Milano riparte: ecco cosa vedere e dove andare

In attesa del Salone di settembre, la capitale del design riscalda i motori con eventi, talk e presentazioni, in persona e virtuali

Tom Dixon, immagine a computer della nuova HYDRO Chairs a Palazzo Mondadori
Tom Dixon, immagine a computer della nuova HYDRO Chairs a Palazzo Mondadori

Milano che ride e si diverte, Milano a teatro, un olè da torero, Milano che quando piange, piange davvero, cantava Lucio Dalla a proposito della città italiana più internazionale. La capitale del design, dopo i mesi di chiusura, riaccende le vetrine con la Milano Design City, due settimane, dal 12 al 23 aprile, di eventi, presentazioni, talk, incontri di persona (finalmente!), ma anche iniziative ibride, tra reale e virtuale.
Un palinsesto che viaggia off e online, negli showroom, nelle sedi aziendali, e parallelamente su Zoom, su Instagram, nelle piattaforme interattive per raggiungere il pubblico di tutto il mondo.

Tom Dixon, tra i più geniali, ha presenziato alla design week con il suo alter ego ologramma, in una full immersion di 24ore il 13 aprile, giorno in cui sarebbe dovuto iniziare il Salone, poi slittato a settembre. Il 13 è stato un giorno pieno di presentazioni, da Molteni&C che ha introdotto il nuovo mood, un omaggio del direttore creativo Vincent Van Duysen ai maestri Ignazio Gardella e Carlo Scarpa, a Poltrona Frau che ha rivelato online la Take your time collection, una linea che ci invita a prenderci il nostro tempo e a cogliere ogni dettaglio attraverso i sensi. Cassina invece ha scelto il 14 aprile mattina per raccontare la nuova collezione, presentata magistralmente dalla doppia conduzione di Patricia Urquiola, art director, e dal CEO Luca Fuso.

Visionnaire, Anthem Living Room
Visionnaire, Anthem Living Room

Tra gli allestimenti da non perdere, Le stanze delle idee di Antoniolupi, con le novità di gumdesign, Calvi Brambilla, Carlo Colombo, solo per citarne alcune. Poi le Stanze di Moroso, cinque interpretazioni diverse dello spazio living nello showroom di via Pontaccio, su progetto di Marco Viola. Giulio Cappellini invece punta sull’immaginario onirico e sull’iperdecorativismo di Elena Salmistraro per accendere lo spazio di Cappellini in via Santa Cecilia con l’installazione Amor Fati, una quinta scenica vibrante che fa da sfondo agli arredi di Jasper Morrison, Cyril Dunděra&Matěj Janský, e Francesco Forcellini. Ad esplorare al meglio la dualità fisico-digitale, Visionnaire, che nella nella Wunderkammer della Visionnaire Design Gallery di Milano mette in mostra Regine a cura dell’artista Paolo Leonardo, e al contempo organizza talk e incontri in presenza, digital e phygital con grande attenzione alla sostenibilità.

B&B Italia, via Durini
B&B Italia, via Durini

La doppia settimana del design diventa l’occasione per svelare le novità prodotto, per tirare fuori gli assi dalla manica, come fa B&B Italia che presenta Noonu, il nuovo sistema di imbottiti di Antonio Citterio, un atollo del relax che si ispira all’omonimo isolotto paradisiaco delle Maldive. Zanotta espone la collezione Intimacy nel suo showroom ai Caselli di Porta Garibaldi, esplorando la relazione tra gli arredi e le persone che li vivono attraverso sei ambienti home e contract; Riflessi in piazza Velasca ci fa conoscere Square, il primo tavolo del brand con piano brevettato, che con la sua particolare forma a botte unisce i vantaggi delle sagome quadrata e circolare; HDsurface in via Volta racconta i suoi rivestimenti continui in&out in cemento e resina o polvere di metalli e pietre.

Porro, Duriniquindici
Porro, Duriniquindici

Le vetrine si popolano di presenze scultoree e coloratissime: Alpi nello showroom di via Solferino esplora colorazioni dense e sature per le superfici lignee con la French palette di Piero Lissoni; Gervasoni in via Durini mette in scena le nuove proposte indoor firmate da Paola Navone e l’outdoor di Elena Sanguankeo e Chiara Andreatti. E poi ancora: Living Divani, con una doppia presentazione nello showroom di Milano con i progetti di Piero Lissoni, Marco Lavit e Mist-o, e nell’headquarters di Anzano del Parco con la collezione permanente e il lancio della famiglia in&out di Piero Lissoni, David Lopez Quincoces, Marco Lavit e Mist-o; da Porro in via Durini, un susseguirsi di ambienti che si aprono l’uno sull’altro senza barriere strutturali e concettuali, dove i contenitori Modern, le librerie System e gli armadi Storage si integrano con le nuove porte Glide, in un allestimento di Piero Lissoni.

C’è chi si è preparato a questa, così attesa, design week rifacendosi il look, oppure aprendo nuovi spazi: Jannelli&Volpi lascia la storica sede di via Melzo per raddoppiare la presenza in zona Brera con due indirizzi distinti dedicati a professionisti e al pubblico; De Castelli inaugura l’architettura firmata da Cino Zucchi in via Visconti di Modrone come palcoscenico per la nuova collezione Rame at home; Sahrai nel temporary store di via Manzoni condensa tutta la sua storia e il suo savoir-faire nell’arte dei tappeti; Misha rinnova lo spazio con i coloratissimi ed esotici rivestimenti murali di Cristina Celestino e gli arredi di Studio 2046; Lapalma apre Lapalma for Architects, dedicato ai progettisti, con materioteca e tech lab sulle innovazioni del brand; Dom Edizioni accoglie il pubblico in uno showroom raffinato e intimo come una dimora davanti alla chiesa di San Marco, al primo piano di un edificio Mid-Century; infine Rexa Design che apre le porte del nuovo punto in via Molino delle Armi 14, in collaborazione con Mo.1950.

WeWork, Via Giuseppe Mazzini 9
WeWork, Via Giuseppe Mazzini 9

Milan l’è un gran Milan. Nonostante tutto, la città brilla e attira la curiosità, l’interesse e gli investimenti dei più grandi developer internazionali: è nella città del Manzoni, che il colosso americano WeWork ha da poco concluso in via Mazzini un maxi spazio ufficio che si sviluppa su oltre 7.700 metri quadrati e su 8 piani, arrivando ad ospitare fino a 1100 persone. È in questa metropoli “piccola” che l’architetto Vittorio Grassi dà vita a Principe Amedeo 5, un gioiello architettonico ottocentesco, sede dell’ex consolato americano, restaurato, ampliato, reinventato e trasformato in un edificio per uffici, un risultato sorprendente che gli è valso la candidatura al premio Mies van der Rohe 2022.

Come ogni Fuorisalone che si rispetti, non può mancare l’edizione del Fuorisalone Digital, piattaforma che sintetizza e raccoglie l’intera programmazione, e che quest’anno si concentra sul tema Forme dell’abitare, con talk, webinar e tavole rotonde online sulle esigenze domestiche e le evoluzioni abitative; e non mancano i distretti, come il Brera Design District, 5VIE, Isola Design District e Milano Durini Design attivi con manifestazioni digitali e fisici. Se il giro vi ha messo alla prova, è il momento di fare una pausa nel ristorante dai toni pastello di Bun Burgers firmato dallo studio valenciano Masquepacio, un pit stop d’obbligo se siete a caccia di luoghi instagrammabili e di una pausa gourmet.