IFDM meets the Paris interior style makers – Chapter 1: Gilles & Boissier

Con il loro studio, aperto nel 2004, Dorothée Boissier e Patrick Gilles hanno affermato nel mondo uno stile che aggiorna in chiave contemporanea la grande tradizione francese (a livello sia di gusto sia di saperi artigianali). E che disegna una nuova definizione di eleganza e di lusso

Patrick Gilles & Dorothée Boissier
Patrick Gilles & Dorothée Boissier

Vi siete conosciuti al lavoro, giusto? Quando avete capito che avreste potuto costruire qualcosa insieme?
Dorothée Boissier: Ci siamo conosciuti da Liaigre, dove io lavoravo già quando Patrick è arrivato per il colloquio con Christian Liaigre. Poco dopo, gli è stato offerto il posto e gli è stata assegnata la scrivania accanto alla mia. Sono rimasta colpita da subito dal suo talento. Anche se all’inizio sembravamo molto diversi, avevo la forte sensazione che avremmo costruito qualcosa di significativo insieme, sia dal punto di vista professionale che personale. Ciò che ha sempre reso la nostra collaborazione così avvincente sono proprio queste differenze. Patrick viene dal sud della Francia, mentre io sono nata e cresciuta a Parigi. Tuttavia, abbiamo scoperto molto rapidamente quanto le nostre prospettive si completassero a vicenda in modo naturale. Questa complementarità rimane ancora oggi il nostro punto di forza. Ognuno di noi apporta una sensibilità e una serie di influenze distinte a Gilles & Boissier. È questo dialogo continuo, modellato tanto dal contrasto quanto dall’armonia, che conferisce ai nostri progetti profondità e ricchezza.

Qual è stato il primo progetto a cui avete lavorato come Gilles&Boissier?
Patrick Gilles: Il primo progetto a cui abbiamo avuto l’opportunità di lavorare dopo aver fondato l’agenzia è stato Buddakan a New York, uno spazio straordinario di 1.500 metri quadrati situato nel cuore del Meatpacking District. Per questo primo progetto pubblico abbiamo collaborato con Liaigre, e questa commissione inaugurale ha segnato l’inizio del percorso del nostro studio. Da lì sono seguiti una serie di progetti significativi: i ristoranti Hakkasan e, più tardi, l’incontro fondamentale con Remo Ruffini, che ha portato alla nostra collaborazione di lunga data con Moncler; a oggi abbiamo progettato più di 200 boutique per il marchio in tutto il mondo.

Baccarat Hotel, New York City
Baccarat Hotel, New York

Qual è stato il progetto che vi ha portato per la prima volta all’attenzione del pubblico? Quale pensate sia stata la ragione del vostro successo?
Patrick Gilles: Fin dall’inizio abbiamo avuto l’opportunità di lavorare su progetti internazionali di alto profilo che hanno portato una notevole visibilità al nostro studio. Tuttavia, una delle pietre miliari del nostro percorso è stato l’incontro con Remo Ruffini. Aveva acquisito Moncler appena un anno prima che fondassimo Gilles&Boissier, ed è stata una sfida affascinante e un privilegio contribuire a plasmare l’identità fisica e commerciale del marchio in un momento così determinante della sua evoluzione. Un altro progetto fondamentale per noi è stato il Baccarat Hotel di New York, che ha attirato un notevole interesse internazionale. Il nostro obiettivo era quello di portare l’eccellenza del marchio francese Baccarat nel mondo degli hotel di lusso. Sono stati necessari due anni di ricerche approfondite per comprendere il DNA e la storia del marchio, al fine di creare uno spazio che riflettesse veramente l’eleganza e la competenza di Baccarat. La meticolosa ricerca che ha caratterizzato il progetto è evidente in molti dei suoi dettagli. Questo è evidente fin dall’ingresso, dove si rende omaggio ai forni di fusione della fabbrica Baccarat con un monumentale camino a doppia faccia, la cui trasparenza permette di intravedere il focolare in perpetuo movimento. Questa fiamma inestinguibile simboleggia l’energia immutabile del cristallo.

