Il rilancio di Driade

L’ingresso di Kettal a fianco di NEMO Group segna un nuovo assetto per il futuro di Driade, che scrive così un nuovo capitolo della sua storia in un’ottica di cooperazione creativa

MT3 by Driade, design Ron Arad
MT3 by Driade, design Ron Arad

A un anno dall’acquisizione da parte di NEMO Group, Driade si rinnova ancora una volta annunciando una nuova governance e un nuovo modello imprenditoriale che vede una partnership tra due gruppi di nazionalità diversa ma accomunati da valori e visioni vicine. Da una parte, NEMO Group, che resterà all’interno dell’azienda in qualità di socio di minoranza, e dall’altra l’ingresso di Kettal, che assume la maggioranza del marchio Driade.

Il nuovo assetto dà avvio a una visione Mediterraneo-centrica del design, abbracciando una
macro-regione culturale e produttiva. Kettal (storica azienda spagnola tra i leader globali del settore outdoor) porta con sé il proprio know-how industriale e commerciale, la solidità internazionale e la visione strategica necessaria a rispondere alle sfide del mercato contemporaneo, in affiancamento all’expertise tutta italiana firmata NEMO.

Schizzi di Enzo Mari, 1974
Schizzi di Enzo Mari, 1974
Lou Read by Driade, design Philippe Stark - Photo © Simon Menges
Lou Read by Driade, design Philippe Stark

L’obiettivo è il rilancio innovativo di un marchio iconico quale è Driade (fondato nel 1968 dalla famiglia Astori) che riparte così dalle proprie radici, dal pensiero eclettico e visionario che ha definito l’identità del marchio fin dalle origini. Su questa scia anche la sede dell’azienda resterà in Italia, a conferma della volontà di mantenere il legame con il territorio e con il suo patrimonio di competenze artigianali.

Sof Sof by Driade, design Enzo Mari - Photo © Simon Menges
Sof Sof by Driade, design Enzo Mari

«Con questo nuovo corso intendiamo riscoprire il DNA di Driade, proiettandolo nel futuro
attraverso una visione internazionale e condivisa – dichiara Alex Alorda, CEO di Kettal – Non si tratta di una semplice acquisizione, ma di una collaborazione autentica, che nasce dal rispetto reciproco e dalla convinzione che l’innovazione nasca dall’incontro tra culture e competenze diverse».

Photo © Simon Menges