White Out, oltre la neve

Una mostra alla Triennale Milano, organizzata in concomitanza con le Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, guarda al futuro degli sport invernali tra design, architettura e crisi climatica

Skeleton, athlete Akwasi Frimpong of Ghana with his skeleton; suit design Matt Millette, helmet design Peter Pen Art - Photo © Nate Athay, 2024
Skeleton, athlete Akwasi Frimpong of Ghana with his skeleton; suit design Matt Millette, helmet design Peter Pen Art - Photo © Nate Athay, 2024

La mostra “White Out. The Future of Winter Sports” (Triennale Milano, dal 28/01 al 15/03/2026, ingresso gratuito) affronta una domanda cruciale: cosa accade agli sport invernali quando la neve scompare? Inserita nell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, la mostra mette in dialogo design, architettura e tecnologie con gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico.

Il titolo richiama il “whiteout”, fenomeno ottico tipico dell’alta quota in cui cielo e paesaggio innevato si fondono in un bianco indistinto. Una condizione estrema che diventa metafora di un futuro incerto e punto di partenza per una riflessione progettuale. Il percorso espositivo è articolato in sezioni tematiche dedicate alle discipline sportive, agli equipaggiamenti, ai materiali e alle innovazioni tecnologiche, con uno speciale affondo sull’architettura sportiva e sulla sua capacità di adattarsi a scenari ambientali in trasformazione.

La mostra è curata da Konstantin Grcic e Marco Sammicheli, con un allestimento firmato da Konstantin Grcic Design GmbH, e realizzata in collaborazione con la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Non è la prima volta che Grcic intreccia sport e progetto in ambito olimpico: nel 2024 aveva curato “Match – Design & Sport, une histoire tournée vers le futur” al Musée du Luxembourg di Parigi.

In quell’occasione aveva spiegato il suo legame profondo con lo sport: «Si potrebbe dire dire che lo sport è stato il mio primo maestro di design», ha affermato Grcic. «Da bambino ero ossessionato dall’attrezzatura sportiva e studiavo i cataloghi per giorni, settimane, mesi, anni. Credo che questo abbia davvero influenzato il mio diventare designer. Sento di aver imparato moltissimo da questi strumenti, che sono sempre all’avanguardia nello sviluppo tecnologico».

Un approccio che ritorna in White Out, dove lo sport diventa laboratorio avanzato per immaginare nuove soluzioni, capaci di rispondere a un clima che cambia.