24 ore a Parigi

Da Haussmann all’Art Déco, da Le Corbusier a Jean Nouvel: un itinerario di 24 ore tra architettura, design e nuovi landmark parigini

Tour Triangle, Herzog & de Meuron, Paris, France
Tour Triangle, Herzog & de Meuron, Paris, France

Parigi è diventata una città-faro dell’architettura moderna a metà Ottocento, quando il barone Georges-Eugène Haussmann, funzionario statale e urbanista, la ridisegnò radicalmente. Boulevard, prospettive, infrastrutture: la modernizzazione haussmanniana non solo trasformò la capitale francese, ma definì un modello urbano esportato in tutto il mondo. Un secolo dopo, nel 1925, un altro momento chiave: l’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes (il termine Art Déco viene proprio da qui), che rafforzò l’idea di una città capace di tenere insieme innovazione, tradizione e art de vivre. È anche da qui che nasce l’attenzione francese per i métiers d’art, pilastro della cultura del lusso e del design.

Office-library, design by Pierre Chareau. From the exhibition 1925-2025. Cent ans d’Art Déco, Musée des Arts Décoratifs – Photo courtesy Musée des Arts Décoratifs
Ufficio-biblioteca, disegno di Pierre Chareau. Dalla mostra 1925-2025. Cent ans d’Art Déco, Musée des Arts Décoratifs – Photo courtesy Musée des Arts Décoratifs
Vase Lucien, Emile Fauré, 1927 – from the 1925-2025. Cent ans d’Art Déco exhibition at Musée des Arts Décoratifs – Photo courtesy Musée des Arts Décoratifs
Vase Lucien, Emile Fauré, 1927 – dalla mostra 1925-2025. Cent ans d’Art Déco, Musée des Arts Décoratifs – Photo courtesy Musée des Arts Décoratifs

Art Déco e grandi musei
Il Musée des Arts Décoratifs, accanto al Louvre, è un buon punto di partenza. Qui (fino al 26/04/2026) è in corso una mostra-kolossal – oltre mille oggetti – dedicata ai cento anni dell’Art Déco, un’occasione unica per leggere questo stile come fenomeno globale. Da non perdere anche la collezione permanente dedicata al XX e XXI secolo, allestita in una delle torri dell’edificio: un compendio essenziale per capire l’evoluzione del design contemporaneo.

Fondation Cartier pour l’art contemporain, project by Jean Nouvel – Photo © Martin Argyroglo courtesy Fondation Cartier pour l’art contemporain
Fondation Cartier pour l’art contemporain, progetto Jean Nouvel – Photo © Martin Argyroglo courtesy Fondation Cartier pour l’art contemporain

Sempre nella zona Louvre-Halles si inserisce un progetto atteso da anni e inaugurato lo scorso ottobre: la nuova sede della Fondation Cartier, firmata da Jean Nouvel. Insieme alla Bourse de Commerce ristrutturata da Tadao Ando per la Collection Pinault, contribuisce a trasformare l’area in un polo artistico di densità eccezionale, con pochi rivali al mondo.

Grand Palais, layout by Chatillon Architectes – Photo © Patrick Tourneboeuf/Tendance Floue, courtesy GrandPalaisRmn
Grand Palais, allestimento Chatillon Architectes – Photo © Patrick Tourneboeuf/Tendance Floue, courtesy GrandPalaisRmn

Icone rinnovate e maestri contemporanei
Si prosegue verso il Grand Palais, recentemente rinnovato sotto la guida di Chatillon Architectes e premiato dal Prix Versailles 2025 come uno dei sette musei più belli del mondo. Notevole l’intervento negli spazi centrali (biglietteria e boutique), dove elementi modulari in terracotta smaltata organizzano lo spazio con eleganza e ritmo.

