Dopo Giacomo Zornetta con la sua Californian Crawl è la 26enne Elisa Pini con il progetto Bruma l’artista scelta da Nori Studio per continuare nel percorso di accostamento arte e interni, una scelta di campo molto forte e precisa (ma se parlate con l’esplosivo e appassionato Jacopo Nori è immediata la comprensione del perché) che gioca su temi concettuali slegati dal facile “mi piace – non mi piace” per raccontare delle ipotetiche e infinite quinte teatrali dove l’opera dell’artista lascia nello spazio una traccia molto rappresentativa.


Elisa Pini dipinge quadri e insieme a Nori Studio atterra nell’auto produzione di lampade suggestive, realizzate dal laboratorio Alibi di Ferro in carta di riso, leggere, apparentemente semplici, con un altrettanto leggero richiamo al Giappone, dove il bianco domina ed è esaltato da un cerchio rosso che ogni corpo luminoso presenta. L’arte decora, ma nella mente di Nori Studio l’arte condiziona gli spazi degli interior, scatola e contenuto sono pensati anche per accogliere pezzi unici a cui dare un ruolo da protagonista e, aspetto per niente secondario, contribuire all’obiettivo di “creare comunità” tra chi pensa, chi realizza (fornitori compresi naturalmente) e chi vedrà il risultato finale.


È uno stile progettuale che nasce da uno stile di vita quello che Jacopo Nori e la partner Francesca Marengo hanno spontaneamente scelto come modus operandi per la propria attività professionale.
Il nuovo che avanza? È possibile, sono ormai numerosi (anche se ancora molto sotto traccia) gli studi di progettazione che investono con determinazione sulla propria identità anche a costo di sentirsi dire qualche “no”, ma hanno narrazioni sane e trasparenti, con equilibrata attenzione alla sostenibilità e soprattutto al lavoro della filiera che alimentano.






