Carbon Beach House
DATA SHEET

Architecture: Olson Kundig Architects
Interior & Landscape Design: Soul Escapes
General Contractor: Hill Construction Company
Lighting Design: KGM Lighting
Photo: Joe Fletcher

A pochi passi dall’Oceano Pacifico una villa privata diventa estensione dello spettacolare panorama naturale circostante. I colori, i profumi, il suono rassicurante del mare diventano immediatamente percepibili all’interno dell’abitazione grazie a un’architettura che annulla infatti ogni confine tra dentro e fuori, fra l’elemento naturalistico e l’intervento artificiale, creando invece un punto di contatto e di armoniosa continuità. Generare spazi aperti e creare un’esperienza totalizzante con il paesaggio è dunque la visione da cui prende vita il progetto, firmato dallo studio Olson Kundig. 

Situata a Malibu, lungo la Pacific Coast Highway, la Carbon Beach House è una residenza privata orientata direttamente verso l’orizzonte dell’oceano. Si sviluppa su circa 900 mq a cui si aggiungono ulteriori 300 mq destinati alla terrazza e al giardino interno. Dalla riva si percepisce a colpo d’occhio la sua posizione sopraelevata rispetto al piano del litorale, grazie a un pontile realizzato ad hoc che consente di eludere le alte maree e le mareggiate, mantenendo comunque un collegamento con la costa.

Altrettanto evidente è l’estesa facciata in vetro che dà forma al lato meridionale della casa e rivela i due piani di cui si compone. Pareti scorrevoli a tutt’altezza si spalancano per unire interno ed esterno: nello specifico, al piano terra, gli spazi flessibili della zona giorno, della sala da pranzo e della cucina proseguono per estensione nella generosa terrazza. 

Tutto è ideato affinché la vista non abbia ostacoli e possa sempre posarsi sull’oceano, così anche i parapetti dell’ampia terrazza e del balcone a sbalzo del piano superiore, sono stato realizzati appositamente in vetro. Per garantire la privacy necessaria a un contesto residenziale, e al contempo gestire l’esposizione solare desiderata e la temperatura nelle diverse ore del giorno, sono state integrate persiane cinetiche lungo la facciata.

Se il vetro appare come materiale principe, nel progetto si rintracciano ulteriori scelte materiche quali il cemento e l’acciaio. Una combinazione che rappresenta la cifra caratterizzante dello studio di Seattle ma soprattutto differenzia notevolmente questo rifugio sulla spiaggia da quelli più tradizionali. Proprio un muro di cemento armato, lasciato volutamente opaco e grezzo, compone il prospetto anteriore della proprietà: una scelta estetica che dà varietà e carattere all’edificio, ma è anche funzionale nel riparare la casa dal rumore del traffico che giunge dall’autostrada antistante.

In questa monumentale parete si inserisce la porta di ingresso che conduce all’interno: si viene accolti da una scenografica scala in vetro e acciaio, sormontata da un ampio lucernario, con vista su tutta la larghezza della casa, fino all’acqua. Così si scopre anche il cortile interno arricchito da un giardino di cactus attorno al quale si sviluppa la pianta della casa: le stanze si affacciano direttamente verso questa oasi privata che aumenta la sensazione di totale fluidità fra gli spazi e apporta anche maggiore luce naturale. 

L’apparente carattere industrial della residenza si addolcisce internamente grazie alle pavimentazioni in legno, alle travi a vista, alle pareti bianche che ospitano una collezione di opere d’arte; così anche la scelta di arredi e la palette dell’interior design (firmato Soul Escapes) fanno emergere un generale appeal naturale e organico, che accresce ulteriormente la relazione della Carbon Beach House con il paesaggio circostante.