Isabel Ettedgui Apartment, Chester Square, London, UK
Appartamento privato, Londra

Lavorate sia in contesti residenziali che commerciali. Spazi privati e spazi pubblici, quindi. Quali differenze riscontrate tra questi due mondi? Il vostro approccio è sempre lo stesso?
Patrick Gilles: L’approccio è simile, ma diverso nell’esecuzione. Che si tratti di un progetto privato o pubblico, iniziamo sempre dedicando del tempo a capire il nostro cliente, come vive, come percepisce il proprio marchio e quali sono le sue aspirazioni. Questo dialogo costituisce la base del nostro processo di progettazione. Quando lavoriamo con clienti privati, ci immergiamo nel loro modo di occupare uno spazio, nelle loro personalità e nelle loro fonti di ispirazione. Il nostro obiettivo è quello di creare una casa che non solo rifletta il loro stile di vita, ma lo valorizzi, come un ambiente intimo e su misura che sia profondamente personale e significativo. Al contrario, quando progettiamo spazi pubblici come hotel o ristoranti, la nostra attenzione si concentra sull’identità del marchio: cosa rappresenta, cosa evoca e come cerca di connettersi emotivamente con i suoi ospiti. C’è una dimensione teatrale che plasma questi progetti; il nostro ruolo è quello di mettere in scena esperienze memorabili, che si tratti della serena familiarità che abbiamo portato al Four Seasons Formentor o della grandiosa eleganza cosmopolita immaginata per The Lana Dorchester Collection a Dubai, progettato per entrare in sintonia con viaggiatori internazionali.

The Lana Dorchester Collection, Dubai
The Lana Dorchester Collection, Dubai
The Lana Dorchester Collection, Dubai
The Lana Dorchester Collection, Dubai

Dorothée Boissier: Un altro esempio significativo è Maison Courvoisier, un progetto profondamente radicato nella tradizione. Il nostro compito era quello di ripristinare l’identità della casa di cognac più premiata al mondo, attingendo al suo patrimonio ottocentesco e alla visione del suo fondatore. In questo caso abbiamo portato le ambizioni del marchio un passo avanti. Ci siamo immersi negli archivi della Maison per comprenderne appieno le radici e la profondità storica. Attraverso questa meticolosa ricerca, abbiamo cercato di incarnare lo spirito di Félix Courvoisier all’interno dello Château, immaginando come avrebbe accolto gli ospiti, come avrebbe vissuto e ospitato, integrando al contempo l’eleganza francese contemporanea. L’obiettivo era quello di sostenere la visione attuale del marchio e tradurne le ambizioni attraverso un sottile dialogo tra tradizione e modernità.

Maison Courvoisier
Maison Courvoisier, Jarnac (Francia)

Quando affrontate un nuovo progetto, qual è il punto di partenza del vostro “ping pong creativo” (come lo chiamate voi)? E qual è il vostro obiettivo finale?
Dorothée Boissier: Tutto inizia con le conversazioni iniziali, sia con privati, marchi o gruppi alberghieri. Ci prendiamo il tempo necessario per immergerci nel loro mondo, capire chi sono, di cosa hanno bisogno e cosa li ispira. Si tratta di ascoltare attentamente, osservare intuitivamente e assorbire l’atmosfera che li circonda. Da lì, Patrick e io facciamo un passo indietro. Piuttosto che immergerci immediatamente nella discussione, preferiamo riflettere in modo indipendente, lasciando che i nostri pensieri si sviluppino in modo organico. Ci concediamo lo spazio per vagare e attingere dalle nostre idee e dalle nostre fonti di ispirazione personali. È solo dopo questo periodo di tranquilla esplorazione che ci riuniamo per scambiarci le prime impressioni. Spesso, ciò che un progetto evoca in lui è molto diverso da ciò che evoca in me. Patrick potrebbe descrivere un riferimento cinematografico, un film o una scena particolare che gli viene in mente, mentre io tendo a rispondere in modo più istintivo alla scenografia, alla letteratura o alla moda. Ognuno di noi porta in tavola il proprio mondo, ed è in quel punto d’incontro che il dialogo creativo prende vita. È questo scambio stratificato, radicato nel contrasto e nell’intuizione, che conferisce al nostro lavoro la sua profondità distintiva.

