DATA SHEET

Owner: Luma Foundation
Project management: Maja Hoffmann with the support of Sanjiv Gomez and Mustapha Bouhayati Amo: Eric Perez + Louis Marie Dauzat + Frank Anderle Audit and Risk Committee chaired by Werner Schmucki
Architects & Construction manager: Agence Moatti & Rivière, Bureau Bas Smets, Cabinet Lamoureux, C+D, Conception & Cuisine, Gehry Partners, Movveo, Selldorf Architect, Setec Bâtiment, Studios Architecture, Terrell Group, T/E/S/S, TPF Ingénierie
Construction: AGB Bautechnik, All over, Alquier, Assemblage Ingéniérie, Axone Industrie, Bareau Menuiserie Benefficience – Groupe Elithis, Carrillo Carrelage, Citynox, C-Kat, Correze Menuiserie, Crudeli, Decapmax, E.2.J, Eiffage Metal, Etandex, Facade Textile International, Fugro France, GBR Sud Est, General Environnement, Gesop, Groupe Dauphine Isolation, Guintoli, GW INO I.D.F. Plâtrerie, Idzia, Kone, La Serrurerie La Parette, Magnoni, Mediterranee Prefabrication, Melcior, Metalumine, Mineral Expertise, O.F.B, Okeenea, Portíalp, RCR Deco, Reha Sud, Renofors, Rossi Frères, Roux Frères, Santerne Marseille, Sept Resine, Series, Serrurerie Metallerie Service, Snef, Societe Etancheite Services, Tanzi, Techni Moulage, Tonello, Vinci, VIP Plus, Virelec, Wereystenger
Photo credits: Iwan Baan, Rémi Bénali, Adrian Deweerdt, Marc Domage, Hervé Hôte, Joana Luz, Victor Picon, Lionel Roux, Victor&Simon

Cattura la forza del processo creativo quando prorompe e prende forma, scaturito da energie naturali inarrestabili. Molto simile al magma fuoriuscito a plasmare nuove formazioni geologiche rocciose. È come appare la torre progettata da Frank O. Gehry che svetta all’interno del Parc des Ateliers nella città di Arles, nel Sud della Francia. Ultimo elemento e fulcro del centro per le arti contemporanee Luma Arles. Un vero e proprio hub culturale voluto da Maja Hoffman, fondatrice della Fondazione Luma, approdato qui nel 2013 trasformando uno scalo ferroviario abbandonato in un complesso con spazi espositivi, residenze d’artista, laboratori.

Luma Arles, France
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A far compagnia alle sei grandi architetture post-industriali già recuperate dallo studio newyorkese di Annabelle Selldorf e al parco pubblico disegnato dai paesaggisti di Bureau Bas Smets, la spettacolare torre di 15.000 metri quadrati si presenta con una geometria tortile e irregolare, sfaccettata da 11.000 pannelli di acciaio inossidabile. Non è un caso che Maja Hoffman si sia rivolta ‘all’architetto delle forme libere’, che lei stessa considera essere un artista e con il quale ha lavorato seguendo lo stesso approccio usato con gli artisti.

«Volevo creare un luogo che offrisse spazio e tempo necessari affinché linguaggi e pratiche diverse potessero dialogare, aprire nuove strade e prospettive”, racconta la collezionista d’arte e mecenate svizzera, “Luma è un progetto rivoluzionario che affronta realtà, idee artistiche, concetti e narrazioni e si muove al proprio ritmo con un profondo senso di meraviglia per ciò che può essere il futuro.

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Architettura e opere d’arte non vivono separatamente, ma concepiti come due modi di creare che si nutrono a vicenda. Per questo nella torre sono ben integrate l’una all’altra e trovano un linguaggio comune, grazie anche a un percorso scandito da diverse opere realizzate specificamente in punti precisi dello spazio, che fanno quindi parte del DNA dell’edificio.

La sezione Atelier Luma, ad esempio, sviluppa l’ambito dei materiali naturali con rivestimenti murali a base di alghe e pannelli di sale. Le varie iniziative via via avviate, come le residenze degli artisti e degli autori, l’Atelier LUMA appunto, i LUMA Days, i Living Archives, le mostre, le performance dal vivo, prendono vita in ambiti diversi ma ciascuno contribuendo alle attività dell’altro al fine di arricchire ogni proposta.

Una sorta di arcipelago che tramuta l’intero complesso in un organismo vivente. Un ecosistema del mondo dell’arte che rende omaggio al luogo, la città di Arles, dove Vincent van Gogh visse per oltre due anni e in cui dipinse alcune delle sue opere più conosciute.

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