L’arte dell’abitare in mostra a Madrid

IFDM incontra la curatrice di Casa Decor 2026, Alicia García Cabrera, per esplorare la sua visione per l'edizione 2026, che si terrà nella capitale spagnola dal 9 aprile al 24 maggio 2026

Casa Decor 2026 - Photo © Nacho Uribesalazar
Casa Decor 2026 - Photo © Nacho Uribesalazar

Giunta alla sua 61ª edizione, Casa Decor si conferma un evento di riferimento nel design e nell’interior design, un progetto curatoriale che trasforma edifici, quartieri e la città di Madrid. Dal 9 aprile al 24 maggio 2026, si terrà nel cuore dello storico Barrio de Las Letras, all’angolo tra le vie San Agustín e Cervantes, un quartiere intriso di storia e letteratura del Siglo de Oro e vicino al Paseo del Prado (Patrimonio UNESCO con i musei Prado, Reina Sofía, Thyssen-Bornemisza). L’evento è un punto di riferimento per le tendenze e le conversazioni rilevanti nel settore, offrendo un’esperienza immersiva con la partecipazione di numerosi professionisti e brand.

Alicia García Cabrera
Alicia García Cabrera

Casa Decor vanta una ricca storia e un ruolo consolidato come trendsetter. Potrebbe presentarsi brevemente e condividere la sua visione personale per questa 61ª edizione? Quali sono i suoi obiettivi principali per il 2026?
Casa Decor fa parte della mia carriera professionale da molti anni, prima da una prospettiva più operativa e, nel tempo, da un punto di vista strategico e curatoriale. Il mio lavoro si concentra sulla comprensione del design non solo come risultato estetico, ma come processo di riflessione, ricerca e posizionamento, sia per i professionisti che per i brand. Per questa 61ª edizione, la mia visione è quella di rafforzare Casa Decor come spazio di esperienza e consulenza, un vero laboratorio di idee dove si individuano le tendenze, si sperimentano nuovi linguaggi e si generano conversazioni rilevanti per il settore. Nel 2026, vogliamo continuare ad approfondire la qualità dei progetti, la coerenza dei discorsi e la capacità di ogni spazio di raccontare una storia significativa. L’obiettivo è chiaro: offrire un’edizione solida, stimolante e utile, sia per i professionisti che per il pubblico.

Quest’anno, Casa Decor si sposta nel cuore del Barrio de Las Letras, un quartiere intriso di storia e letteratura, ispirato al “Secolo d’Oro” spagnolo. Come pensa che questa location evocativa e il suo contesto storico influenzeranno le narrazioni e le installazioni di design che vedremo?
Il Barrio de Las Letras è un ambiente con un’identità molto potente, intriso di memoria, parole e strati culturali. Non si tratta di fare una lettura letterale del Secolo d’Oro, ma piuttosto di comprenderne lo spirito: creatività, pensiero critico, ricchezza di idee e coesistenza di discipline. Sono convinta che questa location inviterà i partecipanti a lavorare su narrazioni più profonde e concettuali. Vedremo spazi che dialogano con la storia, la letteratura, il tempo e l’emozione, ma sempre da una prospettiva contemporanea. L’edificio e il quartiere fungono da stimoli creativi, come punto di partenza per reinterpretare il presente attraverso il design.

Il testo menziona Casa Decor come un “progetto curatoriale” che trasforma non solo l’edificio, ma anche il quartiere e la città di Madrid. Potrebbe spiegare più in dettaglio questa visione curatoriale per il 2026 e come intende interagire con il più ampio panorama culturale della città?
Casa Decor è, soprattutto, un progetto curatoriale perché ogni edizione implica una selezione consapevole di spazi, professionisti, brand e discorsi. Non si tratta solo di occupare un edificio, ma di attivare un luogo, di generare una narrazione coerente che connetta architettura, interior design, arte, artigianato e innovazione. Nel 2026, questa visione curatoriale è particolarmente rafforzata dal contesto urbano e culturale in cui ci troviamo. La vicinanza al Paseo del Prado e a un polo culturale così importante ci invita a interagire con la città con rispetto e responsabilità. Casa Decor mira a essere un punto d’incontro, uno spazio dove diverse prospettive creative convergono e dove il design è inteso come parte dell’ecosistema culturale di Madrid, non come qualcosa di isolato.

Casa Decor è una vetrina fondamentale per il mercato spagnolo dell’interior design e dell’architettura. In base alle sue osservazioni, quali sono le tendenze o le sfide più significative che stanno attualmente plasmando il settore spagnolo?
Il settore sta vivendo un periodo di grande maturità, ma anche di sfide significative. C’è una chiara evoluzione verso progetti più consapevoli, dove sostenibilità, durabilità e benessere non sono più concetti teorici ma decisioni di design reali. Vedo anche una crescente necessità di differenziazione e autenticità. Brand e professionisti cercano la propria voce, lontano dalle mode passeggere, e questo si riflette in una maggiore attenzione al processo creativo, ai materiali, all’artigianato e a un’innovazione ben compresa. Casa Decor funge da barometro per tutto questo: qui si possono percepire le preoccupazioni del settore, i suoi progressi e anche le sue domande.

L’edizione 2025 ha mostrato una potente innovazione estetica. Quali nuove esperienze o innovazioni possono aspettarsi i visitatori a Casa Decor 2026?
Piuttosto che parlare di una singola tecnologia o innovazione specifica, mi piace pensare a Casa Decor 2026 come a un’esperienza globale. I visitatori troveranno spazi più immersivi, più sensoriali e più connessi al modo in cui viviamo e abitiamo le nostre case oggi. Ci sarà un’attenzione speciale a come il design può migliorare le esperienze quotidiane, dal rapporto con la luce, i materiali e il suono all’integrazione di soluzioni tecnologiche in modo naturale e non invasivo. L’innovazione a Casa Decor non è solo visiva; è concettuale, emotiva e funzionale.

Con 61 edizioni, Casa Decor ha costruito un solido lascito. Come pensa che questa edizione contribuirà a tale lascito e quale messaggio spera che trasmetta?
Credo che questa edizione contribuirà al lascito di Casa Decor rafforzando il suo ruolo di punto di riferimento per il pensiero e i criteri all’interno del settore. Al di là delle tendenze, Casa Decor deve continuare a essere uno spazio dove riflettiamo su come vogliamo vivere, come vogliamo progettare e quali valori vogliamo trasmettere attraverso gli spazi. Il messaggio che vorrei trasmettere è che il design ha un impatto reale sulla nostra vita quotidiana e sulla società, e che quando si basa su coerenza, esperienza e visione a lungo termine, diventa uno strumento di trasformazione. Casa Decor 2026 mira a essere proprio questo: un luogo dove possiamo guardare al futuro con significato e intenzione.

Photo credits: Nacho Uribesalazar