Il design in punta di piedi

Torna a risplendere l’antico edificio della Bourse de Commerce di Parigi. Ora museo contemporaneo della Collezione Pinault grazie al restauro eseguito da Tadao Ando Architect & Associates e a un allestimento, curato da Ronan e Erwan Bouroullec, che pone l’accento su un design rispettoso con Flos Bespoke e Artek

Ronan & Erwan Bouroullec, Vertical Light by Flos Bespoke - Photo © Luca Caizzi
Ronan & Erwan Bouroullec, Vertical Light by Flos Bespoke - Photo © Luca Caizzi

Ci sono voluti tre anni di lavori per restaurare il prezioso edificio della Bourse de Commerce e realizzare un nuovo museo d’arte nel cuore di Parigi. Il progetto, commissionato da François Pinault per ospitare parte della propria collezione contemporanea e concepito con Jean-Jacques Aillagon e Martin Bethenod, esprime tutta la forza di un dialogo costante tra architettura e design, antichità e contemporaneità. Summa di quattro secoli di storia, la struttura è stata riqualificata e riadattata a nuova funzione da Tadao Ando Architect & Associates con le agenzie NeM / Niney & Marca Architectes e Pierre-Antoine Gatier, capo architetto del patrimonio nazionale francese. Una rivisitazione architettonica che ha saputo trasformare con grande sobrietà e poesia un palazzo d’epoca, originariamente concepito nel XVIII secolo, in un tempio per l’arte contemporanea, dandole voce potente. Anche l’allestimento, interno ed esterno, studiato da Ronan e Erwan Bouroullec è riuscito a sviluppare con delicatezza e rispetto l’eccezionalità dello spazio, scegliendo le soluzioni discrete di Flos Bespoke e Artek, capaci di essere leggere e contemporaneamente d’impatto estetico.

Horizontal Light by Flos Bespoke - Photo © Tommaso Sartori
Horizontal Light by Flos Bespoke – Photo © Tommaso Sartori

Sono installazioni illuminanti sospese quelle realizzate su misura dai designer insieme alla divisione Flos Bespoke per il progetto illuminotecnico. Nell’androne d’entrata, Horizontal Light emette una luce fluttuante e vibrante, una struttura luminosa a incastro composta da cinque elementi tubolari in vetro e alluminio di sei metri l’uno, paralleli tra loro.

Vertical Light by Flos Bespoke - Photo © Tommaso Sartori
Vertical Light by Flos Bespoke – Photo © Tommaso Sartori
Vertical Light by Flos Bespoke - Photo © Tommaso Sartori
Vertical Light by Flos Bespoke – Photo © Tommaso Sartori

Le due scalinate ai lati dell’entrata e la spettacolare scala C, formata da due scale a chiocciola che si intersecano, sono allestite con Vertical Light sospese: rispettivamente in 5 moduli collegati tra loro a pentagono e 3 disposti a triangolo. Qui la luce diventa monumentale, segnando l’enorme spazio tra soffitto e pianterreno, percorrendolo tutto in 17 metri di lunghezza con l’alluminio, più delicato e fine, e il vetro soffiato con grandissima cura negli stampi e protetto dalla griglia di metallo per un effetto conchiglia. Sebbene di natura contemporanea, anche nel ristorante viene mantenuto vivo il dialogo tra opposti, utilizzando in parte l’invenzione della Vertical Light ed anche allestendo i singoli tavoli con lampade ricaricabili con base in ferro battuto.

The Rope collection by Artek - Photo © Studio Bouroullec
The Rope collection by Artek – Photo © Studio Bouroullec

Per i corridoi e le zone di passaggio, i fratelli Bouroullec scelgono la seduta The Rope Chair disegnata per Artek e realizzata appositamente nella versione grigio. Concepita come un tratto tridimensionale, è espressione di ingegneria sofisticata e creatività sopraffina, con la sua struttura in tubolare d’acciaio, sottile ma solida, e una corda flessibile in lino o poliestere a fare da schienale e da braccioli. Proprio la corda è al centro di un comfort inaspettato, adattandosi al corpo e invitando una postura dinamica.

The Rope Chair by Artek - Photo © Marc Domage
The Rope Chair by Artek – Photo © Marc Domage
The Rope Chair by Artek - Photo © Marc Domage
The Rope Chair by Artek – Photo © Marc Domage

«È risultato vitale – sottolineano i designer – non “decorare” ulteriormente questi spazi o turbare tale unione di contrasti, ma semplicemente accompagnarli».