F1 Lounge, Yas Marina, Abu Dhabi, UAE
F1 Lounge, Yas Marina, Abu Dhabi, UAE

Il circuito di Yas Marina, ad Abu Dhabi, è uno tra i più spettacolari del mondiale di Formula 1. Sull’asse della linea del traguardo si trova la Shams Tower, punto di osservazione privilegiato riservato agli ospiti più esclusivi del Gran Premio di Abu Dhabi. Qui un progetto di interior design firmato da Agata Kurzela, architetta e urbanista, mette in dialogo attraverso un linguaggio materico e sensoriale l’alta tecnologia dei motori e la tradizione artigianale. Acciaio, marmo, terracotta, corde, legno e tessuti effetto plissé si alternano in una narrazione che intreccia modernità e memoria.

L’esperienza inizia nella reception al piano terra, dove un bancone in acciaio brunito evoca la scocca di un’auto da corsa. Sullo sfondo, l’opera sospesa di Afra Al Dhaheri e la scultura in marmo di Shaikha Al Mazrou – un pneumatico piegato e legato con un nastro d’acciaio blu – dichiarano fin da subito la cifra del progetto: un continuo dialogo tra materia, movimento e arte contemporanea.

Al piano superiore, una console in biomateriale di papiro di Aya Moug e un’installazione di pneumatici riciclati introducono un ampio majlis – la tipica area di incontro e conversazione della tradizione mediorientale – con tavoli bassi in pietra, da cui si accede all’area dining. Gli arredi delle lounge – una è ospitata anche sulla terrazza panoramica, coperta da un’ampia struttura in tessuto – sono stati scelti per la loro flessibilità e pensati per essere spostati facilmente, in modo da creare configurazioni fluide. Accanto a brand internazionali come Moroso, Mattiazzi e Mogg, il progetto dà spazio a designer e artigiani locali: Omar Al Gurg, Latifa Saeed, Aljoud Lootha e Hala Al Ani.

Piccoli oggetti di Nada Debs e Alia Hussain Lootha aggiungono note tattili e femminili. Nei bagni, elementi in lamiera d’acciaio e rubinetterie cromate dalle linee essenziali evocano il mondo dell’alta ingegneria dei motori F1. Lungo il percorso, le opere di Mohammed Ahmed Ibrahim e Ruqaya Al Hashmi trasformano la torre in una piccola galleria, dove il motivo a scacchi dell’arte incontra quello della bandiera della Formula 1. 

Sulla terrazza, il rumore dei motori si fonde con il profumo delle piante di agrumi scelte come decorazione verde. Qui gli arredi sono poltrone intrecciate e tavoli bassi dal piano in vetro e gambe in maiolica artigianale (progetto di Nicolò Morales per Paola Lenti). La Shams Tower diventa così un manifesto dell’identità contemporanea di Abu Dhabi: un luogo dove la tecnologia dialoga con la tradizione, e l’arte con la velocità.