørvika, costruendo una soglia coperta e un punto di vista sulla città.