Moncler Milan, Via Montenapoleone
Moncler via Monte Napoleone, Milano

Patrick Gilles: Il nostro lavoro è profondamente radicato nella tradizione artigianale francese, ma il nostro approccio non è mai nostalgico. Piuttosto che limitarsi a riproporre elementi storici, spingiamo la riflessione oltre, reinterpretando la tradizione attraverso i nostri codici e un linguaggio contemporaneo. Una modanatura classica, ad esempio, può essere reinterpretata in pietra lavica o travertino o interrotta da un elegante inserto metallico, un’applique architettonica o una porta scultorea. Il nostro obiettivo è sempre quello di sfidare le convenzioni ed esplorare nuovi modi di esprimere il classicismo francese, attraverso una lente che non è solo contemporanea, ma a volte anche futuristica. Le boutique Moncler incarnano questo approccio, dove abbiamo sviluppato un linguaggio visivo radicato nell’interazione tra eredità classica e codici contemporanei, un linguaggio definito dal contrasto, dalla tensione e dall’equilibrio. Gli spazi che abbiamo creato sono volutamente grafici e coinvolgenti, progettati per evocare un senso di teatralità che suscita emozioni e lascia un’impressione duratura sui visitatori. La nostra collaborazione con Moncler è diventata un dialogo creativo che continua ancora oggi. Con oltre 200 boutique in tutto il mondo, rimaniamo strettamente coinvolti nell’espansione e nell’evoluzione dell’identità del marchio. Si tratta di una partnership a lungo termine basata sulla fiducia, sulla visione condivisa e sulla crescita reciproca, che continua a ispirarci e a stimolarci.

Cristal Room Restaurant by Anne Sophie Pic, Hong Kong
Cristal Room Restaurant by Anne Sophie Pic, Hong Kong

Secondo voi c’è un tratto che accomuna tutti i vostri progetti?
Dorothée Boissier: Al centro del nostro approccio c’è un profondo rispetto per il savoir faire francese. Intraprendiamo un dialogo dinamico tra tradizione e innovazione, dando forma ad ambienti che sembrano senza tempo e allo stesso tempo radicati nella cultura. Ogni progetto si ispira a un lignaggio architettonico ancorato a riferimenti classici, ma viene reinterpretato attraverso una lente contemporanea. Siamo attratti dall’idea di riappropriarci dei simboli: onorarne l’origine offrendo loro una presenza rinnovata, una seconda vita infusa di rilevanza. La stessa filosofia guida la creazione dei nostri mobili e accessori. Rivisitiamo le tecniche tradizionali, reinterpretandole per realizzare pezzi pratici, moderni e duraturi. Questi progetti sono il risultato di una trasmissione ponderata, che traduce le competenze ereditate in oggetti che parlano allo stile di vita odierno, valorizzando al contempo i materiali attraverso una meticolosa maestria artigianale e attenzione ai dettagli. La nostra ambizione è quella di canalizzare l’art de vivre francese in ogni spazio progettuale in modo da bilanciare leggerezza e sostanza, eleganza e utilità, risuonando al contempo in un contesto globale. Che si tratti di progettare interni o oggetti, il nostro lavoro cerca di portare il patrimonio culturale nel presente, dando vita a un’identità duratura.

Hôtel Particulier Montmartre, Paris
Hôtel particulier, Parigi

C’è un settore in cui non avete ancora lavorato e che vi piacerebbe esplorare?
Dorothée Boissier: Sono sempre stata affascinata dalla scenografia. C’è qualcosa di magico nel design effimero dei set, dei palcoscenici e degli spettacoli che scompaiono una volta calato il sipario. Data la mia passione precoce per l’opera, mi sembra una naturale estensione di ciò che già facciamo: plasmare l’atmosfera, coreografare i movimenti, creare emozioni e connessioni.

A cosa state lavorando al momento?
Patrick Gilles: Abbiamo in cantiere una serie di progetti entusiasmanti, che spaziano dalle residenze private ai grandi hotel di prestigio. Uno dei più ambiziosi è il nuovo flagship store Moncler sulla Fifth Avenue, il più grande che abbiamo realizzato finora. Stiamo anche progettando hotel in tutto il mondo, tra cui il Mandarin Oriental a Roma, le residenze alberghiere La Reserve a Firenze, il Park Hyatt a Casablanca, un hotel Oetker Collection a Saint Tropez e un nuovo hotel Dorchester Collection a Dubai. Ogni location offre un ritmo e un contesto diversi, ma sono tutte accomunate dall’impegno verso l’eccellenza, i dettagli e le emozioni.