laCividina fa poker

Opening del primo showroom milanese, primo catalogo home living e due nuove collezioni: così si presenta alla MDW l’azienda friulana

Timo by laCividina, Design Federica Biasi
Timo by laCividina, Design Federica Biasi

L’anima storicamente contract de laCividina coglie le opportunità offerte dal momento storico per entrare nel mercato domestico e, contemporaneamente, rinforzare l’importante posizione guadagnata negli anni nel settore project.

Non solo hospitality, non solo office, ma anche residenziale, con una forte accelerata per la nuova strategia che Fulvio Bulfoni – founder e CEO dell’azienda – sta imprimendo per disegnare un presente solido e programmare un futuro che veda il brand sempre più riconoscibile.

Timo by laCividina, Design Federica Biasi
Timo by laCividina, Design Federica Biasi

Ed è la più che emergente Federica Biasi, alla sua prima esperienza con laCividina, a costruire idealmente il ponte tra contract e casa con Timo, una collezione di sedute (dining, lounge e divanetti) che guarda alla natura come musa ispiratrice e traghetta con semplicità il prodotto laCividina in un’ideale terra di mezzo dedicata a chi lavora, a chi abita e a chi lavora dove abita.

Node+ by laCividina, Design UNStuido
Node+ by laCividina, Design UNStuido

Una terra di mezzo dove è atterrata la seconda novità firmata dai super specialisti olandesi di UNStudio e dal loro principal Ben van Berkel: non una collazione, ma un sistema da comporre per architetture d’interni sempre differenti: questo è Node+, un’accogliente – ma al tempo stesso assai funzionale – insieme di sedute e complementi che sposano i nuovi scenari residenziali e al contempo scrivono un importante capitolo nella storia contract de laCividina.

Node+ by laCividina, Design UNStuido
Node+ by laCividina, Design UNStuido

Non solo prodotti, ma anche il retail ha oggi un ruolo centrale per l’azienda: in via Rutilia, a 4 minuti dalla Fondazione Prada, laCividina ha aperto il suo primo showroom, in una zona “non zona”, lontano dalle dinamiche Fuorisaloniane, una scelta che riflette la volontà di esserci, ma senza effetti speciali, una presenza (in una zona comunque che si apre a un importante piano urbanistico di riqualificazione) concreta e misurabile, un po’ come il carattere del suo CEO.