Eric Schmitt, la forza del vetro

Un’asta a Parigi celebra il designer-artista, con lavori che vanno dal 1990 a oggi

Eric Schmitt @ Piasa, Paris

Il 14 maggio, la casa d’aste parigina Piasa dedica una vendita esclusiva al designer francese Eric Schmitt, celebrando oltre trent’anni di creazioni in cui vetro, bronzo, legno e alluminio si fondono in forme poetiche e potenti. Per la prima volta, tutte le sue principali collezioni sono riunite in un’unica occasione, comprendendo pezzi unici, prototipi e prove d’artista.

Eric Schmitt nella sua casa – Photo © Adrien Dirand, courtesy Piasa
Vasi “Bohème” (primo piano), “Seau” and “Flambeau” (dietro)

È nel 1990 che Schmitt inizia a lavorare il vetro, grazie alla proposta di Clotilde Bacri , all’epoca a capo della sezione “edizioni speciali” di Daum, storica firma della vetreria d’arte. Proprio da quella prima collaborazione nasce la collezione Possi, di cui due opere in bronzo e pâte de verre saranno battute all’asta. Ma è nei suoi viaggi in Boemia tra i maestri vetrai cechi, che portano avanti una tradizione plurisecolare, che Schmitt sviluppa una visione più profonda e completa. Lavorare in fornace insieme a loro diventa un rituale, una complicità che dura da più di vent’anni e che si è espressa in forme e proporzioni sempre più audaci: grandi tavoli sostenuti da basi in vetro soffiato, vere prodezze tecniche; console che sembrano sfidare la gravità. Il contrasto tra leggerezza e solidità è un segno distintivo del suo linguaggio.

Vaso “Coupelle”
Schmitt al lavoro

Schmitt è un autodidatta: forgia lui stesso le sue prime opere, in ferro battuto, durante una fase di espressività “barbara”, come lui la definirà in seguito. Successivamente inizia a esplorare l’essenzialità delle forme, elaborando un linguaggio fatto di linee e di curve che riflette l’irrequietezza dell’utopista. I suoi oggetti sono essenziali ma densi di significato. Per usare le sue parole, “un mobile deve emanare silenzio per essere amato a lungo”.

In fornace
Applique “Chevalière”

L’asta da Piasa rende omaggio a un creatore fuori dal tempo, le cui opere – concrete e leggere, arcaiche e moderne – sfidano le mode. Come scriveva Jean Cocteau, “tout ce qui est à la mode se démode”. Schmitt ha scelto la strada dell’atemporalità.

Vaso “Hill”
Lampada a sospensione “Fingi”