Londra apre il percorso con tre appuntamenti di grande impatto. Al V&A, Marie Antoinette Style (fino a marzo 2026) rilegge l’eredità estetica della regina francese attraverso moda, arredi e riferimenti pop, mostrando come il mito si costruisce nel tempo. Alla Tate Britain, la grande retrospettiva Lee Miller (ottobre 2025–febbraio 2026) ripercorre l’evoluzione di una figura straordinaria: modella, musa surrealista, fotografa di moda e corrispondente di guerra, protagonista del nuovo sguardo femminile del Novecento.

Il Design Museum inaugura il 2026 con Wes Anderson: The Way Things Look, un’immersione nell’universo visivo del regista, tra set, miniature e tavolozze cromatiche. La National Portrait Gallery completa il capitolo londinese con Cecil Beaton: Fashionable World, un ritratto elegante di stile e società internazionale.


A Parigi, la Fondation Louis Vuitton prosegue con la monumentale retrospettiva dedicata a Gerhard Richter (fino a marzo 2026), tra astrazione, fotografia e variazioni cromatiche. Al Musée d’Orsay, John Singer Sargent. Dazzling Paris (fino all’11 gennaio 2026) torna agli anni parigini dell’artista, presentando quasi 90 opere, tra cui Madame X, in mostra per la prima volta in Francia dal 1884.

Roma offre un dialogo prezioso tra classicità e alta gioielleria con Cartier and Myths ai Musei Capitolini (fino al 15 marzo 2026). I capolavori della Cartier Collection dialogano con le sculture del Palazzo Nuovo, in un allestimento arricchito da installazioni audiovisive e olfattive che esplorano il legame profondo della Maison con l’estetica greco-romana.


(1890 circa)
A Tokyo, Andy Warhol – Serial Portraits (fino al 15 febbraio 2026) all’Espace Louis Vuitton indaga l’interesse dell’artista per identità, ripetizione e celebrità, attraverso disegni, Polaroid e ritratti iconici della collezione della Fondation Louis Vuitton.

Infine, Mumbai ospita Doug Aitken: UNDER THE SUN al NMACC (6 dicembre 2025–22 febbraio 2026), la prima grande mostra dell’artista in India. Tra tessuti ricamati, sculture, suoni e ambienti filmici immersivi, l’esposizione riflette sul rapporto mutevole tra essere umano, natura e tecnologia.
Insieme, queste mostre disegnano una geografia creativa globale, in cui l’arte diventa narrazione, esperienza e visione: un avvio di 2026 ricco di energia culturale.






