La Roqqa, Porto Ercole
DATA SHEET

Owner: Erqole – Qarlbo AB
Concept interior design: ps+a Palomba Serafini Associati 
Furnighings: on design by the architects; Cantarutti, Ferm Living, Ferri 1956, Tacchini, Dormire 5 Stelle, Cassina, Zanotta, Driade, Desalto, Living Divani, Da a Italia, Desalto, Talenti, B&B Italia, Pols Potten, Azucena, Arper, Cappellini, Varaschin, Bonacina, Crassevig, Pedrali, Kavehome, Vincent Sheppard, Sika Design, Fatboy
Lighting: Artemide, Flos, Foscarini, Frandsen, Louise Poulsen, Zafferano, Oluce, FontanaArte, Platek, DCW, Faro, Zafferano
Curtains: Anza
Bathrooms: Zucchetti, Flaminia
Canopies and sun shading: Ombrellificio Il Parco, Ombrellificio Veneto
Photos: Alessandro Moggi

Appena entrati, lo sguardo si posa sulla scala a spirale diretta al mezzanino, elegante e minimalista, con al centro una scultura che suona. Non smetti di guardarla neanche quando fai il check-in sui divanetti color panna firmati B&B Italia – o sulle poltroncine Doron Hotel di Cassina – nei salottini open-space aperti gli uni sugli altri, sotto una cornice di archi morbidi dall’andamento prospettico che si rincorrono per tutto il lounge.

Si annuncia così, in un mix di linee arrotondate, atmosfera informale e tanto design, il nuovo luxury boutique hotel di Porto Ercole: 55 camere affacciate sul porto e sui giardini dell’ex albergo Don Pedro, recentemente rinnovato da Palomba Serafini Associati per conto di Erqole, società italiana dell’imprenditore svedese Conni Jonsson che da anni trascorre le vacanze estive con la sua famiglia in questa piccola località dell’Argentario.

Per il make-up stilistico, i progettisti hanno scelto un concept a metà fra genius loci e contemporaneità. Negli spazi privati e in quelli comuni, palette e texture ricordano la Maremma attraverso pelli intrecciate, intonaci sabbia, verdi o color mattone, ferro brunito, ma anche tris cromatici di ceramiche bianche, blu e rosse nei tavoli e tavolini custom made. Accanto agli arredi su misura, i pezzi iconici degli anni Sessanta e Settanta riportano ai tempi in cui il trend-set internazionale scopriva per la prima volta il fascino dell’Argentario. 

Poltroncine di Gaetano Pesce (Up 2000) o Joe Colombo (Tube Chair) e lampade che hanno fatto la storia del made in Italy (come Arco di Achille Castiglioni per Flos e quella firmata Bruno Munari per Artemide) vestono gli spazi di suggestioni, dai corridoi con gli angoli smussati e la luce soffusa, alle camere e suite dalle nuance che cambiano a ogni piano, cinque in totale, compreso l’ultimo riservato alla suite Penthouse: 300 metri quadrati pieni di luce con tre camere da letto e un mosaico di terrazze a differenti livelli, affacciate a 360 gradi sul panorama.

 La vista è protagonista anche dal rooftop al quarto piano, destinato al lounge-bar  e al ristorante fine-dining Scirocco capitanato dall’executive chef Francesco Ferretti. Le stanze hanno tutte la terrazza o il balconcino privato, la televisione integrata negli specchi su misura, gli armadi disegnati da Palomba e Serafini con ante retroilluminate in metallo traforato – lo stesso materiale dei paravento nelle suite – che creano un’atmosfera elegante e senza tempo. 

Impossibile, lì, riconoscere lo stile del vecchio Don Pedro. Che invece è ancora ben evidente esternamente, nella facciata color mattone protetta da vincoli ambientali e architettonici ma attualizzata con piccoli escamotage estetici e una suggestiva illuminazione studiata ad hoc: esalta le cornici ricurve dei balconcini anticipando il gioco di archi e prospettive che si ritrova all’interno, dalla scala-scultura ai salottini dalle nuance panna sotto una cascata di archi.