A Los Angeles, un hotel che unisce l’urban vibe con la Dolce vita italiana

Lo studio HBA racconta il redesign del JW Marriott Los Angeles L.A. Live, tra graffiti, colori che ricordano i tramonti californiani, e il ristorante che si ispira all'Italian way of life

JW Marriott Los Angeles L.A. Live - Photo © Don Riddle
JW Marriott Los Angeles L.A. Live - Photo © Don Riddle

Sotto i riflettori dell’adrenalinica Los Angeles nasce, anzi rinasce, il JW Marriott Los Angeles L.A. Live, un hotel di 878 camere completamente reimmaginato dagli architetti di HBA: “Unisce il lusso accessibile degli hotel JW Marriott con l’energia e la spettacolarità del partner AEG”, racconta Robert MacDonald, senior project designer dello studio. “La città è sempre più affollata e veloce, ma quando le persone varcano le porte dell’hotel sentono ancora la gentilezza di un’attenzione personalizzata”.

JW Marriott Los Angeles L.A. Live - Photo © Don Riddle

La struttura si trova nel cuore dell’intrattenimento della città, a pochi passi dallo Staples Center, dal Microsoft Theatre L.A. Live e dal Grammy Museum: “La posizione e la diversità di LA hanno ispirato il design degli interni. Abbiamo preso elementi di JW Marriott come hotel di lusso e li abbiamo abbinati all’urban vibe, per esempio utilizzando motivi ispirati ai graffiti per i tappeti della hall, oppure celebrando la luminosità californiana, i suoi leggendari tramonti e le sfumature che cambiano durante il giorno”.

L’hotel, prima del restyling, aveva già un’identità consolidata: “La maggior parte delle persone lo considera un epicentro per gli eventi, nonché il punto di partenza per scoprire la città. Alcune caratteristiche architettoniche dovevano rimanere, come le particolari pareti in legno di sequoia, i pavimenti in pietra della hall e i lampadari delle aree pubbliche. Il nostro obiettivo è stato quello di aggiornare l’hotel in un modo che incorporasse gli intenti originali ma creasse un’allure più moderna”.

JW Marriott Los Angeles L.A. Live - Photo © Don Riddle
JW Marriott Los Angeles L.A. Live - Photo © Don Riddle

Un delicato lavoro di bilanciamento tra il vecchio e il nuovo: “Lo spazio è molto ampio, quindi è stato importante creare uno sfondo per ospitare una varietà di momenti individuali. La palette architettonica è in armonia con le finiture esistenti, ma ha impostato un nuovo tono utilizzando neutri più calmi come base, cambiando il ritmo nel passaggio che gli ospiti fanno dalla hall alla loro stanza o ad un evento”.

La hall e il ristorante sono gioiosi e colorati, mentre le suite sono intime e rilassanti: “Gli spazi hanno la propria identità ma danno la sensazione di completarsi a vicenda”, continua Robert MacDonald. “Poiché la luce era uno dei motivi del design, ogni ambiente la interpreta in modo diverso. Quando l’hotel è nato, aveva la reception e l’atrio in un colore molto acceso, con tre piani di finestre che si aprono agli effetti mutevoli della luce naturale, abbiamo pensato di creare un’atmosfera più residenziale. I corridoi delle camere diventano più scuri per regalare un senso di privacy e tranquillità, con una tavolozza molto pulita e neutra nelle stanze. Volevamo anche creare un senso di scoperta e sorpresa: un esempio è che i corridoi usano un profondo viola mezzanotte nella moquette, e questa tonalità è inclusa molto sottilmente nel gradiente nella parte inferiore del drappo della camera degli ospiti, non troppo visibile, ma suggerendo l’orizzonte al tramonto”.

C’è anche un omaggio all’Italia e all’Italian way of life: “Gli italiani sono pieni di vita e di grandi gesta”, racconta Jana Dadant, associate di HBA. “Abbiamo utilizzato l’audacia delle persone e della cultura, e i colori vivaci dei cocktail più amati d’Italia, e li abbiamo tradotti nel murale focale del ristorante, nei banchetti e nei tavoli colorati. Allo stesso tempo, volevamo che il ristorante si sentisse a casa nella sua posizione di Los Angeles. Per completare la colorata influenza italiana e aggiungere un accenno all’approccio rilassato californiano, abbiamo infuso lo spazio con un’apertura leggera e ariosa, associabile alla California meridionale”.

Photo © Don Riddle

 

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