Tribunal de Paris, project by Renzo Piano – Photo © Sergio Grazia courtesy RBPW:Renzo Piano Building Workshop
Tribunal de Paris, progetto Renzo Piano – Photo © Sergio Grazia courtesy RBPW/Renzo Piano Building Workshop

Parigi è anche una delle città chiave per l’opera di Renzo Piano. Il Centre Pompidou, mecca della cultura contemporanea chiusa per lavori fino al 2030, è il più conosciuto, ma vale la pena costruire un mini-itinerario dedicato all’architetto genovese (Pritzker 1998): il nuovo Tribunale, la Fondation Jérôme Seydoux-Pathé e, curiosità per addetti ai lavori, il Pathé Palace, il cinema più lussuoso (e caro) della città.

Maison Ozenfant, designed by Le Corbusier, now used by Tecno as a meeting space – Photo © Francesca Avanzinelli courtesy Tecno
La Maison Ozenfant, progetto Le Corbusier, oggi utilizzato da Tecno come spazio per incontri – Photo © Francesca Avanzinelli courtesy Tecno

Design district e spazi da scoprire
Per chi lavora nel design, Parigi offre alcune zone must. Saint-Germain concentra showroom di arredamento ed editori tessili di altissimo livello: Cassina, B&B Italia, Boffi, Poltrona Frau, Arclinea, Roche Bobois, Rubelli, Loro Piana Interiors, Dedar (la lista è molto più lunga). Faubourg Saint-Antoine, vicino alla Bastiglia, è un’area storicamente legata all’artigianato, oggi animata da realtà come Ligne Roset o lo spazio Boon Room, dedicato al design di ricerca. A queste si aggiungono aree satellite, come quella intorno al Parc Montsouris, dove si trovano showroom come ICG Gallery di Iris Ceramica Group o Tecno, con il suo TClub all’interno della Maison Ozenfant, casa-studio progettata da Le Corbusier.

Le Corbusier's home studio in the Immeuble Molitor – Photo courtesy of the Le Corbusier Foundation
Casa-studio di Le Corbusier nell’Immeuble Molitor – Photo courtesy Fondation Le Corbusier

Case manifesto e interni d’epoca
Tra le architetture domestiche, alcune visite sono fondamentali. In attesa della riapertura della Maison de Verre di Pierre Chareau (capolavoro visitabile solo su prenotazione), sono accessibili la Maison La Roche-Jeanneret di Le Corbusier (rue Nungesser-et-Coli) e la casa progettata per il collezionista Raoul Albert La Roche. Gemma meno nota ma imperdibile: la casa di Theo van Doesburg a Meudon, alle porte di Parigi.

Cité de l’Architecture et du Patrimoine
Cité de l’Architecture et du Patrimoine: ricostruzione in scala 1:1 di un appartamento della Cité Radieuse a Marsiglia, progetto Le Corbusier – Photo © CAPA/Nicolas Borel

Da vedere anche gli interni storici ricostruiti nei musei: al Musée Carnavalet la gioielleria Fouquet, capolavoro Art Nouveau; al Musée des Arts Décoratifs l’appartamento di Jeanne Lanvin, ricostruito nei suoi spazi più pubblici; alla Cité de l’Architecture & du patrimoine, un intero appartamento della Ville Radieuse, ancora firmato Le Corbusier.

Les Espaces d’Abraxas, project by Ricardo Bofill – photo © Lucasdcrk:Wikimedia Commons
Les Espaces d’Abraxas, progetto Ricardo Bofill – photo © Lucasdcrk/Wikimedia Commons

Postmodern e nuovi landmark
Per chiudere in scala monumentale, due icone del postmodernismo di Ricardo Bofill: l’ensemble Abraxas a Noisy-le-Grand e Les Échelles du Baroque in place de Séoul. Ma Parigi continua a crescere: le Tours Duo di Jean Nouvel segnano il ritorno alla verticalità (la Tour n.1 è oggi l’edificio più alto della città dopo la Tour Eiffel e la Tour Montparnasse). I più curiosi possono infine sbirciare il cantiere della Tour Triangle di Herzog & de Meuron, futuro nuovo landmark della capitale.